PALERMO – Finanziaria, avanti piano. E tra le polemiche. La lunga discussione a Sala d’Ercole si è interrotta appena dopo l’approvazione dell’articolo che disciplina la cessione delle quote di partecipazione delle società regionali. Articolo 24. Sui 48 complessivi. Ma strada facendo, alcune norme sono state accantonate. Così, in realtà, alla fine della lunga giornata di oggi, sono ancora una trentina gli articoli da approvare. Il tempo stringe. E adesso sono a rischio persino gli stipendi dei dipendenti della pubblica amministrazione: se infatti la legge di stabilità non arrivasse in Gazzetta ufficiale entro il 25 gennaio, le casse rimarrebbero “chiuse”. E tra approvazione, verifica del Commissario dello Stato e pubblicazione, i margini temporali per scongiurare uno stop che ha già allarmato i dipendenti, sono davvero strettissimi.
Lunga giornata, quella di oggi, dicevamo. Iniziata con una conferenza dei capigruppo infuocata in occasione della quale l’opposizione ha proposto al governo “una via d’uscita – ha spiegato Santi Formica – cioè quella di puntare sugli articoli più importanti della legge, e ridurre però di molto il numero degli articoli, spostando le altre materie in specifici disegni di legge da approvare successivamente”. L’invito è caduto nel vuoto. E si è tornati in Aula per una seduta estenuante, terminata con una coda velenosa. Furioso Lino Leanza: “Il vero nemico di questa Finanziaria è il presidente dell’Ars, e non è la prima volta. Ha iniziato a remare contro. Non mi dava la parola. Avremmo potuto andare per due, tre, quattro ore. E invece ha deciso di fermarsi e addirittura dare appuntamento a domani a mezzogiorno. Già, i deputati sono così stanche da dover riposare dodici ore. Ardizzone – prosegue Leanza – sta facendo melina. Così come ha fatto anche l’anno scorso. E non so perché”. Il presidente dell’Ars ha deciso di non replicare alle accuse.
La giornata, insomma, si chiude con i malumori tutti interni alla maggioranza. E qualche dubbio sulla tenuta delle forze a sostegno del governo si era già avvertito in mattinata, col capogruppo di Articolo 4 Sammartino che chiedeva una “prova di forza” in Aula: “Andiamo al voto e vediamo chi è davvero leale nei confronti del governo” e persino con l’apparente sicurezza di Crocetta, pronto però a paventare “qualche trappola col voto segreto”.
Fatto sta che oggi Sala d’Ercole ha cominciato a entrare nel cuore della legge di stabilità. E ha anche portato a casa qualche risultato. Ma l’andamento è stato davvero lento. E stigmatizzato dall’ultimo intervento della lunga giornata, quello di Toto Cordaro: “Approviamo in media un articolo ogni ora, andando avanti di questa media ci servirà almeno un’altra giornata e senza fermarci nemmeno per dormire”. Già, perché adesso gli articoli approvati sono 19. Ne mancano altri 30. Traguardo, insomma, ancora lontano.
Oggi, però, come detto, l’Assemblea ha centrato alcuni obiettivi importanti. L’approvazione, ad esempio, degli articoli con i quali vengono ridotti da 11 a 2 (uno per la Sicilia occidentale e uno per la Sicilia orientale) i Consorzi di bonifica. Una norma voluta fortemente anche dal Movimento cinque stelle, che non a caso ha parlato di “svolta storica”. Tenuto in vita, però, l’Esa, nonostante la richiesta dell’opposizione di sopprimere l’ente. “Ma correvamo il rischio – ha spiegato il presidente Crocetta – di trovarci di fronte a una situazione complicata come quella dell’Eas col rischio di una liquidazione che durasse anni. Ci torneremo con calma, dopo la finanziaria”.
Approvato anche l’articolo che prevede la cosiddetta “integrazione socio-sanitaria”. La Sicilia “con ventisette anni di ritardo – commenta il presidente della commissione Salute all’Ars Pippo Digiacomo – si mette al passo delle altre Regioni d’Italia”. Parte del Fondo per le politiche sociali, così, verrà gestito dall’assessorato alla Sanità. I “confini” tra ciò che è di competenza delle Asp e ciò che spetta ai distretti socio-sanitari verrà determinato congiuntamente dagli assessorato alla Sanità e alla Famiglia.
