Natale di solidarietà alla Caritas| "Tutti potremmo avere bisogno" - Live Sicilia

Natale di solidarietà alla Caritas| “Tutti potremmo avere bisogno”

Le pareti verdi rendono l'ambiente familiare, centocinquanta posti a sedere, c'è odore di pulito e nell'aria si respira serenità. Gli ospiti devono ancora arrivare, ma la cucina è già un via vai di volontari indaffarati. E' Natale anche alla Caritas. Foto Vincenzo Di Martino

CATANIA – “L’importante non è quanto facciamo, bensì l’amore che mettiamo in ciò che facciamo”, in una pergamena incorniciata questa frase di Madre Teresa di Calcutta primeggia nella sala della menza della Caritas di Catania a pochi passi dalla stazione centrale.

Le pareti verdi rendono l’ambiente familiare, centocinquanta posti a sedere, c’è odore di pulito e nell’aria si respira serenità. Gli ospiti devono ancora arrivare, ma la cucina è già un via vai di volontari indaffarati. C’è chi affetta la scamorza, chi taglia il pane. “Prepareremo lenticchie, taglieri di formaggi e tonno – ci spiega Giovanni, il responsabile menza – le lenticchie sono di buon auspicio e poi – prosegue – è una pietanza tipica del menu francescano”.

Come ogni giorno dell’anno, anche oggi i volontari della Caritas si offrono a chi è più sfortunato, nel tentativo di rendere meno sofferente quella che per tutti dovrebbe essere una giornata di festa. Missionaria da oltre quarantanni è la volontaria Lucia a farci da Cicerone per le sale dell’help center. “Si pensa che la Caritas sia ricca, ma è giusto che la gente sappia che non è così. Le donazioni spesso non bastano, noi volontari giriamo per caseifici, panifici e botteghe chiedendo di darci alimenti rimasti invenduti, capita anche che mettiamo mano al nostro portafogli, fare il volontario è una vocazione, tutti potremmo ritrovarci al posto delle persone che si rivolgono a noi, siamo una grande famiglia”.

Tra colazione, pranzo e cena sono oltre 500 gli utenti che quotidianamente ricevono un pasto dalla Caritas: “c’è chi viene qui – spiega Lucia – ma ci sono tantissime altre persone che si vergognano, così io ed altri volontari ci rechiamo personalmente da loro, sono tantissimi i catanesi, molti single, disoccupati, tante famiglie, anche con neonati. Non si deve pensare che vengano a chiederci sostegno soltanto clochard o extra comunitari”. Librino, via Plebiscito e via Palermo le zone maggiormente disagiate: “Non immaginate neanche quante famiglie con bambini piccoli vivano in macchina – spiegano – ogni giorno il numero aumenta”.

Così per tanti catanesi, ieri sera come oggi, il Natale alla Caritas rappresenterà l’unico momento di gioia e pace “c’è molta integrazione tra noi volontari, ma anche tra gli utenti – continua Lucia – io mi definisco una donna fortunata – prosegue – perché il povero è la ricchezza di un volontario e la povertà è figlia dell’ipocrisia, si può combattere soltanto con la solidarietà”. Così tanti bambini vivranno il giorno di Natale attorno al modesto albero posto al centro della sala, addobbato con ghirlandine di carta pesta rossa, nella sua semplicità rende l’atmosfera natalizia.

Conosciamo subito dopo Teresa, un’altra volontaria che – come ci raccontano gli amici – spesso acquista regali da donare ai bimbi ricoverati nei reparti di oncologia, “dovremmo sensibilizzare di più i nostri figli – continua Lucia – far capire loro di non essere gli unici, dobbiamo imparare a dire di no al superfluo e agli sprechi”. Come Lucia, Teresa, Giovanni tanti altri i volontari, una tra tutti suor Rosaria, un’anziana suora che ha dato il proprio aiuto fin quando gli occhi le hanno permesso di vedere. “Io personalmente – conclude Lucia – oggi svolgo con passione e vocazione le attività di volontariato anche in ricordo di Pippo Maccarrone, un compagno di squadra speciale che non c’è più e con il quale ho condiviso anni e anni qui alla Caritas. A chi legge vorrei semplicemente dire che tutti possiamo dare un contributo, la crisi c’è, è vero, ma se si organizzano cenoni, se compriamo regali per amici e parenti vuol dire allora che tutti possiamo aiutare il prossimo. “Pensa che l’altro sia tu” questa la frase che non dovremmo mai dimenticare”.


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