Innocenti evasioni - Live Sicilia

Innocenti evasioni

Ccà ddà ddocu. Una ricerca disperata. Uno strano costume di carnevale. Ma alla fine qualcuno riesce a scappare.

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Quest’anno mio figlio ha ordinato, per Carnevale, un travestimento da Dalton. Chi ricorda i vecchi albi di Lucy Luke sa di che si tratta: erano quattro fratelli, banditi e un po’ tonti, suoi nemici storici. Adesso, rinchiusi in un una galera in mezzo al deserto, sono diventati personaggi comici di un cartone che danno a ripetizione nei canali per bambini. Occorreva trovare così un vestito da ergastolano ma, per filologia, con le strisce gialle e nere. Prima tappa: raggiungo un negozio di giocattoli. Spiego di che si tratta, mi guardano con pietà, e mi rinviano a una bottega specializzata in abiti carnascialeschi là di fronte.

Seconda tappa: piove a dirotto, attraverso la strada di corsa ed entro in una specie di girone infernale dove, a parte la puzza di cane bagnato, nugoli di gente variopinta sia accalca rovistando ansiosamente dovunque. Uniche persone compassate le commesse, distrutte dai ritmi inumani del lavoro. E se nel reparto bimbi si può ancora respirare, in quello per adulti lo struscio toglie il respiro. Spicca una giovane signora parecchio grassa che tenta sudatamente di affibbiarsi, senza speranza, un bustier preteso sexy. Ma nessuno sembra imbarazzarsi per lei. E del vestito per il piccolo, manco a parlarne.

Terza tappa: disperato, sotto la pioggia battente, provo in un grande magazzino low cost del centro città. Tra i pigiami per adolescenti, ecco finalmente la parte superiore. Mentre i pantaloni li rimedio in uno scaffale più in là, e pure col novanta per cento. Vittoria! Andando via, scopro che qualcuno mi ha rubato l’ombrello lasciato a scolare all’ingresso. Era pure mezzo rotto. Che i fratelli Dalton siano riusciti a evadere?

 

 

 


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Commenti

    Memorabile prosa che segna una tappa fondamentale della letteratura carnascialesca di tutti i tempi.

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