Approvati anche gli articoli che garantiscono gli stipendi dei dipendenti Eas dislocati in altri enti e il pagamento (8 milioni) dei debiti dello stesso Ente acquedotti. Passano anche le norme per la assegnazione dei terreni frutto della riforma agraria del 1950 (“E’ come se avessimo portato a termine – ha commentato il presidente dell’Ars Ardizzone – un procedimento iniziato sessant’anni fa) ed istituita la Banca della Terra. Con quest’ultimo provvedimento, la Regione opererà una sorta di censimento di terreni e beni del comparto agricolo. A quel punto potrà assegnarne una quota a imprenditori e giovani che volessero avviare attività di natura sociale o finalizzate alla produzione di energie alternative. Passa anche la norma che prevede la cessione delle quote azionarie nelle partecipate. Della dismissione si occuperà Irfis. La Regione conta di incassare, con questo provvedimento, non meno di 60 milioni di euro. Si riparte oggi alle 12. Ma prima di allora, bisognerà spegnere i focolai all’interno della maggioranza in vista di norme delicate come la riforma delle Partecipate, i finanziamenti ai Comuni, gli accantonamenti tributari e persino la norma che prevede l’estensione alle coppie di fatto dei benefici destinati alle famiglia. Insomma, la vera salita deve ancora arrivare.
LA LUNGA DIRETTA DALL’ARS DI VENERDI’ 10 GENNAIO
24.00 Si conclude la seduta. Verrà aggiornata a domani alle 12.
23.55 Cordaro (Cantiere popolare): “Stiamo andando alla media di un’ora per l’approvazione di ogni articoli. Se diventassimo più bravi, e se andassimo avanti senza pause, finiremmo alle 22 di domani”.
23.54 L’Aula approva anche l’articolo 24.
23.30 Polemiche sulla decisione di affidare a Irfis il compito di fissare i prezzi congrui della vendita delle azioni. Dalla vendita di queste azioni, la Regione conta di incassare non meno di 60 milioni di euro.
22.50 Si passa all’esame dell’articolo che riguarda la cessione delle quote azionarie nelle società partecipate regionali.
22.45 Approvato anche l’articolo 23.
22.20 Si passa all’esame dell’articolo 23, sulla costituzione della “Banca della terra”, una sorta di elenco-Albo dei terreni, immobili e beni del comparto agricolo. Il censimento consentirà poi di distribuire a imprenditori o giovani i beni con specifiche finalità: mense sociali o produzione di energie rinnovabili.
21.50 Approvato l’articolo sui terreni della riforma agraria. Il presidente dell’Ars Ardizzone non nasconde la propria soddisfazione: “E’ come se avessimo concluso una procedura iniziata sessant’anni fa. Grazie ai tanti deputati che hanno contribuito a questo dibattito”:
21.20 Crocetta: “Stiamo provando a dare la possibilità ai discendenti di chi aveva diritto ai terreni della riforma agraria di entrare anche in possesso dei terreni”.
21.05 Di concerto col governo, l’Ars ha soppresso l’articolo 21. Si passa all’articolo 22, che riguarda la restituzione dei terreni della “riforma agraria”.
20.54 “L’approvazione dell’articolo della Finanziaria che integra i servizi sanitari con quelli socio-assistenziali rappresenta una svolta nella nostra Regione, che finalmente si mette al passo con il resto del Paese e avvia una ‘rivoluzione’ che semplificherà la vita di migliaia di utenti e di famiglie siciliane”. Il presidente del gruppo PD Baldo Gucciardi e il presidente della commissione Sanità dell’Ars Pippo Digiacomo non nascondono la loro soddisfazione per l’approvazione dell’articolo 20 della Legge di Stabilità regionale. “Spesso – aggiungono i due esponenti del PD –è difficile in un paziente capire dove finisce il disagio sociale e dove inizia la patologia clinica: fino ad ora i due servizi di assistenza facevano capo a strutture differenti, adesso le Aziende sanitarie ed i Distretti socio-assistenziali avranno una gestione unificata che renderà l’offerta più efficiente e permetterà un’ottimizzazione dell’organizzazione, anche a livello amministrativo”. “Con questa norma – concludono – abbiamo inserito un altro tassello al mosaico di questa Finanziaria, che si sta sempre più caratterizzando per riforme importanti che renderanno più moderna la nostra Regione”.
