Infermiere e medico aggrediti | Razza: "L'aggressore resti in cella"

Infermiere e medico aggrediti | Razza: “L’aggressore resti in cella”

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(Foto d'archivio)
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Commenti

    Grillo perchè non ti occupi di rendere più dignitosa ed umana l’attesa nei pronto soccorso. e poi prepari il DDL . Non credo che alagente sia tutta pazza , diventa pazza ad aspettare 12 ore per essere visitata.

    L’assessore prima di affermare che l’aggressore deve stare in cella si deve interrogare cosa ha fatto lui per migliorare la sanità penitenziaria che dipende da lui medesimo. Potrebbe accadere che l’aggressore si incattivisca anche in carcere perché la sanità non funziona anche lu. Ciò non giustifica l’aggressione, certo che dovrebbero i servizi penitenziari essere migliorati ,sia negli ospedali che nel carcere.

Gli ultimi commenti su LiveSicilia

Niente di nuovo, né la salsiccia, né Vladimiro portano ottimismo anche se dall'altra parte c'è un signore vicino agli 80 che vuole, sempre vuole, fortissimamente vuole essere ricandidato. Quasi quasi, speriamo che ce la faccia. Ma questi sarebbero capaci di perdere anche con Schifani.

Fare i conti senza l'oste Più che grandi manovre, sembra un meccanismo di legittimazione biunivoca: la coalizione sostiene il presidente, il presidente sostiene il sindaco, il sindaco riconosce il buon operato del presidente e, alla fine, tutti certificano che loro stessi e i propri compagni di coalizione hanno lavorato bene. Ma sulla base di quali indicatori? Una volta si diceva, provocatoriamente, “piove, governo ladro”; oggi sembra che chi governa voglia far valere il principio opposto: “guerra, governo assolto”. Le crisi internazionali esistono e pesano, ma non possono diventare l’alibi permanente per tutto ciò che non funziona. Giudicato e giudicante devono essere distinti: i politici amministrano, i cittadini giudicano. E giudicano sui risultati, non sulle attestazioni di merito che i governanti si attribuiscono. Sanità, strade, acqua, rifiuti, trasporti, lavoro, servizi, qualità della vita, corruzione e criminalità sono gli indicatori veri. Se su questi fronti i problemi restano evidenti, proclamare di avere lavorato bene rischia di apparire più come un’autocertificazione che come una valutazione fondata sui fatti. E quando questa autocertificazione è troppo distante dalla realtà vissuta dai cittadini, può essere percepita come una presa per i fondelli e produrre un effetto boomerang. Il giudizio vero arriverà con il voto: la riconferma non si autocertifica, non si concede tra alleati e non si scambia. Si conquista sui risultati. Altrimenti significa, appunto, fare i conti senza il cittadino.

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