"Il rimpasto? Si può fare |qualche modifica"

“Il rimpasto? Si può fare |qualche modifica”

Il presidente della Regione Rosario Crocetta

Il presidente all'iniziativa dei Drs a Monreale: "Assegnare le deleghe è stato un atto d'amore verso il partito. C'era chi voleva rinviare tutto a dopo le Europee"

Crocetta a Monreale
di
3 min di lettura

MONREALE – “La composizione del governo non è un atto contro il Pd, ma anzi di amore. Da un anno chiedono il rimpasto, non mi interessa se dentro i partiti ci sono posizioni diverse. Nel Pd non c’era ancora la volontà di chiudere, anzi si teorizzava di rimandarla a dopo le Europee”. Il giorno dopo l’assegnazione delle deleghe Rosario Crocetta torna a parlare del rimpasto e dei rapporti con il suo partito: per farlo sceglie l’iniziativa dei Drs a Monreale, nella quale, ovviamente, il rimpasto è il convitato di pietra.

Davanti a Crocetta ci sono i maggiorenti democratico-riformisti, Totò Cardinale e Marco Forzese in testa, ma anche il neo-assessore Antonio Fiumefreddo. Che, appunto, ieri ha ricevuto la delega ai Beni culturali, con una mossa – l’assegnazione delle deleghe e quindi il completamento del rimpasto – che Crocetta rivendica con forza: “Avrei dovuto lasciare la Sicilia in emergenza? – dice il presidente della Regione – Dobbiamo lavorare, non possiamo permetterci il lusso dell’attesa. Non avevo altra scelta. La questione rimpasto è chiusa, semmai riguarda solo il Pd. I loro assessori sono a disposizione e io sono pronto a fare qualche modifica, ma la giunta adesso deve lavorare”.

Poi Crocetta parla anche delle contrapposizioni nell’antimafia. Del “circo Barnum” evocato da Antonello Cracolici. “L’antimafia – attacca il presidente della Regione – non può essere un affare solo della magistratura, ma ha bisogno della società e delle imprese che denunciano. A loro dobbiamo dare una vita di ribellione. Non posso sempre rimproverare le questioni del passato”. Per Crocetta, che riserva una battuta anche all’arresto di Dell’Utri (“Temevo che restasse libero a Palermo. Condanno l’errore ma non l’errante. Non mi accanisco contro chi va in carcere. Paghi i conti con la giustizia”), “oggi c’è un attacco vero all’antimafia, non condivido le contrapposizioni tra chi è più antimafioso. Un atteggiamento frutto di personalismi. L’antimafia vince se è unita”.

A fargli da sponda Totò Cardinale. “Rosario Crocetta – spiega – ha fatto bene a dare subito le deleghe, ma la giunta non è ancora definitiva. Crocetta, però, doveva farlo perché eravamo dentro le sabbie mobili. C’era il rischio di ingovernabilità, ma la sua è una posizione di attesa rispetto ai partiti”. L’ex ministro ha anche una battuta al vetriolo per il segretario del Pd: “Fausto Raciti – spiega a LiveSicilia – è troppo autonomo rispetto alla segreteria nazionale. L’accelerazione di Crocetta è stata una buona decisione”. Poi si parla anche della lista per le Europee presentata dal Partito democratico: “Se il Pd scegliesse di schierare sia Antonello Cracolici che Beppe Lumia – afferma – farebbe faville”.

L’occasione è il lancio di quello che Cardinale definisce “il patto tra i moderati. È un progetto voluto da Crocetta e da Renzi, nel Pd qualcuno parla senza cognizione di causa, perché questo progetto è nato un anno fa su espressa richiesta di Bersani. Abbiamo già otto parlamentari regionali all’Ars, ma ci hanno contattato in tanti, e non escludo che il gruppo potrà allargarsi. L’obiettivo è costruire la fiancata destra del centrosinistra siciliano, a sostegno del governatore”.

Il presidente dei Drs Marco Forzese, intanto, difende il suo assessore: “Giù le mani dall’assessore Fiumefreddo – dice -. Il raggruppamento dei Moderati per la Sicilia non accetta lezioni di moralità e di politica da nessuno, soprattutto da chi rappresenta la minoranza dentro il partito alleato ovvero il Pd. Oggi coroniamo l’impegno di oltre un anno a fianco del presidente Crocetta. Con la nomina dell’assessore Fiumefreddo abbiamo ora la possibilità concreta di lavorare alla rivoluzione siciliana. Quanto alle dinamiche sulle liste per le europee, da esterno al Pd mi sento di dire che la candidatura di Lumia avrebbe dato maggiore forza a quel partito così come poteva mettersi in campo, con una richiesta di cittadinanza, la candidatura del nostro capogruppo Picciolo nel Pd per le europee”.

 

Partecipa al dibattito: commenta questo articolo

Segui LiveSicilia sui social


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI