MESSINA – Vanno avanti le indagini sul furto messo a segno al Museo regionale Accascina di Messina, che ha permesso di portare via alcune opere di Antonello da Messina. Gli investigatori della Squadra mobile e i carabinieri del Nucleo tutela beni culturali hanno ritrovato un furgone, si pensava fosse quello utilizzato dalla banda per la fuga.
Dopo le verifiche è risultato che non sarebbe quello usato dalla banda per fare il colpo. Lo dicono fonti investigative.
Il mezzo è stato individuato in una zona non coperta dalle telecamere.
Le indagini, coordinate dalla procura di Messina, si concentrano sul possibile basista e sulle falle dei sistemi di sicurezza.
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I sistemi di allarme e videosorveglianza risultavano funzionanti, ma non è ancora chiaro perché le forze dell’ordine non siano state avvisate tempestivamente.
Sono stati interrogati i custodi in servizio e vengono analizzate le telecamere della zona, quelle dei giorni precedenti e le celle telefoniche. Gli inquirenti non escludono l’ipotesi di una banda straniera specializzata in questo tipo di colpi.




