Mineo: "Avrei scelto Rodotà" - Live Sicilia

Mineo: “Avrei scelto Rodotà”

Il parlamentare eletto tra le fila dei democratici non condivide la scelta del partito di puntare nuovamente su Giorgio Napolitano.

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PALERMO – Corradino Mineo, giornalista, è senatore del Pd. Oggi, unico parlamentare, ha espresso il suo dissenso rispetto alla richiesta di una seconda candidatura a Napolitano.

Mineo, ricostruiamo la giornata di oggi: com’è maturata l’idea del Napolitano-bis?

“Non deve chiederlo a me, ma a Bersani e a Berlusconi. C’era una crisi difficile: era stata bruciata una cadidatura forte come quella di Prodi, il fondatore dell’Ulivo, prima ancora quella di Marini. Bersani è rimasto prima prigioniero di un processo fortemente condizionato dall’isterismo di Grillo, poi ha cambiato strada indicando Marini, su cui Berlusconi ha messo subito il timbro e la grande maggioranza dei parlamentari si è opposta. Dopo che cento franchi tiratori hanno affossato la candidatura di Prodi, un fatto terribile che giustamente Bersani ha chiamato tradimento, il Pd non poteva fare una terza proposta”.

C’è stato un tentativo di far convergere i voti del Pd, o di una parte di esso su Rodotà?

“Non mi risulta. Nella riunione dei gruppi un parlamentare ha posto questa domanda e non ha avuto alcuna risposta. Secondo me è stato un errore. Stefano Rodotà è un uomo della repubblica, si è sempre battuto per i beni comuni e sul fronte dei diritti, sarebbe stato un magnifico Presidente della Repubblica. Che fosse stato proposto da Grillo non costituiva un serio ostacolo. Ma Bersani non ha accettato neanche per un momento questo schema”.

Quali argomenti vengono sollevati contro Rodotà? Gli elettori del Pd lo chiedono a gran voce: perché no?

“Io sono convinto che la candidatura Rodotà fosse la migliore a prescindere dalle pressioni dell’opinione pubblica”.

C’è o no, legato alla rielezione di Napolitano, un possibile orizzonte di “larghe intese”?

“Io ringrazio Napolitano: il suo gesto è stato generoso. Tuttavia, anche se Bersani afferma che non c’è nessun accordo sul governo, il presidente Napolitano è stato chiarissimo e ha fatto riferimento, fino a pochi giorni fa, alle larghe intese del ’76. Siccome io penso che le larghe intese uccidano la sinistra, ho fatto presente gentilmente il mio dissenso”.

Oggi ci sono stati alcuni endorsement per Rodotà. Barca, Emiliano, Cofferati. Tardivi ha detto qualcuno, o forse strategici, in chiave elettorale?

“Lo scontro di questi giorni è stato uno scontro a schema multiplo. Hanno perduto tutti. Si rischia in questo modo che la sinistra resti prigioniera dell’isterismo primitivo di Grillo. Alcuni si sono resi conto improvvisamente che il terreno gli franava sotto i piedi: si sono svegliati tardi”.

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Commenti

    Mineo è uno di sinistra. E’ quella sinistra radical chic, che è una anomalia tutta italiana.
    In italia e fors’anche nel mondo, il proletariato di sinistra non è mai esistito. Le classi più infime, hanno la concezione di struttura societaria di destra. Tanto è vero che da Mussolini a Stalin, da Fidel Castro a Pol Pot, le masse si sono sempre consegnate ad un dittatore. Chiamatelo conformismo, chiamatelo come volete, ma è proprio l’opposto del comunismo. Da noi comunisti sono i ricconi, coloro che vivono con lauti stipendi di stato, coloro che non conoscono né il lavoro, né il bisogno, né il sacrificio. Sono comunisti gli intellettuali che amano disquisire sulla bellezza dei fiori di campo. Ma chi ha la pancia sempre piena in Italia e forse nel mondo, può essere comunista?

