Ast, opposizioni contro Musumeci Live Sicilia

Il ciclone Ast scuote la politica, opposizioni contro il governo

M5s, Pd e Centopassi: "Musumeci non ha controllato"

PALERMO – Il più diretto e crudo è Giancarlo Cancelleri, che per un attimo sveste i panni istituzionali del sottosegretario e torna al movimentismo Cinquestelle della prima ora: quello scoppiato all’Ast “è l’ennesimo scandalo” ma anche “l’ennesima vergogna”. Dal Pd, con il segretario regionale Anthony Barbagallo, arriva anche la richiesta di dimissioni. Il terremoto giudiziario scoppiato all’Ast mette nel mirino il governo regionale guidato da Nello Musumeci: “L’indagine per corruzione e truffa racconta la sua ennesima pagina nera – dice Cancelleri – di un governo regionale sempre più inadeguato”.

Sotto a dichiarazioni e prese di posizione scorre il fiume carsico scavato dalle carte dell’inchiesta, in cui spuntano i nomi del presidente della Regione e del presidente dell’Ars Gianfranco Miccichè, che non sono indagati e che reagiscono davanti alle prime notizie su presunte segnalazioni di nominativi che avrebbero poi lavorato nella Partecipata regionale: “Abbiamo formalmente mosso in questi anni tutti i rilievi possibili al direttore dell’Ast, che ho incontrato una sola volta, in riunione al Palazzo Orleans e al quale ho manifestato pubblicamente tutta la mia disistima chiedendo al presidente dell’Ast di rimuoverlo – dice il governatore -. Alla luce delle intercettazioni oggi diffuse, ho dato mandato ai miei legali di presentare una denuncia. Sono orgoglioso, invece, che nell’ordinanza, ancora una volta, si evidenzi come l’attività del mio governo abbia impedito la commissione di atti illegittimi”. E ancora: “Siamo stati contro ogni malaffare e adesso (e nel futuro) emergerà sempre la nostra linearità di condotta rispetto a certe abitudini che, forse, si vogliono dimenticare”. Dura anche la presa di posizione di Miccichè: “Chiedo al signor Fiduccia (il manager dell’Ast finito ai domiciliari, ndr) di indicare alla Procura i nominativi delle persone assunte su mia pressione, altrimenti lo denuncio per diffamazione. Non credo di avere il suo numero di telefono, né mi ricordo come sia fatto fisicamente. Quello di tirare fuori il mio nome sta diventando uno sport insopportabile”.

“Musumeci non provi a passare per vittima”

Cancelleri duella a distanza con Musumeci e sottolinea: “Non accetto il tentativo di far passare pure come vittima, denunciando, quasi in corsa contro il tempo, l’inadeguatezza di chi è finito sotto la lente della magistratura. Non ci sto a questo tipo di racconto che Musumeci si ostina a portare avanti prendendo in giro i siciliani”. Barbagallo arriva a parlare di “governo regionale travolto dall’ennesimo scandalo” e lancia l’affondo: “Di fronte a fatti di una gravità estrema, il presidente della Regione si deve dimettere. Emerge infatti, ancora una volta, la sua responsabilità sulla mancata vigilanza sulla qualità dei servizi e sulle modalità di gestione delle società controllate dalla Regione”.

“Chi controllava l’Ast?”

Sul tasto dei mancati controlli all’Ast gestita, secondo gli investigatori, in maniera “superficiale e privatistica”, batte anche il presidente dell’Antimafia regionale Claudio Fava.”Di fronte allo scempio morale di un’azienda utilizzata come bancomat per assunzioni e clientele – dice -, ci chiediamo quale attività di controllo sia stata messa in campo dagli assessorati competenti in questi anni”, è il commento del deputato regionale dei Centopassi. Sul campo restano anche le rivendicazioni di chi, come il deputato M5s Luigi Sunseri, aveva condotto uno studio proprio sullo stato di salute delle Partecipate regionali, e tra queste anche l’Ast. “In quell’azienda esisteva un sistema marcio che abbiamo sempre denunciato dimostrando la mancanza di trasparenza negli appalti banditi dalla società”, chiosa.

Partecipa al dibattito: commenta questo articolo

Segui LiveSicilia sui social


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI