Il Papa: "Mondo ferito da guerre e soprusi, ma il Signore è vivo e con noi"

Il Papa: “Mondo ferito da guerre e soprusi, ma il Signore è vivo e con noi”

papa leone piana degli albanesi
Le parole del Pontefice nell'omelia di Pasqua e la benedizione Urbi et Orbi
CITTA' DEL VATICANO
di
2 min di lettura

CITTA’ DEL VATICANO – Un grido di dolore per la violenza e la guerra che uccide e distrugge nelle parole Papa Leone XIV nell’omelia di Pasqua. Una folla di 50mila fedeli ha assistito alla messa pasquale in piazza San Pietro in attesa della benedizione Urbi et Orbi.

“La morte è sempre in agguato – ha detto il Pontefice -. La vediamo presente nelle ingiustizie, negli egoismi di parte, nell’oppressione dei poveri, nella scarsa attenzione verso i più fragili. La vediamo nella violenza, nelle ferite del mondo, nel grido di dolore che si leva da ogni parte per i soprusi che schiacciano i più deboli, per l’idolatria del profitto che saccheggia le risorse della terra, per la violenza della guerra che uccide e distrugge”.

Ma “il Signore è vivo e rimane con noi. Attraverso fessure di risurrezione che si fanno spazio nelle oscurità, Egli consegna il nostro cuore alla speranza”.

“Il potere della morte ci minaccia sempre, dentro e fuori. Dentro di noi, quando la zavorra dei nostri peccati ci impedisce di spiccare il volo; quando le delusioni o le solitudini che sperimentiamo prosciugano le nostre speranze; quando le preoccupazioni o i risentimenti soffocano la gioia di vivere; quando proviamo tristezza o stanchezza, quando ci sentiamo traditi o rifiutati, quando dobbiamo fare i conti con la nostra debolezza, con la sofferenza, con la fatica di ogni giorno, allora ci sembra di essere finiti in un tunnel di cui non vediamo l’uscita”.

Il Papa nell’omelia della messa di Pasqua invita alla speranza. “È vero che molte volte sembra che Dio non esista: vediamo ingiustizie, cattiverie, indifferenze e crudeltà che non diminuiscono. Però è altrettanto certo che nel mezzo dell’oscurità comincia sempre a sbocciare qualcosa di nuovo che presto o tardi produce un frutto” perché la Pasqua “ci dona questa speranza, ricordandoci che nel Cristo risorto una nuova creazione è possibile ogni giorno”. La Pasqua è “un nuovo inizio, è la vita finalmente resa eterna dalla vittoria di Dio sull’antico Avversario. Di questo canto di speranza – ha concluso Papa Leone – oggi abbiamo bisogno”.

“Chi ha in mano armi le deponga! Chi ha il potere di scatenare guerre, scelga la pace! Non una pace perseguita con la forza, ma con il dialogo! Non con la volontà di dominare l’altro, ma di incontrarlo! – ha detto il Papa lanciando un appello ai grandi della terra nella benedizione Urbi et Orbi. 

“La pace che Gesù ci consegna non è quella che si limita a fare tacere delle armi, ma quella che tocca e cambia il cuore di ciascuno di noi!”, ha aggiunto il Papa annunciando una preghiera per la pace sabato prossimo. “Invito tutti a unirsi a me nella veglia di preghiera per la pace che celebreremo qui nella basilica di San Pietro sabato 11 aprile”.


Partecipa al dibattito: commenta questo articolo

Segui LiveSicilia sui social


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI