Il Primo maggio amaro di Almaviva | Sky non rinnova la commessa - Live Sicilia

Il Primo maggio amaro di Almaviva | Sky non rinnova la commessa

Lavoratori di Almaviva Contact Palermo in protesta (Foto d'archivio)

Brutto risveglio per il call center, a rischio 260 persone. Orlando e Marano: "Non ce l'aspettavamo"

CALL CENTER
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PALERMO – L’ufficialità è arrivata ieri in tarda serata, e per molti dei dipendenti coinvolti è stato un risveglio da dimenticare: primo maggio ‘nero’ per i 260 lavoratori di Almaviva Contact Palermo coinvolti nell’appalto con Sky, che non rinnoverà la commessa e il 30 giugno lascerà il call center . Una mossa che per modalità e tempismo ha gettato nello sconforto i lavoratori e mandato su tutte le furie i sindacati, alle prese con le limitazioni imposte dall’emergenza coronavirus. Una conseguenza del mancato rinnovo, secondo alcune sigle, potrebbe essere la delocalizzazione del traffico in paesi dove il lavoro costa meno. Il colosso della televisione satellitare quindi si appresta a un taglio del 60 per cento dei volumi assegnati ad Almaviva, innescando un giro di vite che preoccupa anche altri lavoratori del sito: cresce infatti la paura che anche altri committenti, nei mesi a venire, possano seguire Sky e compiere passi drastici.

“Al momento possiamo dire che la spregiudicatezza di Sky non ha limiti – è il duro commento di Claudio Marchesini, segretario regionale dell’Ugl Telecomunicazioni in Sicilia –. Così hanno dato il ‘buon primo maggio’ ai lavoratori di Palermo: con una comunicazione nella quale dichiarano la cessazioni dell’appalto, in un periodo di emergenza sanitaria mondiale in cui tutto ci aspettavamo ma non che un colosso come Sky trattasse così le persone che da decenni lavorano e fanno realizzare lauti guadagni. Chiediamo un immediato intervento del governo su Sky ma anche su tutti gli altri committenti – aggiunge Marchesini –. Le istituzioni nazionali e territoriali non possono permettere una simile mattanza di lavoratori e lavoratrici. L’Ugl Telecomunicazioni porrà in essere insieme alle altre organizzazioni sindacali tutte le azioni possibili per scongiurare questa nuova catastrofe per i siciliani”.

“La notizia è stata una doccia fredda, per il modo in cui è arrivata e anche per i tempi – ribadisce Francesco Assisi, segretario generale della Fistel Cisl Sicilia –. non si possono prendere decisioni di questo tipo in piena emergenza sanitaria, con tutte le limitazioni che quest’ultima determina. Dobbiamo ancora fare le nostre verifiche ma di sicuro la nostra attenzione è focalizzata sulla tutela dei lavoratori della commessa, che sono 260, e anche sulle ripercussioni che questa decisione può avere su tutto il sito Almaviva a Palermo”. Assisi sostiene che “le argomentazioni di Sky sono deboli: il servizio clienti non viene meno e i clienti continueranno a chiamare. Nessuna nuova organizzazione del lavoro giustifica una strategia  che abbandona solo i lavoratori di Palermo, eludendo le clausole sociali magari a favore di lavoratori che risponderanno dall’estero. Questa vicenda – conclude – rischia di essere l’inizio di un ‘domino’ che porterà via il lavoro a molti operatori siciliani dei call center”.

Maurizio Rosso, segretario generale Slc Cgil Palermo, sposta l’attenzione sul contesto che ha portato alla scelta di Sky. “Sosteniamo da sempre l’importanza di esplorare nuove opportunità per il settore call center, in Sicilia come in tutta Italia – afferma – ma la realtà dei fatti ci dice che non esiste interlocuzione con la politica. Abbiamo perso una commessa, ma perché è successo? Questa è la domanda che devono farsi sì le aziende, ma soprattutto la politica e in questo caso specifico la Regione Siciliana. D’altro canto – prosegue – se committenti come Sky ricercano il principio di internalizzare le attività pregiate, allora noi come settore dobbiamo offrire quella qualità che i committenti vogliono trovare. Proprio il coronavirus, per fare solo un esempio, ha insegnato che il lavoro da remoto può incentivare e aiutare questo lavoro a crescere. Aprire nuove strade, studiare nuove collaborazioni con committenti inediti e soprattutto migliorare le capacità dei nostri dipendenti: questo chiede la nostra sigla – conclude – perché se non si comincia a stare al passo col mercato, adeguando le competenze dei lavoratori a questo mondo digitale che cambia, si rischia di abbandonare un settore che solo in Sicilia conta 20mila posti di lavoro”.

“Già alcuni mesi fa Sky aveva manifestato una certa difficoltà a rinnovare il contratto di appalto con Almaviva, adducendo improbabili motivazioni di bassa qualità  – ricapitola Giuseppe Tumminia, segretario generale della Uilcom Sicilia –. Successivamente chiarì che la società si apprestava a modificare in toto l’organizzazione del lavoro, condizione che avrebbe richiesto capacità diverse da quelle dei lavoratori di Palermo. Il sindacato – precisa – sollecitò la possibilità di prevedere un progetto di formazione professionale valorizzando la disponibilità del presidente della Regione Musumeci a farsi carico di tutti gli oneri diretti e indiretti, a patto che Sky presentasse un programma di lavoro chiaro e trasparente. Noi siamo fermi lì. Oggi ricevere la comunicazione ci lascia basiti, in pratica Sky sbatte la porta e se ne va. Non pensavo di festeggiare il primo maggio così”.

Esprimono amarezza anche il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, e l’assessore al Lavoro del Comune, Giovanna Marano. “Non ci aspettavamo da un grande gruppo qual è Sky la comunicazione della rescissione del contratto con Almaviva e il conseguente rischio occupazionale per centinaia tra lavoratrici e lavoratori in pieno shock socioeconomico dovuto alla pandemia”, dicono. “Mentre si moltiplicano gli appelli al senso di responsabilità e alla prudenza, spiace dirlo ma Sky sceglie un’altra strada che annuncia tensione sociale in una fase così complessa. Un annuncio fatto alla vigilia di questo primo maggio avrebbe dovuto richiamare più dialogo e confronto. Ben diciassette anni di continuità della gestione della commessa avrebbero potuto indurre, forse, ad aspettare momenti migliori”. Orlando e Marano concludono con parole di supporto ai dipendenti del call center palermitano: “Ovviamente ci impegneremo, come sempre in questi anni, consapevoli che ci sarà bisogno di tutto il peso e l’autorevolezza del governo nazionale per garantire una soluzione idonea a salvaguardare il valore del lavoro e della professionalità di centinaia di lavoratrici e lavoratori”.


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Commenti

    E’ CHIARO CHE LA GRANDE AZIENDA CON BASI ESTERE NON E’ LA ” FATE BENE FRATELLI” MA SE L’ITALIA HA ELARGITO FONDI O A TOLTO TASSE E CHIARO CHE VANNO RIMBORSATE FINO ALL’ULTIMO CENTESIMO

    Disdirei gli abbonamenti……

    Non lo disdico.

    L’Italia elargi denaro x un determinato tempo no a vita, se questi poi vanno via fatti loro.

    bella la globalizzazione

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