Non servono manifestazioni ma blitz.
Non servono manifestazioni ma blitz.
Che gente!
A Palermo ipedoni non valgono nulla.non si rispettano le striscie e le macchine sfrecciano a velocit'.quella donna sarei potuta essere io o decine di altre persone, condoglianze alla famiglia e nessuno fa nulla per evitare queste tragedie
Signor sindaco, perché non mettere come assessore alla cultura una persona competente?
Buon giorno in questo contesto che da tantissimo tempo si sono succedute tante e tanti Amministratori , il Movimento se dovrebbe mettere in atto già domattina che fareste, contestare e una libertà ma Amministrare e una seria e infinita responsabilità.
Con il ritorno di Orlando nel 2012, cosa è cambiato?
sono cambiati i comportamenti, i valori etici e morali, la modalita’ di fare politica : navigazione a vista senza riferimenti valoriali, storici e ideali per la scelta sciagurata di smantellare i partiti storici.
Tutto ciò aggravato dal fatto che l’unica persona che sta pagando è la d.ssa Di Liberti sospesa dal servizio. Complimenti al presidente e all’assessore. Due pesi e due misure
Non ho grandi simpatie per il filosofo Fusaro perché esprime esasperatamente le sue idee con un eloquio molto distante dall’intelligenza dei politici italiani, ignoranti e molto arroganti. Ma debbo dire che i suoi interventi hanno una logica spiazzante che provoca sempre, per grande ignoranza, ilarità e spacconerie specialmente da politici che hanno il tristissimo merito di affermare sempre le stesse cose e sempre in difesa dei loro padroni. Speriamo che qualche illuminato intellettuale possa finalmente interessarsi di politica dopo avere letto e studiato con la massima attenzione non solo Aristotele e Paltone ma anche i più grandi economisti del ‘700 e dell’800. Se poi ci addentriamo nei difetti dell’amministrazione palermitana c’è da mettersi le mani ai capelli, eufemismo gentile per dire che per la verità tutti i consiglieri comunali andrebbero sotto processo per direttissima e rinchiusi nelle patrie galere. Tutto il resto è solo un’accozzaglia di banalità