Il Castello Utveggio è un gioiello recuperato per la collettività che ha ospitato Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, oggi pomeriggio, per l’inaugurazione della stagione dei convegni nell’edificio che sorge sul Monte Pellegrino, con vista sul golfo di Palermo. Ad accoglierlo il presidente della Regione siciliana, Renato Schifani. Presenti nella sala il sindaco Roberto Lagalla, gran parte degli assessori regionali, l’arcivescovo monsignor Corrado Lorefice e diverse altre autorità istituzionali, civili e militari.
“Qui non celebriamo soltanto la riapertura di un edificio, ma una scelta: quella di investire su un luogo simbolo perché continui a vivere e a generare valore per Palermo e per la Sicilia. Il Castello Utveggio è uno dei luoghi più iconici della nostra città. Per generazioni ha rappresentato un punto di riferimento visivo per chi vive Palermo e per chi vi arriva, parte dell’identità cittadina e della memoria collettiva dei palermitani. Ma per troppo tempo è stato anche un luogo che molti guardavano da lontano, quasi fosse irraggiungibile. Oggi questa prospettiva si è completamente ribaltata: il Castello non è più soltanto un simbolo da ammirare, ma un luogo da vivere e da visitare”. Così il presidente della Regione siciliana, Renato Schifani, nel corso della cerimonia. Leggi anche: Il Castello Utveggio e la Sicilia che guarda avanti.
“Un investimento sull’identità”
“È tornato ad appartenere ai cittadini e ai tanti turisti che scelgono Palermo – ha detto il presidente Schifani -, e i risultati lo dimostrano concretamente: dalla riapertura al pubblico dello scorso dicembre sono già stati registrati circa 25 mila visitatori, con prenotazioni sold-out fino alla fine di agosto. È il segno tangibile di quanto fosse forte il desiderio di riscoprire questo luogo. Per questo la sua valorizzazione va oltre il recupero di un bene pubblico: è un investimento sulla nostra identità e sulla capacità di trasformare la storia in una risorsa per il futuro”. La Presidenza della Regione si è fatta carico di un importante intervento di restauro e di riqualificazione, rendendo possibile questa nuova fase della struttura,
“Stagione positiva per la Sicilia”
“La Sicilia sta vivendo una stagione particolarmente positiva, una stagione nella quale questa Regione sta finalmente raccogliendo i frutti di un lavoro fondato sulla credibilità delle istituzioni, sulla solidità dei conti pubblici e sulla capacità di programmare il futuro”, ha aggiunto il presidente della Regione.
“Oggi la Sicilia cresce più della media nazionale, attrae investimenti industriali di rilievo, apre grandi cantieri infrastrutturali, valorizza il proprio patrimonio culturale e ambientale, investe sulla formazione dei giovani e rafforza la propria presenza nel Mediterraneo – ha detto Schifani -. È una Regione che ha ritrovato fiducia nelle proprie potenzialità e che vuole essere protagonista dello sviluppo del Paese. Naturalmente siamo consapevoli che restano problemi importanti da affrontare e sfide complesse da vincere. Ma oggi possiamo guardare al futuro con una consapevolezza diversa: quella di una Sicilia che non rincorre più le occasioni, ma è in grado di crearle; che non si limita a chiedere attenzione, ma propone progetti, realizza opere e costruisce opportunità”.
E “il Castello Utveggio rappresenta perfettamente questa idea di Sicilia: una terra che custodisce la propria storia, ma che non rimane prigioniera del passato; che recupera i suoi luoghi simbolo per renderli strumenti di sviluppo, di confronto internazionale e di crescita economica”.
L’emergenza incendi
“In questa settimana la Sicilia è stata duramente impegnata nell’emergenza incendi – ha detto il presidente Schifani -. Centinaia di roghi hanno interessato l’intero territorio regionale, mettendo a dura prova comunità, imprese e patrimonio ambientale. Ma sarebbe un errore considerare questa una vicenda che riguarda soltanto la Sicilia. Gli incendi stanno devastando anche altre parti d’Europa, in particolare la Spagna e la Francia, confermando come ci troviamo di fronte a una sfida che travalica i confini nazionali”.
