Il mondo della politica ricorda Giovanni Falcone

Il mondo della politica ricorda Giovanni Falcone

"Non lo dimenticheremo mai".
23 MAGGIO
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8 min di lettura

PALERMO – Il mondo della politica ricorda il giudice Giovanni Falcone. Numerose dichiarazioni e qualche polemica accompagna anche quest’anno l’anniversario della strage di Capaci.

“Non dimenticheremo mai Falcone”

“Non dimenticheremo mai Giovanni Falcone, magistrato ed eroico servitori dello Stato, caduto per difendere la legge, affermare la giustizia, preservare la civile convivenza. Nel 29°anniversario della strage di Capaci in cui morirono Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e gli uomini della scorta – Vito Schifano, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro – rivolgo un pensiero alle famiglie delle vittime di tutte le violenze mafiose e l’invito a tenere sempre vivo il valore esemplare di tutti gli uomini e le donne delle Istituzioni, delle Forze Armate e delle Forze di polizia che hanno perso la vita nell’adempimento del loro dovere al servizio del Paese”.

Lo afferma il sottosegretario alla Difesa, Stefania Pucciarelli. “Spetta quindi – aggiunge – a tutti noi e in particolare ai giovani, che saranno i protagonisti del domani, mantenere alto l’esempio lasciato da Giovanni Falcone e fare propria la lezione di legalità, di professionalità e di amore per lo Stato che il magistrato ci ha trasmesso. Un uomo delle Istituzioni che, fino all’ultimo, ha scelto di fare il proprio lavoro, sfidando la paura e la solitudine. Il suo impegno e il suo desiderio di giustizia rappresentano importanti punti di riferimento che dobbiamo sempre tenere a mente sulla strada della lotta alle mafie”, conclude Pucciarelli.

“Coltivare la memoria, ma che senso hanno le passerelle?”

“Che ancora si tenga alto il livello della memoria è assolutamente corretto, non so se tutte queste passerelle hanno un senso. Vedo l’impegno con cui Maria Falcone e altri si adoperano, ma forse a partire dal prossimo anno bisognerebbe cominciare a pensare a qualcosa di diverso: un convegno, o una lezione di storia”. Così il leader di Forza Italia in Sicilia e presidente dell’Assemblea siciliana, Gianfranco Miccichè, a margine della celebrazione dell’anniversario della strage di Capaci. “La memoria va mantenuta, per carità, ma le solite passerelle, uguali tutti gli anni… – aggiunge Micciché – Cominciano a essere meno utili di quanto non fossero una volta. Nessuna polemica però, sono felice di essere qua. Bisogna studiare qualcosa di diverso, altrimenti rischia di diventare una cosa ripetitiva che poi finisce col perdere l’importanza quando invece, l’importanza, è altissima tuttora. Forse meglio insegnare ciò che è successo piuttosto che fare la passerella”.

“La memoria deve essere politica coraggiosa”

“La memoria della Strage di Capaci deve corrispondere ad azioni politiche coraggiose. In questi giorni abbiamo presentato la nostra proposta di legge per salvaguardare l’ergastolo ostativo per i detenuti di mafia. Una scelta politica coraggiosa per difendere l’eredita’ di Giovanni Falcone. La nostra azione politica incessante contro lo scambio politico mafioso, contro la corruzione, significa fare memoria. Dopo 29 anni dobbiamo continuare a fare scelte ancora piu’ incisive per difendere la società e l’economia dalle infiltrazioni mafiose.
Scelte coraggiose perchè troppa politica, professionisti e società civile si trova a proprio agio nella zona grigia che fornisce la mafia, dove si guadagna senza sporcarsi le mani. Se vogliamo celebrare memoria dobbiamo agire ancora con piu’ decisione”. Lo affermano in una nota congiunta i parlamentari M5S
della commissione Antimafia.

“Gli anni non cancellano l’esempio”

“Una forte esplosione, poi il silenzio, subito dopo il dolore. Sono trascorsi 29 anni dalla strage di Capaci dove persero la vita il giudice Giovanni Falcone, la moglie e 3 agenti della sua scorta. L’Italia non dimentica il giorno in cui l’asfalto giunse fino al cielo e una nube tossica avvolse la città: la criminalità organizzata aveva ucciso un uomo di Stato. Gli anni trascorsi non cancellano il ricordo di chi scelse di schierarsi dalla parte della Giustizia e della Legalità. Io ricordo i nostri eroi”. Lo scrive su Facebook il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

“Simbolo dello Stato che lottò contro la mafia”

“23 maggio1992, mancano pochi minuti alle 18, quando una carica di 500 kg di tritolo provoca la morte del giudice Giovanni Falcone, simbolo della lotta dello Stato alla mafia. Con lui perdono la vita sua moglie Francesca Morvillo e tre servitori dello Stato, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro, Vito Schifani. Dopo pochi mesi la mafia uccide anche il giudice Borsellino”. Così in un post su Facebook, il vicepresidente della Camera e presidente di Italia viva, Ettore Rosato. “Falcone, Borsellino, come tante altre vittime innocenti delle mafie, donne e uomini che hanno sacrificato la propria vita per difendere la legalità e il bene comune, ci hanno lasciato un’eredità difficile da gestire: quella di rendere ogni giorno la giornata della legalità – prosegue Rosato – Il loro esempio, il loro valore non saranno mai dimenticati perché aveva ragione Falcone, gli uomini passano ma le idee restano per continuare a vivere nel cuore e nella mente di chi sfida con coraggio la prepotenza della criminalità organizzata e crede e combatte ogni giorno nella convinzione che la legalità sia l’unica strada per un Paese migliore”.

