“È una vergogna che il Partito democratico sostenga un residente della Regione indagato per mafia. Non attaccherò i miei avversari alle elezioni, ma solo chi sta dietro di loro”. Le accuse del candidato sindaco Leoluca Orlando, nella videointervista di Livesicilia realizzata da Salvo Toscano, sono rivolte tutte, o quasi, ai democratici “impiccati al presidente Raffaele Lombardo, espressione della coalizione contrapposta allo stesso Pd alle ultime elezioni regionali”.
Gli stessi democratici che “partecipano alle commemorazioni e ai convegni: ma che se ne stessero a casa, anzi negli scantinati di Lombardo di cui sono divenuti camerieri”. Gli stessi, per intenderci, che sostengono Fabrizio Ferrandelli, l’ex pupillo del “professore”, nella corsa a sindaco di Palermo. E la questione morale in questo momento si pone, specie all’indomani dell’operazione antimafia a Misilmeri con l’arresto di un candidato al consiglio comunale di Palermo.
Una vicenda che dà lo spunto a Orlando per attaccare frontalmente Antonello Cracolici e Beppe Lumia: “Andranno a trovare questo signore per fare un’alleanza pure con lui? Non sono cattivo, abbiamo abbiamo un presidente di Regione indagato per mafia che rimane a suo posto con i voti determinanti del Partito democratico è la verità?”.
Orlando si preoccupa per la regolarità delle operazioni elettorali e ha chiesto “al ministro Cancellieri di garantire che fuori dal seggio e dentro al seggio non ci sia manipolazione del voto”. Proprio sulle irregolarità, ma delle primarie, Orlando ha in qualche modo “giustificato” la sua candidatura, negata più volte, anche nell’ormai celebre “aramaico”: “Vari dirigenti politici nazionali mi hanno detto ma che cosa ci vuoi fare siete a Palermo, che le primarie siano inquinate è normale. Anche a Napoli sono state inquinate e il candidato vincitore delle primarie è stato sostituito. Io non volevo essere da ostacolo alla venuta di un nuovo, aspettavo che venisse fatto un nuovo nome, ma non è successo”.
“La Gesip non è figlia di Orlando” ha detto poi l’ex-sindaco rispondendo ai lettori che gli hanno chiesto delucidazioni sulle partecipate: “La Gesip è nata nel novembre 2001, undici mesi dopo che io ho lasciato l’incarico di sindaco. La Gesip si chiama Serio, ai tempi commissario, e Cammarata. La Gesip ha assunto persone in mobilità, persone legate a Cammarata e agli assessori, è stata amministrata da un cda lautamente pagato una mangiatoria per amici per compagni di letto e di merenda di Cammarata e dei suoi assessori. All’indomani dell’acquisto del 100 per cento da parte del comune, questo ha assunto circa 600 persone. Arrivando ai circa 1800 di oggi”. Per questo si occuperà egli stesso di questo comparto assumendo ad interim la carica di assessore: “Per cinque anni – annuncia il candidato Idv, Verdi e Prc – sarò io l’assessore al personale al comune di Palermo per dare fiducia ai dipendenti comunali, per garantire la scelta secondo criteri di merito e per rispondere ai cittadini se il Comune non funziona e non rende servizi nei tempi previsti. Non nominerò consulenti esterni, perché cercherò dentro l’amministrazione le professionalità che esistono e che spesso sono nascosti e mortificati. Faccio appello ai dipendenti comunali – conclude Orlando – per collaborare a questa grande operazione di rilancio per questa città”.