“A tutte le donne e gli uomini che, ogni giorno, hanno operato senza sosta per fronteggiare questa emergenza desidero rivolgere il più profondo ringraziamento mio personale e dell’intera Regione. Il loro impegno, la loro professionalità e il loro spirito di sacrificio rappresentano il volto migliore delle istituzioni – ha detto Schifani – Proprio durante uno di questi interventi, il vigile del fuoco Alessandro Marchì ha perso la vita mentre era impegnato nello spegnimento di un incendio nelle campagne di San Cataldo”.
“Alla sua famiglia, al corpo nazionale dei vigili del fuoco e ai suoi colleghi rivolgo il sentimento del più sincero cordoglio e della più profonda vicinanza personale e di tutti i siciliani. Il suo sacrificio ci ricorda che dietro ogni incendio ci sono donne e uomini che affrontano il pericolo con straordinario senso del dovere, per proteggere la vita delle persone, il nostro patrimonio naturale e il bene comune”.
“A loro dobbiamo gratitudine, ma dobbiamo anche un impegno – ha concluso – quello di contrastare con ogni mezzo chi devasta deliberatamente il nostro territorio. I piromani non colpiscono soltanto boschi e campagne; feriscono la Sicilia, mettono a rischio le comunità e offendono il lavoro di quanti ogni giorno si spendono per difenderla”.
Le parole della sovrintendente Giuliano
Nella Sala plenaria, alla presenza di autorità e ospiti, si dunque è svolta la cerimonia, condotta dalla giornalista Elvira Terranova e aperta dall’esecuzione dell’Inno nazionale. Nel suo intervento, la soprintendente dei Beni culturali di Palermo, Selima Giuliano, ha ricostruito la storia dell’edificio, raccontando dettagli suggestivi sul progetto, sugli ambienti, sull’occupazione durante la seconda guerra mondiale e sulle attività in epoca più recente.
“Nel 2017 il Castello Utveggio, proprietà del demanio della Regione Siciliana – ha sottolineato Giuliano – è stato dichiarato con decreto del dipartimento regionale dei Beni culturali sito di “interesse culturale particolarmente importante”, in quanto riveste eccezionale valenza estetico identitaria. Costituisce, infatti, un sito di incomparabile fruizione visiva del paesaggio dell’intera città ed è esempio di grand hotel dedicato al turismo di élite, che testimonia l’attività imprenditoriale di Michele Utveggio”.
Il Castello Utveggio: i numeri
Dopo un periodo di chiusura e di lavori, la struttura è stata aperta al pubblico il 5 dicembre dell’anno scorso. Fino allo scorso 19 luglio sono stati 24.388 i visitatori tra ingressi singoli, di scuole e di associazioni.
Il castello fu progettato dall’architetto Giovan Battista Santangelo (1889-1966), inizialmente come un grande ristorante panoramico; l’amministrazione comunale propose invece di convertirlo in un hotel di lusso per attrarre il turismo d’élite. L’impresa Utveggio e Collura avviò i cantieri nel 1928 per tappe, impiegando circa cinque anni per completarli. L’opera fu interamente autofinanziata da privati. Dopo la morte di Michele Utveggio nel 1933 la gestione del complesso passò al nipote e socio Antonino Collura, che portò a termine le rifiniture per l’inaugurazione ufficiale del “Grande Albergo Castello Utveggio”, avvenuta nel 1934. Con lo scoppio della Seconda guerra mondiale il castello venne occupato prima dalle truppe nazifasciste e poi, nel luglio 1943, dalle forze americane. Durante e dopo il conflitto la struttura subì pesanti saccheggi e devastazioni. Negli anni Cinquanta la Regione siciliana espropriò il bene alla famiglia Collura-Utveggio. Nel 1984 la Regione avviò un restauro filologico.
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La stanza del Papa
Dal 1988 al 2016 l’edificio ha ospitato il Cerisdi, un importante centro di alta formazione direzionale. Dopo un lungo periodo di inutilizzo, il complesso è stato oggetto di un imponente restauro da parte della Regione con un investimento di oltre 5 milioni di euro ed è tornato aperto al pubblico per visite culturali e congressi.
La stanza del Papa è l’ambiente interno più celebre e storicamente suggestivo del Castello Utveggio: deve il suo nome al soggiorno di Papa Giovanni Paolo II che dormì in questa stanza nella notte tra il 23 e il 24 novembre 1995, in occasione della sua storica visita pastorale a Palermo per il terzo Convegno ecclesiale nazionale.




