PALERMO – La Procura della Repubblica di Termini Imerese ha aperto una inchiesta sugli incendi divampati ieri nella zona industriale.
Sono una dozzina le attività danneggiate dalle fiamme che non sono state ancora spente del tutto. Si tratta di depositi, officine meccaniche e nautiche, aziende di caffè e detersivi, materiali da imballaggio e forniture elettriche.
Il procuratore Angelo Vittorio Cavallo ha aperto un fascicolo, al momento, contro ignoti, per incendio. Ha convocato gli investigatori per stilare un piano di interventi. “Il nostro lavoro è all’inizio. Al momento è prematura ogni ipotesi, stiamo raccogliendo dati in un’area molto estesa”, spiega.
I danni non sono ancora ancora quantificabili, ma si tratta di diversi milioni di euro. Il forte sospetto è che ci sia dietro la mano dell’uomo.
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C’è più di qualche sospetto, come emerge dalle parole del presidente del Consiglio comunale termitano, Fabio Comella: “È ormai chiaro a tutti che questi episodi, che si ripetono con inquietante regolarità, non possono più essere considerati eventi isolati. Negli incendi in Sicilia, c’è una serialità che impone una riflessione profonda e l’accertamento della verità. Ad oggi non c’è un colpevole, ma proprio per questo è fondamentale che si faccia piena luce sulle cause di quanto sta accadendo. Chi investe, produce e crea occupazione deve poter operare in condizioni di sicurezza e serenità. Mi auguro che si arrivi al più presto ad accertare eventuali responsabilità, affinché episodi di questo tipo non continuino a mettere a rischio il futuro del nostro tessuto economico”.
L’Arpa, su richiesta della sindaca Maria Terranova, sta eseguendo dei campionamenti per valutare l’eventuale impatto ambientale degli incendi e della colonna di fumo nera che per ore si è alzata in cielo.




