Indagine Fiera dei Morti, le cimici alle Attività produttive - Live Sicilia

Indagine Fiera dei Morti, le cimici alle Attività produttive

Agli atti dell'inchiesta per turbativa d'asta e corruzione c'è ciò che accadeva negli uffici del municipio.
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CATANIA – Cimici e telecamere degli investigatori registravano quello che succedeva negli uffici della direzione Attività produttive. Conversazioni e incontri finiti all’interno del fascicolo legato all’indagine per turbativa d’asta e corruzione a proposito delle gare d’appalto per la Fiera dei morti 2019 e per la Fiera di Sant’Agata del 2020. Come raccontato in anteprima da LiveSicilia, l’inchiesta della magistratura – culminata con le richieste di rinvio a giudizio per le persone coinvolte – riguarda i presunti rapporti di familiarità tra Arturo e Antonio Coglitore della Essece srl con l’ex dirigente delle Attività produttive Gianpaolo Adonia e l’ex funzionario, oggi in pensione, Giuseppe Fichera. Fichera e Arturo Coglitore sono accusati di corruzione. Mentre Adonia e Antonio Coglitore di turbativa d’asta. Tutti gli indagati respingono con forza le accuse.

Le intercettazioni

La storia comincia nel 2018 per una faccenda, del tutto diversa, legata alla movida selvaggia. Tra le persone le cui conversazioni vengono registrate, in una fase iniziale dell’indagine, figura anche l’assessore alle Attività produttive Ludovico Balsamo. Le sue parole fotografano il clima di quei giorni negli uffici del municipio. E le tensioni legate alla Fiera dei Morti e alla gara per aggiudicarsela. “Ma cose dei pazzi”, dice Balsamo a luglio 2019, mentre parla con Gianpaolo Adonia e apprende che la Essece srl ha pagato solo in parte quanto dovuto per la manifestazione fieristica del 2018. “Si devono fare denunce, in questi casi. Cosa si deve fare?”, domanda. E la risposta del dirigente arriva immediata: “Lo mettiamo in mora, che possiamo fare? Gli facciamo una diffida“. “Falla subito”.

Negli uffici i nervi si fanno sempre più tesi quando alla gara partecipa solo la Essece. E in un primo momento non è chiaro se il debito nei confronti del Comune di Catania, riguardante il suolo pubblico del 2018, sia un ostacolo all’accoglimento dell’offerta della ditta oppure no. Il quesito da dirimere è: la ditta poteva partecipare con un debito in fase di rateizzazione? Nel caso in cui non si fosse potuto, Balsamo dichiara: “Facciamo la denuncia alla procura, ci mancherebbe“. In quei giorni si vagliano le ipotesi, si pensa anche a una procedura negoziata a inviti. “Dobbiamo correre – dice l’assessore – perché di fare a meno della Fiera dei morti non lo so se è il caso, perché poi passa il messaggio che c’è questa nuova amministrazione che non è capace nemmeno di fare la Fiera dei morti. E alla gente poi cosa gli racconti?“.

Come va quell’appalto è storia amministrativa: Essece srl se lo aggiudica. E naviga a vele spiegate verso l’aggiudicazione anche di un’altra fiera: quella di Sant’Agata del 2020. E se per la Fiera dei Morti dal bando era stato tolto il requisito dell’avere organizzato eventi simili a Catania, per quella legata alla patrona sono ammesse le società che si sono occupate di fiere in Comuni di almeno tremila abitanti. Un requisito che Balsamo avrebbe discusso con un componente del direttivo di un’associazione di imprenditori. “Tremila abitanti significa aprire a tutti“, commenta alterato Giuseppe Fichera. “Chiunque voglia partecipare è libero di farlo“, puntualizza l’assessore parlando ancora con l’altro imprenditore.

Il caso del posto per disabili

Mentre la questura registra quanto accade per la fiera all’ex Mercato ortofrutticolo, incappa in un’altra conversazione: quella che intercorre tra l’assessore Ludovico Balsamo e il titolare di una trattoria catanese, che dice di avere bisogno del suo aiuto. Il fatto è piuttosto semplice, spiega lo stesso Balsamo a un funzionario del Comune: “C’è un palo in contrasto con il suolo pubblico e uno stallo di disabili che andrebbe invece rilasciato […] in tutto questo isolato”.

Per dirla fuori dalle intercettazioni: la trattoria aveva ottenuto la concessione del suolo pubblico per lo spazio antistante il suo locale. Soltanto che proprio lì davanti c’era un posto auto destinato a una persona disabile, con il relativo palo a indicarlo. Impossibile montare un dehors con la segnaletica stradale all’interno. Così il posto disabile avrebbe dovuto essere spostato: dal civico 7 al civico 39 della stessa strada. Con le relative difficoltà per la persona diversamente abile.

Dopo una serie di discussioni, e l’intervento di diversi uffici, lo stallo giallo passa prima al civico 19 e poi al civico 13 della via, con palo fuori dal dehors della trattoria.

La risposta dell’assessore

“Il problema del palo e della segnaletica orizzontale mi veniva sottoposto da tempo“, spiega Ludovico Balsamo a LiveSicilia. “Per spiegare quello che è successo bisogna chiarire che il suolo pubblico può essere concesso a un’attività commerciale nelle aree di pertinenza della bottega – prosegue – Questo significa che una volta che il titolare lo aveva ottenuto andava da sé che lo stallo dovesse essere spostato, visto che la legge prevede che si trovi nella stessa area richiesta dal disabile e non in un punto preciso”. “Si è trattato – spiega l’assessore – non del tentativo di favorire un commerciante, bensì di fare valere due diritti diversi e contemporaneamente. Cioè il diritto del titolare dell’attività di fare impresa e quello della persona con disabilità di avere un’area di sosta comoda. Alla fine, ho mandato un dipendente a parlare proprio con la persona in questione, per trovare la soluzione che fosse più adatta. Ed è stata trovata”.

“Se è un reato cercare soluzioni nell’interesse di tutti i cittadini, ogni giorno ne commetto quaranta – commenta – Io non faccio cose fuori dalla legge. E questo problema dei dehors si risolverà non appena sarà approvato il regolamento comunale, che è pronto e deve solo passare dal Consiglio. Con un regolamento unico, che si occupi di ogni fattispecie, questi fatti non esisteranno più”. A proposito dell’inchiesta sulla Fiera dei Morti, infine, conclude: “Le mie intercettazioni sono chiare: dico che si denuncerà, se ci saranno fatti da denunciare”. E sulle sollecitazioni dell’imprenditore aggiunge: “Mi era stato fatto presente che c’erano requisiti che ostacolavano la libera concorrenza e io li ho fatti rimuovere, per permettere la più ampia partecipazione possibile. Noi abbiamo fatto le gare pubbliche, siamo stati trasparenti e sono disposto a spiegarlo in tutte le sedi”.


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