“È de Lucia che ha perso il controllo di sé stesso. È di una gravità inaudita che un procuratore offenda l’intero corpo della polizia penitenziaria che svolge il proprio dovere con il rischio della vita. Se qualche fenomeno patologico è avvenuto, un magistrato non può estenderlo all’intero territorio nazionale”.
La replica del ministro
Così il ministro della Giustizia Carlo Nordio in merito alle dichiarazioni del procuratore capo di Palermo, Maurizio de Lucia, secondo il quale “le carceri non esplodono solo perché i detenuti non vogliono farle esplodere” e “il controllo appartiene solo alle organizzazioni criminali che vogliono lasciare le cose come sono”. Lo riporta l’Ansa.
Leggi anche
“Questo non è il modo migliore per creare quell’atmosfera di leale collaborazione che stiamo attuando, con interlocuzioni attente sia con il procuratore nazionale antimafia, sia con il Csm, sia con l’Anm”, aggiunge Nordio.
Le parole del procuratore de Lucia
“Noi paghiamo il fatto che le carceri non sono più sotto il controllo dello Stato. Vi sono call conference tra chi sta fuori, chi sta dentro e chi è in un altro carcere. La situazione carceraria italiana è complicata, vi è una quantità di persone superiore rispetto a quella che potrebbe contenere una struttura penitenziaria, non abbiamo un adeguato sistema di assistenza ai condannati, molti sono tossicodipendenti e non dovrebbero stare in carcere. Le carceri non esplodono soltanto perché i detenuti non vogliono farle esplodere, il controllo appartiene solo alle organizzazioni criminali che vogliono lasciare le cose per come sono”. Questo – secondo quanto riportato dall’Ansa – ha detto il procuratore Maurizio de Lucia, nel corso di un incontro ai cantieri culturali della Zisa.




