AGRIGENTO – “Questa è una vera e propria censura”. È la reazione dell’opposizione al consiglio comunale di Agrigento rispetto al documento stilato dalla sesta commissione che contingenta i tempi degli interventi in assemblea. Pochi giorni fa, infatti, la commissione ha modificato le norme del regolamento d’assemblea che disciplinano i tempi di intervento durante le sedute pubbliche del Consiglio: ragioni di risparmio è stata la motivazione. Meno si parla, meno si discute e, quindi, meno si scrive. Questa misura permetterebbe infatti, stando alle premesse del documento, di ridurre il servizio di trascrizione degli interventi, dai dieci ai cinque minuti, e quindi di abbassare i costi riservati al servizio di stenotipia, la scrittura stenografica.
Non mancano le polemiche per una decisione che dovrà passare adesso al vaglio del consiglio comunale: tra i consiglieri più agguerriti contro questa decisione Nuccia Palermo (Pdr), Marcella Carlisi (Movimento 5 Stelle) e Gerlando Gibilaro (Ncd) che parlano di “censura per una decisione che sarebbe stata mascherata come operazione di risparmio”. “C’è stato un aumento del capitolo dedicato alla stenotipia solo per migliorare il servizio perché – spiega Marcella Carlisi in una nota – siamo rimasti in panne più di una volta, ad esempio quando si discuteva della questione Akragas. L’aumento del capitolo è stato deciso dalla Giunta su sollecitazione della Presidenza del Consiglio. In questo Consiglio c’è qualcuno che non ha mai aperto bocca, come possiamo fare in 5 o 6 a far lievitare i costi?”.

