Inchiesta sulle mascherine, pista siciliana: Romano tra gli indagati

Inchiesta sulle mascherine, pista siciliana: Romano tra gli indagati

Commenti

    A questo lo vedo male.

    Si va scoprendo ormai quotidianamente una pletora di personaggi di ogni tipo accomunata da un improvviso grande interesse per le forniture sanitarie. Ma tutti questi signori animati dal nobile scopo di aiutare l’Italia prima di questa pandemia di cosa si occupavano?…..

    Sempre in mezzo pero? Si ci mette Lui o lo tirano dentro.

    commento muto

    Però deve decidersi: fa l’avvocato o il politico?

    No, perché quando va a promuovere le macchinette del caffè negli uffici pubblici lo scambiano ancora per politico e gliele mettono… Forse dovrebbe dirlo ai dirigenti che non si devono sentire obbligati perché è solo un avvocato…

    saverio romano ma cu ticciporta

    Viene da ridere: uno firma un contratto, fa una fattura da avvocato e viene perseguito. Questo é un paese per evasori fiscali. Forza Saverio, cercano di fregarti. resisti

    consulenza de che?che mestiere ha mai fatto romano se non quello di creare e cambiare non si sa quanti partitini

    …non sapevo svolgesse una professione, ero convinto che facesse il politico e basta!!!!!

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Egr. sott. Puglisi, anche questo suo articolo, come quasi tutti quelli che ho avuto il piacere e l'onore di leggere, è pura poesia, toccante e commovente. Tralasciando, per il momento, la mia opinione sulla totale assenza delle Istituzioni su cui mi sono sempre espresso, credo che, purtroppo, non sarà facile raggiungere il cuore di ragazzi delle Zen che "camminano" armati: la questione, a mio avviso, è di carattere culturale. Il contesto nel quale il “ragazzo che cammina armato” è nato e cresciuto gli ha impartito i “valori” della ingiustificata prevaricazione, della violenza, della criminalità, dell’odio. Si, certo, senza un apparente perché, senza un “giustificato” motivo ma, più banalmente e più semplicemente, per dare sfogo ad una rabbia repressa o a qualcosa che ci somiglia, ma che ci sfugge, avendo avuto ciascuno di noi la “fortuna” di appartenere alla società civile, nonostante i tutti i suoi limiti e tutti i suoi difetti. Oltre il contesto sociale, ancor peggio, c’è il contesto familiare: un ragazzo che commette un crimine punibile con un ergastolo (si appura già tramite intercettazioni ambientali negli istituti di pena) viene “consolato” dai propri cari e rassicurato che la condanna sarà limitata nel tempo. Non ci sono parole utili alla “rieducazione”, bensì l’incoraggiamento a mantenere vivo l’orgoglio. Del resto, essendo cresciuto in una famiglia dove i valori e l’educazione sono indirizzati al disprezzo di tutto ciò che rappresenta lo Stato, non avendo altri termini di confronto, credo che sia quasi scontata la condotta quotidiana del ragazzo che cammina armato, non capacitandosi perché mai dovrebbe fare diversamente. Non vorrei apparire ripetitivo rispetto a precedenti miei commenti, ma rimango fermamente convinto che la totale assenza delle Istituzioni ed il totale abbandono del territorio, sono i principali responsabili morali del degrado morale che ha colpito al cuore il quartiere dello Zen e, purtroppo per tutti noi, non soltanto lo Zen, non soltanto tutti i quartieri di periferia, ma adesso anche il resto della città.

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