CATANIA. Rikard Nika, il 30enne di origini albanesi lo scorso 24 febbraio aveva accoltellato a morte il suo collega di lavoro Alfio Fallica. Un delitto efferato, accaduto lo scorso 24 febbraio al ristorante “Pulcinella di rue Du Portier”: Alfio era paternese. Persona solare e piena di vita. Un’attitudine che aveva trasferito anche nel proprio lavoro di cuoco facendosi apprezzare per sue qualità umane e professionali.
La perizia psichiatrica disposta nell’ambito dell’incidente probatorio dice che Nika è “incapace di intendere e di volere con una spiccata pericolosità sociale”. Insomma, stando così le cose per l’omicida non si spalancherebbero le porte del carcere ma quelle di una struttura psichiatrica. A darne notizia è il quotidiano “Il Secolo XIX”. Un risvolto giudiziario che lascia incredula l’intera comunità paternese: “Così Alfio viene ucciso due volte”, l’amaro commento di molti.
Dopo avere commesso l’omicidio, Nika era saltato in sella al proprio scooter ed era fuggito via con in tasca ancora l’arma del delitto prima di costituirsi ai carabinieri.

