PALERMO – Le piante di marijuana c’erano, sette in tutto e alte dieci metri ciascuna. Manca la prova che una volta essiccate contenessero un principio attivo tale da diventare fuorilegge. Ecco perché il giudice Riccardo Corleo della quarta sezione penale del Tribunale di Palermo ha assolto l’imputato Salvatore Di Gregorio. La Procura aveva chiesto la condanna a due anni.
Era un giorno di giugno 2020 quando i carabinieri, transitando in via Aloi, notarono le piante in un terreno. Fu lo stesso imputato a farli entrare.
Nel corso del processo è emerso l’impossibilità, nel momento in cui furono trovate, di accertare se le piante appartenessero alla categoria di cannabis light (coltivabile) oppure se il principio attivo superasse il limite di 0,6 ti Thc.
Durante la fase di germoglio i due tipi di cannabis non sono distinguili. L’imputato, 51 anni, difeso dagli avvocati Alessandro Martorana e Valentina Li Mandri, è stato assolto con la formula perché il fatto non sussiste.

