Il dipendente Amts arrestato, i post e i favori ai Santapaola - Live Sicilia

Il dipendente Amts arrestato, i post e i favori ai Santapaola

Domenico Colombo avrebbe anche aiutato un ex assessore di Misterbianco
0 Commenti Condividi

CATANIA – “Che faccio “Melo”! Che faccio! Che faccio, che faccio fratello, mi ammazzo? (…)”. Parla così Domenico Colombo, dipendente Amts (prima di Sostare) finito in manette per concorso esterno, mentre commenta il fatto che un pentito – precisamente l’esattore Salvo Bonanno – lo avesse “chiamato” nelle carte. E ridendo racconta che “alle guardie” sono risultate “queste cose”: gli avrebbero trovato i documenti di Salvatore Santapoala (colluccio), Crissel Viscuso e Aldo Ercolano. Il suo interlocutore – sorpreso – chiede: “La prendi a ridere?”.

Ma quell’alert non serve a molto, perché Domenico Colombo che avrebbe rapporti con nomi illustri di Cosa nostra, come Enzo Sapia, Francesco colluccio Santapaola (di cui dice di essere “cugino”), Melo Renna e Turi Rinaldi continua a parlare al telefono chiedendo favori a destra e a manca per conto della “famiglia” Santapaola.

Famiglia mafiosa a cui mostra “devozione” anche con una serie di post (esplicati sui social), dove evidenzia che gli esami hanno dato esito “sangue blu S”. Forse proprio da qui parte il nome del blitz scattato nella notte. Il pentito Silvio Corra mette in chiaro il suo ruolo: “Che io sappia non è un affiliato ma si mette a disposizione per qualsiasi cosa a fini di guadagno”. Estorsioni, atti intimidatori e riscossioni di crediti sarebbero le sue ‘specializzazioni’ criminali.

Nel 2018 inoltre si sarebbe messo a disposizione di Mirko Casesa (clan di Mascalucia) per nascondere dei documenti compromettenti dopo il suo arresto. Colombo inoltre mette bocca anche negli affari più delicati del clan. Criticando anche la gestione di Turi Rinaldi (millemacchine) arrestato a giugno nel blitz del Ros Agorà. Mostrando nostalgia per Francesco Santapaola, cugino di secondo grado di Nitto. “Non c’è Ciccio, quando esce ve la sbrigate!…”

La gip Anna Maria Cristaldi in un passaggio dell’ordinanza accenna a un fatto che si collega alla vecchia amministrazione comunale di Misterbianco, poi finita nel mirino del Viminale. Tanto è che il comune è stato sciolto per mafia, con le urla e le denunce di “in attacco di Stato” finite in un libro dell’ex sindaco Nino Di Guardo. Un paragrafo della Cnr dei carabinieri riguardante la posizione del dipendente Sostare (oggi Amts) riguarda un aiuto fornito all’ex assessore comunale Matteo Marchese (oggi consigliere d’opposizione) con il supporto del boss Enzo Sapia.

“La vicenda è indicativa – scrive la giudice – della vicinanza del Colombo all’associazione mafiosa e del metodo mafioso utilizzato dall’indagato, che ricorreva a un soggetto di nota fama mafiosa per risolvere una controversia tra l’assessore comunale e coloro che avrebbero occupato abusivamente un terreno della famiglia del Marchese, per poi ottenerne benefici illeciti”.


Le nostre top news in tempo reale su Telegram: mafia, politica, inchieste giudiziarie e rivelazioni esclusive. Segui il nostro canale
UNISCITI


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI

0 Commenti Condividi

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *