Il ritorno di Razza: ma cosa è cambiato?

Il ritorno di Razza: ma cosa è cambiato?

Commenti

    Con il ritorno di Orlando nel 2012, cosa è cambiato?

    sono cambiati i comportamenti, i valori etici e morali, la modalita’ di fare politica : navigazione a vista senza riferimenti valoriali, storici e ideali per la scelta sciagurata di smantellare i partiti storici.

    Tutto ciò aggravato dal fatto che l’unica persona che sta pagando è la d.ssa Di Liberti sospesa dal servizio. Complimenti al presidente e all’assessore. Due pesi e due misure

    Non ho grandi simpatie per il filosofo Fusaro perché esprime esasperatamente le sue idee con un eloquio molto distante dall’intelligenza dei politici italiani, ignoranti e molto arroganti. Ma debbo dire che i suoi interventi hanno una logica spiazzante che provoca sempre, per grande ignoranza, ilarità e spacconerie specialmente da politici che hanno il tristissimo merito di affermare sempre le stesse cose e sempre in difesa dei loro padroni. Speriamo che qualche illuminato intellettuale possa finalmente interessarsi di politica dopo avere letto e studiato con la massima attenzione non solo Aristotele e Paltone ma anche i più grandi economisti del ‘700 e dell’800. Se poi ci addentriamo nei difetti dell’amministrazione palermitana c’è da mettersi le mani ai capelli, eufemismo gentile per dire che per la verità tutti i consiglieri comunali andrebbero sotto processo per direttissima e rinchiusi nelle patrie galere. Tutto il resto è solo un’accozzaglia di banalità

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Si, lasciamo in pace i morti, i paradossi, le prospettive infernali, stiamo e restiamo nel merito. Io, nel mio piccolo ,visito la storia, quella degli ultimi cinquan'anni nei quali ho vissuto, e cerco di trarre da essa suggerimenti. La domanda che mi faccio è questa: l'evasione fiscale, la corruzione, le tre mafie in Italia, il conflitto di interessi, l'inerzia e l'ianadeguateza della clesse politica, per citare alcune delle tante piaghe di questo paese, sono dovute alla magistratura e alla complessità della gestione dei suoi organi rappresentativi? Dico questo, mi chiedo questo perchè questa riforma sembrerebbe essenziale per rimuovere e risolvere i guai di questo paese e i magistrati sembrano i primi responsabili dei principali problemi.

Si può certamente dissentire dalle posizioni politiche dell’on. La Vardera, ci mancherebbe altro! La pluralità delle idee è il sale della democrazia. Ognuno ha le proprie idee ed ognuno ha maturato le proprie esperienze. E l’esperienza, a chi come me è avanti con l’età, certamente suggerisce che La Vardera è un populista, ma non uno qualunque cui ci siamo abituati a vedere in politica; si tratta, invece, di un soggetto dal grande spessore, di notevole astuzia e di grandi capacità: insomma, un vero e proprio “animale politico”. Ha, di fatto, compreso che si sarebbe potuto ritagliare un “grande spazio” (e così farà) fra i delusi della condotta delle Istituzioni e di potere catturare consenso nel grande bacino degli amareggiati che non vanno più nemmeno a votare. Ciò che si presenta come la condotta opportunista per il consolidamento del consenso, però, se ci interroghiamo, è il frutto del malgoverno di destra e sinistra (più destra che sinistra) che si alternano nei vari governi e che, comunque, rispondono alle consuete vecchie logiche spartitorie che hanno ucciso i siciliani (molto spesso, conniventi). Per farla breve, certamente, non sono un illuso, ma credo di avere il dovere morale di dare fiducia ad un giovane di 32 anni che conduce la sua battaglia (mettendoci la faccia), in generale, con il giusto intendimento di riportare le Istituzioni e la politica al servizio del cittadino e non, come accade al momento, per fini diversi. Sarà vero? Non lo so; anzi, nessuno lo sa. L’unica cosa vera, al momento, è che chi è parlamentare, di destra, di sinistra, o di altri “cespugli”, certamente non è, come dovrebbe essere, al servizio della gente.

Una strada maledetta e senza corsia di emergenza, svincoli ed innesti pericolosissimi, manti stradali inesistenti, velocità di assassini che non hanno la minima comprensione, la politica colpevole che si tiene ancora distante con gravi responsabilità. Gli enti preposti che si arroccano su progetti e progetti.

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