20.40 Esprime soddisfazione dopo il voto in Aula dell’articolo 20 anche il deputato regionale del Partito Democratico Mariella Maggio che insieme ai colleghi parlamentari del PD ne aveva sollecitato la riscrittura in una visione “di legge-cornice – spiega la Maggio – che si completerà con il piano socio-sanitario integrato. Un piano che dovrà essere varato entro 90 giorni con la partecipazione di tutti i soggetti deputati”. “Personalmente – aggiunge la parlamentare regionale – ho ritirato l’emendamento, che il Governo ha fatto proprio, che cassa il comma 3 riguardante la riapertura degli accreditamenti, in quanto avrebbe violato la libera concorrenza e sarebbe intervenuto su un atto di competenza degli assessorati nell’ottica dell’unità di interventi. Ora – conclude – bisogna partire per dare risposte ai tanti bisogni e diritti che finora in una condizione di frammentazione di risorse e di azioni sono stati negati”.
20.30 Lino Leanza (Articolo 4) sull’approvazione dell’articolo 20: “L’approvazione dell’articolo 20 della legge di stabilità è una scelta di grande civiltà. Una integrazione socio sanitaria agganciata alle norme nazionali ci consentirà di dare maggiori certezze di assistenza in quella ‘zona grigia’ che non è di competenza sanitaria ma non è ancora di competenza sei servizi sociali ovvero i settori della disabilità, della non autosufficienza e delle nuove povertà.. Un ruolo fondamentale nell’attuazione di questa norma – ha aggiunto Leanza – dovranno ricoprirlo il terzo settore, il privato sociale e le Ipab”.
20.18 Si passa all’articolo 21, sulla “valorizzazione del patrimonio immobiliare degli enti parco”. Tra le norme prevista, la possibilità di prevedere un ticket per la fruizione di alcuni servizi degli enti.
20.15 Approvato l’articolo 20, con la soppressione del terzo comma, come richiesto da molti deputati.
20.11 Gucciardi (Pd): “Noi ritiriamo i nostri emendamenti. Invito gli altri esponenti della maggioranza a fare lo stesso”.
20.03 Crocetta: “L’articolo deve passare così com’è. Le Asp riempiono le case famiglia degli amici. Noi siamo stanchi di queste cose, così come tutti i sindaci della Sicilia. Se avete intenzione di cambiare radicalmente questo articolo, il governo lo ritira”.
19.38 Cascio (Articolo 4): “Questo articolo 20 non introduce nessuna novità. Quello spiegato nella norma è esattamente ciò che è già vigente in Sicilia”. Anche secondo Ioppolo (Lista Musumeci), la norma è “pleonastica”
19.11 La polemica riguarda la possibilità di destinare anche alle Ipab le somme per l’integrazione socio-assistenziale. Il governo ha tolto, con la sua riscrittura, l’obbligo di rivolgersi anche a questi enti che possono solo essere presi in considerazione e comunque solo dopo l’accreditamento col Sistema sanitario regionale.
19.09 Formica: “Il governo prima getta fumo negli occhi con una norma, poi decide di tornare indietro e di gestire autonomamente e in totale libertà le somme”.
19.03 Crocetta: “Possiamo pensare a una norma un po’ più generica, al fine di non destabilizzare la situazione esistente. E lasciando così gli assessori alla Sanità e alla Famiglia liberi di utilizzare quelle somme per l’integrazione”.
18.57 Leanza (Articolo 4): “Io credo che l’utilizzo della legge 328 non sia stato efficace. Ma il comma 3 fa scomparire un mondo, quello del privato sociale. In questo modo stiamo portando sul lastrico tutti. Per questo, sono perfettamente d’accordo sulla norma, escluso quel comma”.
18.49 Si discute sull’articolo 20, riguardante l’integrazione socio-sanitaria. Digiacomo (Pd): “La Regione siciliana è inadempiente. E per questo motivo ogni anno l’amministrazione affrontava un costo. Con questa norma colmiamo una lacuna. La mancata integrazione, poi, comportava anche l’erogazione di servizi scadenti”.
18.04 Accantonato quindi l’articolo 19. Si passa all’articolo 20, che prevede il trasferimento di parte delle somme del Fondo per le politiche sociali nei capitoli dell’assessorato Sanità.
18.02 Cordaro (Cantiere popolare): “Noi dobbiamo scrivere una legge di stabilità comprensibile e soprattutto che non possa essere impugnato dal Commissario dello Stato. L’emendamento del governo è incomprensibile. Rischiamo di fare un papocchio. Si continua a prevedere nuove spese senza prevedere un riferimento, una norma di spesa”. Anche Cracolici: “Scriviamolo meglio questo emendamento. Non si capisce nulla”. Crocetta: “Il senso è semplice: diamo 4 milioni in più. Ma adesso proviamo a riscrivere il subemendamento”.
