Palermo e il racket, lo Stato intervenga

Palermo, il coraggio non basta: contro il racket lo Stato scenda in campo

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Riceviamo e pubblichiamo
LA LETTERA
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2 min di lettura

C’è chi non s’arrende a fare della nostra terra una terra di mafia.

C’è chi non s’arrende a trasformare la bellezza in miseria.

C’è chi non si arrende a fare della sopraffazione l’unità di misura dei siciliani.

C’è chi indossa la coppola, imbracciando un kalashnikov per vestire i panni del duro.

Ma c’è anche chi, come noi, non si arrende all’inesorabilità di un destino che vuole l’isola felice trasformata in un colosseo dominato dalla legge del più forte.

C’è chi, come noi, intende resistere al male, ponendo la legalità a faro delle nostre azioni.

C’è chi, come noi, abbraccia come fratelli le vittime del racket dicendo “non siete soli”.

Alla violenza comune dilagante che accede oggi al supermarket delle armi, si sta unendo il fenomeno di una mafia violenta fatta di cani sciolti sguinzagliati da qualcuno per seminare terrore nella comunità – ormai numerosa – che si oppone alla mafia.

Troviamo positivo e sosteniamo il coraggio dei commercianti che, pur subendo le prime intimidazioni, non si sono piegati al “pizzo”. Proprio per questo però gli attentati e le minacce si ripetono con maggiore frequenza, perchè la mafia non tollera questa sana ribellione.

Ma il coraggio fra un po’ potrebbe non bastare e potrebbe far posto allo scoramento.

E’ venuto quindi il tempo in cui lo Stato si accorga del malessere della nostra terra e prenda atto che è in corso una sfida violenta alla comunità evoluta che si ribella. Alle bande di giovani mafiosi che seminano il panico deve contrapporsi la forza dello Stato con la presenza anche militare sul territorio.

Non è sufficiente l’orgoglio del popolo che si ribella alla mafia perchè non è più il tempo della sottovalutazione degli ultimi accadimenti.

Chiediamo quindi, a gran voce, a chi ricopre incarichi di potere nella lontana Roma, ma anche nella nostra Palermo e nella nostra Sicilia, che si risvegli dal torpore, che guardi la martoriata isola e attivi tutte le misure straordinarie necessarie affinché Sagunto non venga espugnata ancora una volta.

ALVEARE DEMOCRATICO

PIETRO BRANCATO

GIUSEPPE CARBONARO

EMILIO CORRAO

TINA CUSIMANO

CHICCO DI BLASI

GAETANO DI MINO

GIORGIO FALGARES

TATO MANCUSO

FILIPPO MARCIANTE

FRANCESCO MUNDA

BERNI OCCHIPINTI

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MASSIMO RICCOBENE

GABRIELLA TUTONE

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