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Grande Ida! Alla faccia della SX sfasciata!
Un abbraccio fraterno alla Collega
Via Isidoro La Lumia è solo la punta dell’iceberg di ciò che avviene nella zona Politeama-Quattro Canti. Nessun controllo o presidio delle forze dell’ordine sia di giorno che di notte. Di giorno monopattini e biciclette elettriche guidate da gentaglia che non ha il minimo rispetto delle zone pedonali e dei marciapiedi ivi inclusi i rider che fanno servizio a domicilio. Di notte le vie sono invase da centinaia di ragazzini che hanno come minimo dí precedenti penali un intero foglio A4 che bivaccano in mezzo alla strada. NESSUNA PRESENZA DELLE FORZE DELL’ORDINE. Palermo oramai in mano della malavita e della mafia
Riportare " I Vespri Siciliani"
la strategia contro questi fatti? starsene a casa


Bellissimo. Mi domando spesso cosa sia sia la vita; se basti respirare e fare cacca e pipì per definirla tale. E se, per quanto mi sforzi, non trovo risposte a queste domande vorrei tanto che altri se le ponessero. Ma non lo fanno, chiusi nelle proprie certezze. Fermi nella loro coerenza che, come diceva Prezzolini: “E’ la virtù degli imbecilli”.
Caro Roberto, qualche tempo fa, nel corso delle mie passeggiate antitrombotiche pomeridiane, sono entrato in uno di quei negozietti che chiamano ” Mercatino dell’usato”. Il mio sguardo, al termine di un’abbuffata di Marcel Proust, andò su una libreria polverosa che accoglieva, su piani diversi, un Abecedario e la mitica collana de “I Quindici”. Mi trovai spintonato in un passato, molto passato, quando
mi dimenavo inconsapevolmente, di puro istinto, fra la “Q” di c-q- uaderno e la “C” di s-q-c- uola e …., sbagliando una volta su tre, optavo per la parola “lib-bro”. Era comunque una fatica e spesso fallivo. L’ Abecedario o “i Quindici”, un dilemma che mi afflige tutt’ora, nel ricordo stizzoso di un compagnetto che tutto sapeva, conoscendo a memoria le immagini e il numero della pagina del libro di storia ed io che a mala pena conoscevo “la parentesi giraffa”, perché l’unica “graffa” che conoscevo era quella che galleggiava sull’olio bollente dello “zio Nino” e si spiaggiava su un letto di zucchero in attesa di essere amorevolmente soccorsa dal mio appetito. Ma, detto questo…ed altro ancora se vuoi, credo, e ne ho la certezza, che esista un filo sottile, una luce, un pensiero impalpabile di “pura energia”, che per taluni può essere appellata come “fede” e per altri come “fato” o qualsivoglia speranzosa espressione, che, delimita in astratto, ma nettamente, il confine fra il bene ed il male, il giusto e l’errato, il pianto ed il riso… e che a volte chiamiamo “vita”. A presto fratellino.
Leggere le Sue esposizioni è meraviglioso.
Meravigliosa…..