17.38 Si passa all’esame dell’articolo 19, che riguarda le spese per i trasporti.
17.30 Accantonato anche l’articolo 18, uno dei più controversi: prevede il finanziamento di una serie di leggi di spesa.
17.25 Si passa all’articolo 17 sui dissalatori: prevede una spesa anche per il 2014 di 5 milioni di euro. Ma l’Aula decide di accantonare l’articolo. Tensione in Aula. Ardizzone: “Non scaricate le tensioni politiche, che sono evidenti, su questa presidenza”.
17.22 Approvati gli articoli 15 (garantisce gli stipendi dei dipendenti Eas dislocati in altri enti) e l’articolo 16 (8 milioni per i debiti dell’Ente acquedotti).
17.19 L’Aula ha deciso. Gli articoli accantonati verranno esaminati successivamente. Si riparte dall’articolo 15, che riguarda il personale dell’Ente acquedotti.
17.18 Crocetta: “Andiamo a rilento? Forse qualcuno sta provando a innervosire il governo, e a costringerci a rinunciare alla nostra idea di Finanziaria, per approvare una legge scarna. Ma non succederà. Noi approveremo anche la riforma delle Partecipate e anche quella riguardante le coppie di fatto. Non abbiamo liquidato l’Esa? Lì la situazione è complicata e rischiavamo di creare una situazione simile a quella dell’Eas, la cui liquidazione va avanti da tanti anni”.
17.08 Falcone: “L’opposizione sta chiedendo di mettere in sicurezza i conti, poi si passerà alle altre leggi. Dovrebbe essere la maggioranza o il governo a deciderlo, e invece i ruoli si sono invertiti”.
17.05 La proposta di esaminare gli articoli attualmente accantonati verrà messa ai voti.
17.02 Formica: “Il governo è succube della montagna di emendamenti di spesa della sua maggioranza. Quindi, o si va subito all’esame dell’articolo 6, o occuperemo l’Aula”.
16.55 Forzese (Drs): “Siamo in forte ritardo nell’iter di approvazione della
legge finanziaria e lo spettacolo che stiamo dando in Aula, con continui stop and go, rischia di bloccare i pagamenti della pubblica amministrazione previsti a gennaio. C’è da chiedersi se atteso il clima politico non sarebbe stato meglio varare l’esercizio provvisorio
per due mesi. Va rilevato che anche nella coalizione Crocetta emergono distanze su diversi articoli della legge di stabilità. Serve un confronto serrato e faccio appello al presidente Crocetta affinché già nel corso di pomeriggio avvii una serie di incontri, non escludendo anche il leader dell’opposizione Musumeci, per giungere ad un varo
rapido dei documenti contabili e finanziari”.
16.45 Approvato l’articolo che prevede la soppressione dei Consorzi di bonifica e la creazione di due mega-consorzi.
16.29 Formica (Lista Musumeci): “Perché teniamo accantonati ancora i capitoli sui precari, sui Comuni e sulle partecipate? Ripartiamo da questi articoli”.
16.25 Cordaro (Cantiere popolare): “Tutti abbiamo a cuore l’approvazione della finanziaria. Io chiedo che l’assessore spieghi che questa è una riforma che ha un percorso istituzionale corretto. Se questa viene votata, sarà una vera e propria riforma”. Anche stavolta, scaduto il tempo a disposizione, si spegne il microfono.
16.19 Ardizzone lancia l’allarme: “Se ritarda ancora l’approvazione della Finanziaria a rischio i pagamenti di tutti i dipendenti delle pubbliche amministrazioni. Così non si può continuare. Se è vero che fuori dal palazzo non c’è gente che protesta, è anche vero che tutti i siciliani ci guardano”.
16.09 Urla in Aula. Seduta sospesa.
16.02 Il governo propone la soppressione del comma sull’elezione dei vertici dei Consorzi: saranno disciplinate da un regolamento concordato con la commissione Attività produttive.
15.50 Si passa al voto dei subemendamenti alla seconda riscrittura del governo. Aula sospesa per due minuti.
15.28 Cimino (Voce siciliana): “Questo articolo merita un ulteriore approfondimento. In altre legislatura, questo intervento veniva considerato una vera e propria riforma di settore, da affrontare con un apposito ddl”.
