"Il Palermo è un supermercato" - Live Sicilia

“Il Palermo è un supermercato”

Tifosi vip, Pino Caruso
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Per lui la domenica rosanero inizia presto, molto presto. Quasi all’alba, ossia quando apre gli occhi e immediatamente viaggia verso la partita della sua amata squadra. Pino Caruso, celebre attore, palermitano doc, a livesicilia racconta la sua domenica a tinte rosanero. “Per me è sempre una grande emozione vedere il mio Palermo. La partita la guardo sempre, a volte sono a Palermo e la vedo allo stadio, quando sono a Roma, la vedo in tv. Spesso mi vengono a trovare amici palermitani, come Ficarra e Picone, Marcello Mordino. Io sto in campagna, e fuori dalla mia abitazione, ho esposto una grossa bandiera rosanero che avvolge parte del balcone. Assieme a loro cerchiamo di ricostruire un atmosfera da stadio: ci esaltiamo, ci divertiamo, ci arrabbiamo e a volte rimaniamo molto delusi. Ficarra e Picone quando vengono a trovarmi portano sempre panelle e crocchè, qui c’è una bottega palermitana che campa solo con me e con loro (battuta questa, ndr). La partita l’ho vista da solo, ho tifato come un pazzo, mi sono arrabbiato come un pazzo, non si può perdere in questa maniera. Ho capito subito che la mia squadra avrebbe perso, all’inizio loro sono scesi in campo con un atteggiamento diverso, noi dormivamo. A volte penso che questa squadra non abbia un senso d’appartenenza alla loro città. Comunque tornando alla nostra domenica, subito il secondo gol mi sono rassegnato, mi sembrava ormai impossibile riuscire a portare a casa almeno un pareggio”.

Pino Caruso punta il dito su Zamparini: “Questa squadra non è una squadra, ma un supermercato. Non faremo mai il salto di qualità se ogni anno i migliori vengono venduti. L’unica speranza di vedere Pastore ancora qualche anno a Palermo è quella che giochi male, così nessuno lo vorrà. In questa società manca una reale programmazione, non c’è progetto, ogni anno siamo punto e a capo. Così non andremo mai avanti. Ad esempio Zamparini si lamenta dei problemi in difesa e allora io gli dico: perché hai venduto Kjaer?. Lo ripeto, così non faremo mai il grande salto, rimarremo sempre una provinciale”.


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