Intimidazioni a Palermo, gli arrestati e la pista che porta allo Zen

Le intimidazioni, la “regia mafiosa”: riecco i ‘cani con la barba’ dello Zen

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"Componenti o emissari di Cosa Nostra"

PALERMO – “Componenti o emissari di Cosa Nostra”. Così la Direzione distrettuale antimafia di Palermo definisce Davide Carcione e Rosario Piazza, due degli otto fermati di ieri. Vivono alla Zen 2 ed hanno una fedina penale macchiata da una sfilza di precedenti.

Le persone non identificate

In concorso con altre persone ancora non identificate, il 14 maggio scorso, avrebbero piazzato bottiglie di benzina avvolte in fogli con la scritta “5.000 euro” davanti a otto attività commerciale. Sarebbero stati inchiodati dalle immagini e non solo.

È la firma dei picciotti del pizzo che da mesi ripetono il gesto intimidatorio da Sferracavallo fino a Capaci, passando per Tommaso Natale. I due sono stati fermati dai carabinieri del Nucleo investigativo del Comando provinciale su ordine del procuratore Maurizio de Lucia, dell’aggiunto Vito Di Giorgio e dei sostituti Giovanni Antoci, Felice De Benedittis e Andrea Fusco.

Tanti episodi, un’unica regia mafiosa

I lidi “Sun Life Beach”, “Miramare”, “Ombelico del mondo”, “Cocorita” e “Maracaibo”, i ristoranti “Ciurma” e “Tropicana”, il minimarket “Mercato ammare”: quella di maggio fu una notte di intimidazioni. Secondo i pm, ci sarebbe un’unica regia mafiosa che lega questi episodi agli altri avvenuti a Sferracavallo e Tommaso Natale. Compresi quelli contro la Sicily by Car che ha subito i danni più ingenti. Al momento, però, la contestazione riguarda la notte di Isola delle Femmine e Capaci del 14 maggio.

Carcione e Piazza sono stati fermati mentre tentavano di scappare e dopo essersi disfatti di due passamontagna. In quel momento il quadro investigativo non era completo. Attraverso le telecamere è stato ricostruito ex post il percorso: dalla loro casa in via Costante Girardengo, in via Ludovico Bianchini e piazza Bolivar, sempre allo Zen, in via Rosario Nicoletti fino a Isola delle Femmine. Sempre in sella ad uno scooter elettrico di quelli senza targa.

Rosario Piazza è disoccupato. Compirà 20 anni ad agosto, ma i suoi guai sono iniziati da minorenne. Ha trascorso un periodo in comunità per violenza a pubblico ufficiale. Ha una sfilza di precedenti penali soprattutto per furto e ricettazione.

I Lo Iacono e lo scontro con il boss Serio

In passato è stato identificato in compagnia di Mirko Lo Iacono, figlio di Paolo, entrambi arrestati nel blitz dei 181 dell’anno scorso. “Lui deve sistemare lo Zen… se ne è capace… questi cani con la barba… un quartiere perso… perso…”, diceva Gennaro Riccobono all’anziano boss di Partanna Mondello, Giovanni Cusimano al quale faceva da autista. Ce l’avevano con la fazione emergente di Mirko Lo Iacono, soprannominato in modo dispregiativo “varbazza”, e speravano che il gruppo del boss Nunzio Serio, oggi anche lui in carcere, li mettesse in riga. Serio è un fedelissimo da sempre signori del mandamento di Tommaso-Natale di cui lo Zen fa parte.

Altre volte Piazza è stato visto in compagnia di Mariano Lo Iacono, anche lui figlio di Paolo (sono stati condannati a febbraio scorso per mafia: 20 anni il padre, 10 anni e 8 mesi il figlio, per avere fatto parte della della famiglia mafiosa dello Zen.

Carcione, 25 anni, ha precedenti per reati contro il patrimonio e stupefacenti. Si sarebbero mossi, secondo i pm, per “affermare ed estendere l’egemonia territoriale del mandamento di Tommaso Natale- San Lorenzo”. Per conto di chi hanno agito?


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