15.25 Di Mauro (Pds): “Non ha senso la suddivisione in un due macro-aree. Troppo vaste e poco omogenee da tutti i punti di vista”. Si spegne, per la scadenza del tempo concesso, il microfono. Di Mauro non riesce a terminare il proprio intervento, e protesta.
15.18 D’Asero (Nuovo centrodestra): “Se deve essere rivoluzione, sia rivoluzione ovunque. Quindi si chiuda l’Esa”.
15.15 “La norma sulla riorganizzazione dei consorzi di bonifica deve assolutamente prevedere l’abrogazione del cosiddetto ‘sotteso’, la tassazione dei proprietari che non usufruiscono dei servizi”. Lo ha chiesto, durante il dibattito d’aula rivolgendosi all’assessore alle risorse agricole, Dario Caltabellotta, Giovanni Panepinto anche nome dei deputati PD, Filippo Panarello, Concetta Raia, Antonella Milazzo e Mariella Maggio. “La tassazione dei proprietari che non usufruiscono dei servizi – ha sottolineato Giovanni Panepinto – è ingiustificata”.
15.05 Falcone (Forza Italia): “Basta con l’Esa. Deve essere messo in liquidazione. E sui consorzi di bonifica non ci convince nè la norma che prevede la nomina di un amministratore provvisorio, nè quella che destina alla Serit il diritto della riscossione”.
14.56 Lombardo (Pds): “Fino a poche ore fa questa riforma non esisteva. Non è questo il modo migliore per operare. Tra l’altro, da questa norma non si desume nulla dal punto di vista gestionale: le garanzie per i precari, ad esempio, dove sono? E com’è possibile che una norma così delicata non passi dalla commissione di merito?”.
14.53 Dubbi da parte del Movimento cinque stelle sulla riscossione dei ruoli dei Consorzi da parte della Serit, come previsto nella riscrittura della norma. Crocetta: “Per noi è un problema di moralizzazione assoluta. E in questo modo garantiremo la fornitura agli agricoltori, che potranno mostrare il proprio pagamento alla Serit”.
14.38 La riscrittura del governo prevede anche, come detto, la fusione nell’articolo 13 dell’ex articolo 14: l’Esa potrà garantire le attività di meccanizzazione agricola. Per queste attività è prevista una spesa di quasi 5,3 milioni di euro.
14.30 Gli articoli in discussione prevede la chiusura di tutti i consorzi e la creazione di due mega-consorzi: uno per la Sicilia occidentale e uno per la Sicilia orientale. Per il funzionamento dei nuovi Consorzi previsto uno stanziamento di 8 milioni di euro.
14.24 Una riscrittura della norma sui consorzi di bonifica ha portato alla fusione tra l’articolo 13 e 14 della legge di stabilità.
14.20 Riprende la seduta d’Aula.
13.34 Il contingentamento dei tempi degli interventi trova spazio in un documento che il presidente Ardizzone leggerà al rientro in Aula. Di fatto, ad ogni gruppo verrà concesso un tempo di interventi pari a cinque minuti, più un minuto per ogni appartenente al gruppo per ogni articolo della manovra. Per fare un esempio, il Pd, composto da 19 deputati, avrà diritto a 24 minuti in tutto. In questo modo, la discussione dovrebbe ridursi a 2 ore e 40 minuti circa. E’ sempre più una lotta contro il tempo.
13.20 Il capogruppo del Pd Baldo Gucciardi: “Andiamo avanti così. Nessuno snellimento, nessuna Finanziaria tecnica. Questa legge di stabilità non può ridursi a una semplice norma per gestire le emergenze. I siciliani si aspettan anche altro da noi. Quindi si va avanti, magari contingentando i tempi. La maggioranza è coesa? Io ritengo di sì”.
13.18 Formica (Lista Musumeci): “Abbiamo proposto al governo questa via d’uscita: puntare sugli articoli che ritengono più importanti, e approvare tutto entro stasera. Ma a quanto pare, l’esecutivo vuole andare avanti così”.
13.16 Durante la conferenza dei capigruppo,le forze di opposizione hanno chiesto che la Finanziaria venisse snellita, attraverso l’eliminazione degli articoli più complessi e sui quali l’accordo è più lontano. Norme che avrebbero trovato spazio in distinti disegni di legge. Ma l’appello è caduto nel vuoto.
13.13 Terminata la conferenza dei capigruppo. Non c’è accordo tra maggioranza e opposizione. Deciso però il contingentamento dei tempi degli interventi.