“Un simbolo da raccontare ai giovani”

“Nel giorno della strage di Capaci ricorre la Giornata della legalità. Ricordiamo Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e gli uomini della scorta che si sono sacrificati lottando contro la mafia. Eroi, simboli, che rappresentano ancora oggi lo Stato e vanno raccontati alle giovani generazioni”. Lo scrive su Facebook Antonio Tajani, coordinatore nazionale di Forza Italia.

“Intuizione nel metodo di indagine”

“La grandezza di Giovanni Falcone emerge anche dal fatto che a 29 anni dalla strage di Capaci, le sue intuizioni continuino a guidare la mano degli investigatori. Il suo lavoro, il suo coraggio, il suo sacrificio, resteranno per sempre nella memoria degli italiani”. Lo afferma il senatore del Pd, Andrea Marcucci.

“Capaci ha risvegliato le coscienze”

“L’omicidio di Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro e Vito Schifani è stato uno dei più gravi errori di valutazione di Cosa nostra”. Lo afferma il deputato dem siciliano Carmelo Miceli, componente delle Commissioni Giustizia e Antimafia nel giorno del ventinovesimo anniversario dalla Strage di Capaci. “Lungi dall’incutere il terrore immaginato, il tritolo di Capaci, ha detonato il risveglio delle coscienze di noi siciliani, dandoci il coraggio di alzare la testa e la forza di convincerci che la mafia è un fatto umano e, come tale, avendo avuto un inizio avrà anche una fine – aggiunge – La fine di Cosa nostra sarà sempre più vicina se, come diceva Giovanni Falcone, in questa battaglia avremo il coraggio di continuare ad impegnare e spendere tutte le forze migliori delle istituzioni e, soprattutto, quello di fare ciascuno il proprio dovere”.

“Contro la mafia a testa alta”

“‘Gli uomini passano, le idee restano’. Giovanni Falcone. E in memoria di Francesca Morvillo, Antonio Montinaro, Rocco Dicillo, Vito Schifani. Contro ogni mafia, sempre e a testa alta!”. E’ il tweet del segretario della Lega, Matteo Salvini.

“Esempio vivo”

“Il ricordo di Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro, Vito Schifani, morti per sconfiggere la mafia, rimane più che mai vivo nella coscienza civile dando vita all’inarrestabile processo di riscatto della Sicilia fatto di ribellione e di presa di coscienza collettiva contro ogni illegalità”. Lo dice Giuseppe Lupo capogruppo PD all’Ars.
“Oggi più che mai, nel momento in cui il Paese, messo in ginocchio dalla crisi economica, progetta la ripartenza, – continua il parlamentare regionale – abbiamo il dovere di vigilare contro ogni forma di illegalità per difendere il futuro dei giovani ai quali il Presidente Mattarella si è rivolto oggi definendoli “un monumento vivo”.

“Esempio da seguire”

“Quel 23 maggio il rumore di una balorda esplosione scrisse uno dei capitoli più tristi della nostra storia. Ma la forza e il coraggio di Giovanni Falcone hanno ancora oggi una eco più forte, assordante. Sta a noi continuare nel solco del suo esempio senza mai abbassare la guardia”. Lo scrive su Twitter l’ex premier Giuseppe Conte.

“Esempio per estirpare il cancro mafioso”

“Da 29 anni Giovanni Falcone è sinonimo di giustizia e libertà da tutte le maledette mafie. Lo Stato arrivi prima dei mafiosi. Ha il dovere il combattere cosa nostra e le altre organizzazioni criminali senza alcuna tregua, per impedire che intralcino ancora la rinascita dell’Italia”. Così il segretario regionale del PD Sicilia, Anthony Barbagallo, rende omaggio, anche sui social, a Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e gli agenti di scorta Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani, nel ventinovesimo anniversario della strage di Capaci.

“Dobbiamo continuare a tenere vive le loro idee e i loro insegnamenti per estirpare il cancro mafioso ed impedire – aggiunge Barbagallo che nel pomeriggio sarà presente all’albero Falcone – che riescano a mettere le loro lorde mani, sporche di sangue e malaffare, nei fondi della ricostruzione, approfittando della fragilità del nostro tessuto socioeconomico”.

“Alimentare la coscienza antimafia”

“A 29 anni dalla strage di Capaci, il sacrificio di Falcone, con sua moglie e gli uomini della sua scorta, è ancora vivissimo nella società civile e ha permesso la crescita di una solida coscienza antimafia che va sempre alimentata per ricordare alle giovani generazioni i preziosissimi insegnamenti del giudice antimafia”. Lo afferma il capogruppo del M5s all’Ars Giovanni Di Caro. “Il contributo dei giovani – continua – è fondamentale per eradicare nel tempo e in maniera definitiva comportamenti e atteggiamenti mafiosi in cui cresce e mette radici il malaffare”.


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