Imprenditori e prof universitari. Palermo, corruzione: rischio arresti

Imprenditori, professori, ricercatori: chi rischia l’arresto per corruzione

IPhone, Tv, Pc in cambio di commesse

PALERMO – Sedici persone rischiano di finire agli arresti domiciliari per corruzione. L’inchiesta dell’ufficio palermitano della Procura europea è arrivata fin dentro prestigiose università e fondazioni. L’ultima parola spetta al giudice per le indagini preliminari di Palermo che ha iniziato il giro di interrogatori preventivi.

I 16 che rischiano l’arresto per corruzione

La richiesta di misura cautelare riguarda Luciano Airaghi (Rho, classe 1970), Enrico Cafaro (Napoli, 1962), Claudio Caiola (Napoli, 1950), Giuseppe Cangemi (Palermo, 1975), Luigi Cembalo (Napoli, 1968), Antonio Fedullo (Napoli, 1974), Giancarlo Fimiani (Napoli, 1960), Roberto Reda (Avellino, 1976), Giuseppe Fucilli (Bari, 1958), Corrado Leone (Piano di Sorrento, 1962), Ettore Longo (Cuneo, 1991), Maria Rosaria Magro (Irsinia, 1962), Cosma Nappa (Aversa, 1961), Carlo Palmieri (Napoli, 1961), Mario Piacenti (Palermo, 1960), Vito Rinaldi (Adrano Irpinio, 1993).

Gli iPhone per la preside

Innanzitutto si è partiti dal caso della preside dello Zen, Daniela Lo Verde, e dal suo vice, Daniele Agosta, pure loro indagati ma senza richiesta di misura cautelare. Hanno già patteggiato una condanna per peculato e corruzione.

Avrebbero chiesto a Caiola (titolare della Databroker), Cangemi (agente di Informatica commerciale), Fedullo (impiegato dalla R-Store) e Piacenti (manager del settore education della R-Store) due iPhone11, un iPhone Se e due iPhone 13. In cambio avrebbero affidato alle due società le forniture necessarie per i progetti finanziati dall’Unione europea alla scuola “Giovanni Falcone” dello Zen.

Stessa cosa sarebbe avvenuta altrove: il via libera alle forniture sarebbe arrivato in cambio di televisori, computer, smartphone, dispositivi di archiviazione, Apple watch e altro materiale.

Professori e ricercatori indagati

Tra chi avrebbe ricevuto le “utilità” ci sarebbero Leone, ricercatore del Cnr di Napoli, Cembalo (professore ordinario del dipartimento di Scienze agrarie dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II”), Reda (ricercatore nello stesso ateneo), Cafaro (docente di Scienze economiche e statistiche dell’università ), Airaghi (responsabile unico del procedimento della Fondazione Minoprio-Istituto Tecnologico), Palmieri (presidente dell’Its Fondazione Mia Moda Campania), Nappa (elemento di raccordo di fatto tra l’Istituto e l’azienda R-Store).

Ed ancora, gli arresti domiciliari per corruzione sono stati chiesti per Rinaldi (agente commerciale di R-Store in Lombardia), Fucilli (socio ed agente commerciale della Compulab), la moglie Magro (amministratore unico e rappresentante legale), Ettore Longo (socio della La Lucerna Educational), Fimiani (amministratore delegato di R-Store). Le imprese si sarebbero mese d’accordo: R-Store otteneva un lotto di forniture in affidamento diretto e gli altri due indirettamente grazie alle due imprese, ripagate con il 3 per cento dell’importo.

Le irregolarità riguarderebbero gli affidamenti diretti per la fornitura materiale per diversi progetti o appalti finanziati con i fondi del Pnrr. Si va qualche migliaio di euro a 417 mila euro.

La nota

 Sull’indagine condotta dalla Procura europea di Palermo, R-Store precisa in una nota che “le informazioni diffuse in data odierna riguardano sviluppi di un procedimento già noto, anche agli organi di stampa, sin dalla tarda primavera del 2023, nell’ambito del quale R-Store aveva già fornito la propria piena collaborazione. Gli aggiornamenti richiamati attengono, in ogni caso, a vicende ormai concluse, esauritesi al più tardi nella tarda primavera del 2024”.

“R-Store sta esaminando i nuovi atti e conferma la propria piena e tempestiva collaborazione con l’autorità giudiziaria procedente. La società ha già attivato tutte le opportune iniziative di verifica interna e di controllo delle proprie procedure e, in data odierna, ha depositato ampia documentazione nonché una memoria difensiva a supporto della propria posizione”, conclude la nota.


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