12.40 La conferenza dei capigruppo è ancora in corso. Appare verosimile, quindi, un ulteriore slittamento dell’inizio di seduta. Tra gli scogli da superare, quelli riguardanti le norme sui precari, sulle partecipate, sull’Irfis e anche quella sull’estensione alle coppie di fatto delle misure rivolte alle famiglie. Diversi deputati sono convinti, infatti, che si tratti di norma non compatibile con una legge finanziaria.
12.10 Sempre Crocetta: “Divisioni sulle società partecipate? Io ieri sera ho partecipato a un incontro con la maggioranza. E mi sembrava che tutti fossero d’accordo. Allo stesso Dina ho chiesto: sei o no per l’abolizione delle Partecipate? E lui mi ha risposto di sì. Quindi non credo ci sia alcun problema in merito. Poi, se qualcuno vuole tendere delle trappole col voto segreto, io non lo posso sapere. Ma non credo che accadrà”.
12.00 A Palazzo dei Normanni arriva il presidente della Regione Rosario Crocetta: “In base a quello che si è visto ieri in Aula non posso che essere fiducioso. Ho notato un atteggiamento costruttivo, non solo da parte della maggioranza, ma anche dell’opposizione. Mal di pancia nella maggioranza? A parte qualche caso individuale, c’è un sostanziale accordo. Poi, certi atteggiamenti fanno parte un po’ della ritualità della politica e della Finanziaria”.
11.55 Il capogruppo di Articolo 4 Luca Sammartino: “Basta con la melina, non è più tempo di giochi politici. Se c’è ancora una maggioranza lo dimostri approvando, oggi stesso, la legge di stabilità regionale. In gioco – ha aggiunto – c’è il futuro della Sicilia. I Comuni attendono le risorse per i precari, per le attività sociali e per gli investimenti. La maggioranza dimostri di avere i numeri e li faccia pesare in aula – incalza Sammartino -. Bisogna che ciascuno si assuma le proprie responsabilità. Le prove muscolari in politica servono anche a misurare coerenza ed affidabilità delle forze politiche e dei singoli deputati”.
11.50 E’ in corso una conferenza dei capigruppo che potrebbe essere cruciale. La discussione sulle – tante – norme ancora da approvare della Finanziaria potrebbe in qualche modo dare anche una misura sulle effettive forze in campo, anche in seno alla maggioranza. L’impressione, comunque, è che i tempi possano slittare ulteriormente. La possibilità che l’esame di prolunghi fino alle giornate di sabato e domenica è adesso molto concreta.
11.18 Ardizzone sospende la seduta e convoca una conferenza dei capigruppo. Ripartono i colloqui. Bisogna trovare un’intesa per consentire l’approvazione entro oggi. Ma adesso il tempo stringe.
11.02 Greco (Pds): “Sono venuto a conoscenza di una gara sulla sorveglianza a Palazzo dei Normanni. Voglio tutte le carte”
Si riparte. Ma l’intesa pare ancora lontana. Oggi è in programma una vera e propria maratona. Una seduta fiume che dovrà necessariamente portare all’approvazione della legge di stabilità, e quindi dell’intera manovra.
Ma, come detto, anche ieri, fino a tarda sera, i colloqui erano ancora fitti. E coinvolgevano tutti: maggioranza, governo, opposizione. Gli scogli maggiori sembrano rappresentati, al momento, dall’articolo 4 e dall’articolo 6. Il primo riguarda gli accantonamenti tributari. Il secondo, invece, è quello che riguarda i Comuni. L’articolo 6, di fatto, destina l’8,47% dell’Irpef ai Comuni siciliani. Una parte di quei soldi, a dire il vero, andrà in un Fondo perequativo vincolato a specifici obiettivi individuati dall’amministrazione regionale. Prevista anche la creazione di un Fondo da 60 milioni per gli investimenti, venti milioni per integrare le spese per il ricovero dei minorenni, e altri 15 milioni per il ricovero dei disabili psichici. Azzerato, però, il Fondo per le autonomie che ammontava a circa 650 milioni. Previsto anche uno strumento per la “salvaguardia degli equilibri finanziari” degli enti locali. Ai Comuni, nel rispetto delle norme previste dal decreto Monti sulla Speding review potranno andare un massimo di cinque milioni.
I due articoli, non a caso, ieri sono stati accantonati, per passare all’esame delle altre norme previste in Finanziaria. Ma ancora il traguardo è lontano. Sono stati approvati solo 8 dei 48 articoli previsti. Oggi si riparte. È iniziata la maratona.

