"Ingroia, Saviano e le scorte | Sbagliato togliere la tutela"

“Ingroia, Saviano e le scorte | Sbagliato togliere la tutela”

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Parla l'ex capo della Procura Antimafia.

ROMA – “La scorta ad Antonio Ingroia io non l’avrei tolta, e quella a Roberto Saviano non penso debba neppure essere messa in discussione”. Lo afferma al Fatto quotidiano l’ex capo della procura antimafia, Franco Roberti, ricordando che “le sentenze di morte pronunciate da Cosa Nostra restano valide”. “Non è compito del ministro – aggiunge Roberti – decidere a chi dare la protezione: la scelta deve essere tecnica, presa dal capo della polizia e dai prefetti”. Il ministro dell’Interno “non dà e non deve dare” impulso politico sulle scorte, “guai – spiega – se le valutazioni politiche entrano in decisioni così delicate. Sarebbe un’interferenza. Io non avrei revocato la tutela a Ingroia, conoscendo il suo lavoro in tanti anni da magistrato e anche il suo impegno presente come avvocato difensore in processi antimafia. So che le sentenze di morte pronunciate dalla mafia non sono mai revocate. E gli avrei mantenuto una protezione efficace, non una tutela nominale come quella che gli hanno assegnato ora. Ma evidentemente le strutture tecniche hanno deciso diversamente”.

“Se fossi stato ancora un magistrato antimafia in attività – aggiunge – sarei intervenuto a dire la mia, ma quando è successo ero già in pensione, consulente del ministro Minniti, ma non su questa materia. Così ho rispettato la decisione del comitato. Non so se poi chi ha sollevato il caso abbia fatto bene a Ingroia: temo lo abbia sovraesposto”. (ANSA).

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