Palermo, miocardite causata dal vaccino Covid: insegnante risarcita

Il vaccino anti Covid e la miocardite: vince la causa, deve essere risarcita

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La decisione della sezione Lavoro del Tribunale

PALERMO – Soffre di miocardite per colpa del vaccino anti Covid. Un’insegnante palermitana di 55 anni ha avuto riconosciuti l’indennizzo periodico, gli arretrati, gli interessi e una prestazione aggiuntiva una tantum.

Lo ha stabilito la sezione lavoro del Tribunale di Palermo.

Tre dosi di vaccino, poi la miocardite

La prima dose di vaccino AstraZeneca fu somministrata nel marzo 2021, seguita da due successive dosi Pfizer. La donna cominciò a manifestare palpitazioni, alterazioni del ritmo cardiaco, cefalea e reazioni cutanee.

I sintomi

I successivi accertamenti cardiologici documentarono frequenti extrasistoli e, nel gennaio 2022, esiti permanenti di miocardite con fibrosi del ventricolo sinistro, successivamente ritenuti compatibili con una complicanza post-vaccinale.

Nel marzo 2023 la donna, assistita dagli avvocati Ermanno Zancla e Dario Bonuso, ha presentato domanda di indennizzo. La Commissione Medica Ospedaliera del Ministero della Salute aveva ritenuto verosimile il nesso causale con la vaccinazione, escludendo l’ascrivibilità della patologia alle categorie previste dalla legge. Da qui il diniego dell’indennizzo.

Danno irreversibile

Il provvedimento è stato impugnato. Ora il giudice ha accertato che la donna è risultata affetta da un danno permanente e irreversibile, basandosi sull’esito di una perizia affidata a un medico legale e a un cardiologo.

Criterio del “più probabile che non”

Tra i passaggi più significativi della pronuncia vi è l’applicazione del criterio del “più probabile che non” nell’accertamento del nesso causale. Il Tribunale ha condiviso le conclusioni della consulenza tecnica secondo cui, ai fini della tutela indennitaria, non è richiesta la certezza assoluta né l’esclusività della causa vaccinale.

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È sufficiente che, alla luce delle specificità del caso concreto, il ruolo causale o concausale della vaccinazione risulti più probabile rispetto alle ipotesi alternative e sia coerente con i dati clinici, cronologici e scientifici disponibili.

La presenza di fattori individuali di predisposizione non esclude, pertanto, il diritto all’indennizzo quando la vaccinazione abbia operato come elemento scatenante o cooperante e non sia stata individuata una diversa causa da sola sufficiente a determinare la patologia.


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