Emiliano Abramo, chi è il leader dei 'Solidali'

Il siciliano Emiliano che guarda lontano: sarà ‘l’anti-Vannacci’?

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Il leader di Sant'Egidio e il centrosinistra
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Il siciliano Emiliano Abramo, già referente regionale della Comunità di Sant’Egidio, guarda lontano. Non (soltanto) alla Presidenza della Regione – argomento di moda – ma a un orizzonte di speranze. Scommessa rischiosa in questo tramonto all’insegna della paura. Però, politicamente plausibile.

La gente ha paura, in un contesto che la fa sentire ‘straniera’. Prendersela con gli ‘stranieri’, per affermare una friabile sicurezza identitaria, rappresenta una scappatoia psicologica. C’è chi la subisce e chi la cavalca, per netto tornaconto. E c’è, invece, chi…

La nascita del movmento ‘Solidali’

Il siciliano Emiliano (qui in una foto d’archivio con Papa Francesco) sta seminando per una prospettiva diversa: richiamare le ragioni della solidarietà. Non a caso è lui uno dei punti forte dei ‘Solidali’, il movimento presentato a Palermo, qualche giorno fa.

Abramo, a LiveSicilia.it, la racconta così: “Tutto nasce dall’attenzione al territorio e dagli incontri che abbiamo avuto con tanti sindaci e amministratori. C’è la richiesta di intervento, dal basso. Significa non abbandonare nessuno, non lasciare nessuno al proprio destino, sollevare tutti, avere cura per tutti, singolarmente. Solidarietà e speranza sono le parole necessarie, per tutti, perché tutti soffrono”.

“Solidali è un movimento, non un partito – aggiunge -. La bella presenza di tante intelligenze ed esperienze positive è il punto di forza di una politica diversa che vive fuori dai palazzi: penso ai tanti docenti universitari, agli amici della tavola Valdese o della Comunità Islamica di Sicilia. Penso pure ai giovani impegnati nella cosiddetta Restanza o alle imprese sociali”.

“Questa sciocchezza della remigrazione si basa sul nulla, non è applicabile ed è una mostruosità. Oltretutto, sta già accadendo con altro nome – dice Emiliano Abramo -. Riceviamo continuamente telefonate di persone migranti distrutte, devastate dal dolore, perché vengono rimpatriate e dicono addio a un progetto di vita. Torneranno in Africa e vivranno da isolati, all’interno di un contesto che li respingerà. Dobbiamo capire che essere solidali è una garanzia per chi soffre, a prescindere dalla provenienza. Chi saranno domani i migranti da scacciare?”.

Autocandidatura? No, ma…

“Non amo le autocandidature ma le storie capaci di includere e sciogliersi in un noi – una precisazione a proposito del toto-Palazzo d’Orleans -. Mi preoccupa l’auto esaltazione di chi si auto proclama il migliore candidato o un valore aggiunto, di solito queste cose è meglio che siano gli altri a dirle. Un po’ di umiltà e di responsabilità è ciò che auguro ai tanti attori che hanno sicuramente un valore che riconosco e che rispetto, ma ai quali auguro di non cadere nella trappola dell’autoreferenzialità”.

Emiliano, il siciliano, guarda lontano, alla primavera del ritorno della fiducia. Intanto, la domanda politicamente attuale è anch’essa plausibile: sarà lui uno degli anti-Vannacci di maggiore rilievo?

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