Il brutale omicidio di Dario Due arresti, "sono i mandanti"

Il brutale omicidio di Dario|Due arresti, “sono i mandanti”

I carabinieri hanno eseguito l'ordinanza del gip.
LE INDAGINI
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CATANIA – Un ulteriore passo, forse l’ultimo, nella lunga indagine dei Carabinieri di Catania, per far luce sul brutale omicidio di Dario Chiappone, ucciso a Riposto in via Salvemini il 31 ottobre 2016. Questa mattina i militari, su delega della locale Procura Distrettuale, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip nei confronti di Benedetto La Motta (conosciuto come Benito), 62 anni, e di Paolo Censabella, 62enne di Mascali, entrambi ritenuti dagli inquirenti i mandanti del barbaro delitto. IL VIDEO

Il primo, La Motta è un elemento di spicco della famiglia mafiosa catanese Santapaola-Ercolano, già condannato nel processo Gotha. Censabella, invece, è l’ex convivente della donna con cui Dario si trovava la notte in cui è stato ucciso. È lei la testimone oculare, che ha assistito all’efferata esecuzione. Dario è stato ucciso con 16 fendenti. Quella notte, Censabella è tra i primi ad arrivare in via Salvemini: è la sua ex, disperata e sotto choc a chiamarlo.

Il 62enne di Mascali, titolare di una rivendita di liquori con cui era socio con l’ex convivente. Il movente sarebbe da ricercare in “motivazioni sentimentali ed economiche riconducibili al rapporto di frequentazione” tra Censabella e la donna. Quest’ultima avrebbe avuto infatti una relazione sentimentale con il giovane Chiappone.

Per questo omicidio è stato condannato dalla Corte d’Assise di Catania all’ergastolo Agatino Tuccio e a 23 anni di reclusione Salvatore Di Mauro, latitante ormai da quasi tre anni. È indagato per essere ‘uno degli esecutori materiali’ dell’omicidio anche Antonino Marano, il killer delle carceri, attualmente detenuto. Le sue impronte papillari sono state comparate  dal RIS di Messina con quelle rilevato nella scena del crimine: gli esiti sarebbero il riscontro della presenza del 70enne in via Salvemini quella maledetta sera. Nel corso del dibattimento che ha portato alla condanna dei due presunti killer “sono emersi contatti tra Marano, Tuccio e quest’ultimo con la Motta”, scrivono gli inquirenti.

Tirando le fila, secondo la ricostruzione degli inquirenti: Benito La Motta avrebbe ordinato, per volontà di Censabella, a Tuccio, Di Mauro e Marano di uccidere Dario.


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