Il dono di Dolce & Gabbana | e la querelle con la Curia

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Commenti

    Continuare a parlare sempre di questi due arci-miliardari che con il loro patrimonio potrebbero disinnescare pure i 24 miliardi di clausole di salvaguardia dell’aumento dell’IVA non mi pare che sia un buon servizio. La gente comune è lontana miliardi (è proprio il caso di dire) di anni luce da loro.

    Sembrava una “fake news”. Tuttavia, se Francesco Montenegro, il cardinale e arcivescovo metropolita di Agrigento, che finora ha brillato soltanto di luce riflessa essendo un ferventissimo assertore dei porti aperti, ha davvero commesso quest’atto di pirateria, Dolce e Gabbana, con la fermezza e l’intelligenza che li contraddistingue, devono intervenire. Per dare manforte a quel consigliere comunale di Palma di Montechiaro, alle suore di quel convento e ai palmesi tutti. Poiché, se ciò è avvenuto, è stato un atto proditorio. Che va cancellato. Per ripristinare l’ordine, l’armonia e la giustizia in quella comunità traumatizzata.

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Via Isidoro La Lumia è solo la punta dell’iceberg di ciò che avviene nella zona Politeama-Quattro Canti. Nessun controllo o presidio delle forze dell’ordine sia di giorno che di notte. Di giorno monopattini e biciclette elettriche guidate da gentaglia che non ha il minimo rispetto delle zone pedonali e dei marciapiedi ivi inclusi i rider che fanno servizio a domicilio. Di notte le vie sono invase da centinaia di ragazzini che hanno come minimo dí precedenti penali un intero foglio A4 che bivaccano in mezzo alla strada. NESSUNA PRESENZA DELLE FORZE DELL’ORDINE. Palermo oramai in mano della malavita e della mafia

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