Il Paliotto dell'Immacolata

Il Paliotto dell’Immacolata

L'opera è stata realizzata grazie alle quote di partecipazione dei Viaggiatori e dei Soci ItiCard, versate all'Associazione Culturale Archikromie durante gli itinerari.

Chiesa Immacolata Concezione al Capo
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Palermo _ Messa Solenne nella Chiesa dell’Immacolata Concezione al Capo e cerimonia di svelatura di una riproduzione fotografica del “paliotto dell’Immacolata tra i Santi Benedetto e Scolastica” nell’altare centrale della Chiesa. L’opera è stata realizzata grazie alle quote di partecipazione dei Viaggiatori e dei Soci ItiCard, versate all’Associazione Culturale Archikromie durante gli itinerari.

Nella Chiesa dell’Immacolata Concezione al Capo l’altare maggiore, punto focale dello spazio teologico e della composizione architettonica, accoglieva il quinto paliotto dell’Immacolata, tra i Santi Benedetto e Scolastica, probabile opera di Lorenzo Ciprì e Gerolamo Monti (1691 c.) che oggi si trova nella Cappella Senatoria della Basilica di San Francesco d’Assisi.

Decisivo, per la realizzazione dei cinque paliotti, fu l’apporto della Compagnia di Gesù, in quanto all’epoca l’Ordine di Sant’Ignazio si distingueva «per il ruolo significativo svolto nell’evoluzione dei palii prospettici, segnalandosi sia per il numero degli esemplari ordinati o posseduti, sia per la determinante presenza nella progettazione o esecuzione di altri presso ordini religiosi diversi» (M.C. Ruggeri Tricoli).

Non a caso sono cinque i paliotti della Concezione. Il quinto paliotto dell’Immacolata pervenne nella Basilica di San Francesco d’Assisi nel 1858, comprato per 100 onze, ad opera dell’amministratore della Commissione per il restauro della cappella, comm.re D. Paolo Briuccia.

«L’atto notarile, con cui il gioielliere Carlo Fiorito Piscaturi e il marmoraro Girolamo Mira si impegnavano ad eseguirlo, è datato 11 gennaio 1682» ( P. Filippo Rotolo OFM Conv.). Si deve ritenere quindi che il gioielliere e il marmoraro fossero gli esecutori materiali, mentre la direzione, affidata all’architetto Giuseppe Lentini, fu a sua volta coordinata e diretta dalla Compagnia di Gesù. Lorenzo Ciprì e Gerolamo Monti emergono per la cura, il disegno e la liquidazione dei pagamenti; l’assistenza e l’ispirazione del pensiero teologico viene attribuita ai sacerdoti Giovanni Severino e Antonino Casaletto, della stessa Compagnia di Gesù.

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