PALERMO – Non una, ma due intimidazioni. Stessa tecnica ad una manciata di metri l’una dall’altra. Oltre al “Barbiere dello Zen” in via Ludovico Bianchini, preso di mira anche il negozio “Total No Limits Look” in via Luigi Einaudi.
Qualcuno ha lasciato una bottiglietta piena di benzina e un biglietto con la richiesta di 5 mila euro. Su entrambi gli episodi, in scia dei precedenti, indagano i poliziotti della squadra mobile. La Scientifica ha eseguito i rilievi. Si ingrossa il fascicolo aperto dalla Procura della Repubblica che a metà giugno ha arrestata otto giovani che vicino nelle palazzine dello Zen2.
La macchina delle intimidazioni non si è fermata con i primi arresti, insomma. Stavolta è “il barbiere dello Zen”. Alcuni giorni fa, sempre allo Zen, stesso trattamento ha subito il titolare del bar “Cherì”. Su entrambi gli episodi indaga la polizia. La Scientifica sta seguendo i rilievi.
C’è una continuità con la sfilza di intimidazioni che da novembre si ripetono a Palermo e nei paesi lungo la fascia costiera che porta all’aeroporto “Falcone e Borsellino”, mandamento mafioso di Tommaso Natale-San Lorenzo.
L’11 giugno carabinieri e polizia hanno arrestato otto giovani che vivono o gravitano nei casermoni dello Zen 2.
L’esercito è molto più ampio, qualcuno ha preso in mano il testimone, probabilmente un boss – libero o detenuto – li guida.
In zona sono stati scarcerati Calogero Lo Piccolo, Giuseppe Biondino e Giuseppe Serio. Non è solo pizzo, ma qualcosa di più profondo che sta attraversando il mandamento. Uno scontro fra vecchi e nuovi boss? Bottiglie di benzina, incendi e sventagliate di kalashnikov sono un invito a pagare o un segnale per fare capire che chi non versa la tassa mafiosa rischia grosso.

