Il mare dello Zen, tra violenza e speranza

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Una giornata a Isola. Che racconta una attività fondamentale

Il mare dello Zen si è tuffato nel mare di Isola delle Femmine. Circa quaranta bambini del quartiere, ieri mattina, sono stati ospiti del Lido del Carabiniere, una iniziativa nata dalla collaborazione tra il comando provinciale dei carabinieri di Palermo e la fondazione L’Albero della Vita. Per alcuni – raccontano – era la prima volta.

Il mare dello Zen, di Palermo e del mondo sono i suoi bambini, le sue bambine, le sue ragazze, i suoi ragazzi. Tendono all’infinito con il presente così carico di futuro. C’erano, dunque, al loro fianco, L’Albero della Vita e i militari dell’Arma che svolgono un lavoro preziosissimo. Gente che sa come piantare semi di speranza.

Il comandante della stazione, il luogotenente Davide De Novellis, e i carabinieri sono benemeriti nel senso pieno del significato. Da anni costituiscono una presenza sul campo che è istituzionale, familiare, solidale e pedagogica, al tempo stesso. Sono i migliori amici degli onesti che, spesso, conducono una esistenza difficile, presi ‘in ostaggio’ dalla violenza. Abitano il territorio – non soltanto lo controllano – mostrando una vicinanza concreta alle persone e ai problemi.

La collaborazione e il doposcuola

“Da anni questa sinergia virtuosa contribuisce a tessere una rete di supporto per le famiglie in condizioni di vulnerabilità sociale ed economica grazie a iniziative, come quella che abbiamo realizzato – ha commentato Serena Fleres, coordinatrice del programma nazionale ‘Varcare la Soglia’ nella sede siciliana della Fondazione L’Albero della Vita – che rafforzano il legame tra istituzioni e comunità e dimostrano che l’educazione alla legalità passa anche attraverso gesti di vicinanza e umanità da parte delle autorità del territorio. Ogni anno la giornata al Lido del Carabiniere è un esempio tangibile di come la collaborazione possa costruire ponti, abbattere barriere e offrire ai più giovani la possibilità di guardare al futuro con speranza e fiducia”.

Il comandante della compagnia Palermo San Lorenzo, il maggiore Andrea Maria Ortolani, ha sottolineato come la giornata abbia rappresentato il coronamento di un intenso anno di attività di doposcuola, che ha visto partecipare soprattutto i militari della stazione che, hanno coadiuvato, il personale della Fondazione.

“Questa fattiva collaborazione – ha detto – ci ha permesso di entrare in contatto con le famiglie dello Zen 2 e di costruire un rapporto di profonda fiducia con i più piccoli. Vedere la gioia dei bambini al Lido dell’Arma è bellissimo, ma il valore più grande sta nel legame che si è creato, un filo diretto che si rinnova ogni giorno quando ci incontrano nel quartiere durante i servizi di pattugliamento”.

Lo Zen e Palermo

Il nostro giornale si è concentrato sullo Zen, scansando ogni luogo comune. Nel corso dell’ultimo reportage abbiamo raccontato un abbandono quotidiano e una indifferenza che chiama in causa la politica di questa città. Quella porzione di politici, cioè, che sgomita per una foto sui quotidiani, attribuendosi un impegno eccezionale per i disagi, con vista sulla cabina elettorale. Sappiamo che c’è chi lavora, ma c’è pure chi sparge fumo. Ecco perché le nostre cronache tentano di andare a fondo, setacciando, complessivamente, vari aspetti.

Palermo è indifferente ai destini dello Zen, tranne le debite eccezioni. Palermo si preoccupa dell’ordine pubblico, come è giusto che sia, però non mette all’ordine del giorno il discorso sociale sulle periferie che considera deserti un po’ fuori mano. Una simile e inaccettabile posa è stata sottolineata più volte da LiveSicilia.it. Ci sono degli interventi in agenda, promesse di molti cambiamenti: li valutiamo con favore. Attendiamo che si compiano.

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Intanto, vorremmo attenzione nei confronti del mare dello Zen, di quei bambini che si sono tuffati nel mare Isola, assaporando una normalità più assente che presente. Vorremmo che i palermitani avessero lo stesso sguardo affettuoso degli operatori sociali, dei carabinieri, dei volontari. Ha detto il luogotenente De Novellis: “Noi riceviamo tanto in termini di patrimonio umano. Loro, i bambini, capiscono che il destino non è segnato, perché esistono delle alternative”. Parole inestimabili. Ma se prosciughi il mare, se non lo nutri con azioni e pensieri, la speranza, prima o poi, evapora per tutti.

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