    Ciao Corrado, mi permetto di darti del tu, perché siamo comunisti tutti e tre. Io, laureato disoccupato, figlio di un lavoratore della Fiat di Termini Imerese, in cassa integrazione, e vivo in una casa popolare di Bagheria. Mia sorella anch’essa laureata lavora come banconista in un bar. Il nostro comune Mentore tale Stefano Rodotà, nato in una famiglia borghese calabrese, figlio e nipote di intellettuali. Suo padre ricco possidente ha avuto due figli. Uno Stefano professore universitario che ha insegnato nelle università di mezzo mondo e l’altro Mario ingegnere. Sua figlia è un’apprezzata giornalista del corriere della sera. Tu, invece, sei nipote del famoso professore universitario e matematico di fama Corradino Mineo. Tua nonna era una nobildonna. Tuo padre anch’egli un docente universitario, tuo zio Mario è stato deputato regionale, all’ARS col fronte popolare. Ritieni, che tu, io, Stefano Rodotà e mio padre la mattina abbiamo gli stessi pensieri. Ritieni che possiamo essere sulla stessa barca. I tuoi figli e quelli del compagno Stefano hanno le stesse aspirazioni dei figli di mio padre. Eppure sai per un breve periodo mi sono illuso e ci ho creduto. Un bel Vaff. me lo grido guardandomi allo specchio. Illuso, disilluso.

    mineo sempre pagato da noi prima alla Rai ora sl senato…. e pure capolista in sicilia .. che ci azzecca!

    Non ne faccio una questione di persone. Non credo che le masse abbiano una concezione societaria di sinistra, oltretutto, Mussolini era socialista così come Hitler, anzi, recentemente c’è una corrente di storici che ipotizza che tutte le dittature moderne abbiano in larga maggioranza una matrice di sinistra. Stando a quello che ne ho capito io, al di là delle storie dei singoli paesi, si è confuso l’asse destra-sinistra con l’asse individuo-comunità. E da questa confusione nascono falsi luoghi comuni per cui non si può essere sociali e di destra o liberali e di sinistra. Lungi da me nel tenere lezioni in merito ma non condivido la tua interpretazione. I radical chic di sinistra italiani sono, a mio avviso, persone arricchite che non sopportano la loro condizione: sono persone afflitte dal senso di colpa sociale. Concordo sul fatto che siano le più pericolose perchè sotto ricatto della loro coscienza, ondivaghe, non sanno ciò che vogliono e non amano prendere decisioni scomode. Concordo invece con il tema intorno al lavoro. Se una differenza c’è tra destra e sinistra è proprio il fatto che uno è il partito dei dipendenti e l’altro dei (potenziali) datori di lavoro. Per quanto riguarda il comunismo, qualunque cosa significhi, io so soltanto che non è mai democratico, è totalitario e non conciliabile con la libertà. Quindi, nessuno in un paese libero può dirsi veramente comunista; sono tutti un po’ ipocriti o, meglio, con un gigantesco senso di colpa.

    Mineo,io non avrei scelto te!! Ma la tua candidatura era blindata,quindi che parli a fare?
    Bella la vita da intellettuale radical chic a Parigi a spese di chi il canone lo paga.

    Mineo e Rodotà appartengono alla super casta, da sempre a galla grazie al sangue e al sudore dei lavoratori. Solo i grillini potevano proporre un nome così …… Insomma peggio dei vecchi partiti della peggiore prima repubblica.

    Io credo che molti facciano confusione su ciò che significa essere di sinistra, e finiscono per dire le cose che dicono quelli che si proclamano di destra per dire che le tesi di chi invece è schierato a sinistra sono sbagliate, anche perché chi le sostiene è ricco, o proviene da una famiglia borghese o, addirittura, di sangue blu.
    A me pare che questo modo di pensare, frutto anche di una pessima formazione culturale, sia proprio di chi pensa che lo scontro tra le ideologie possa essere assimilabile, e quindi vissuto anche, come fosse tifo calcistico.
    Non si rendono conto costoro che si tratta invece del modo in cui ciascuno di noi ritiene debba essere strutturata la società, cosa di gran lunga più impegnativa, poiché tesa a stabilire quali siano le priorità che il nostro Paese deve darsi.
    Se si è sereni nell’argomentare di questi temi, e sufficientemente maturi dal distinguere gli interessi propri personali da quelli più importanti e ben più alti dell’intero Paese, risulta molto più agevole comprendere come sia possibile che imprenditori illuminati, gran parte del mondo universitario, la quasi totalità del mondo culturale italiano siano di sinistra. Io spero che di Corradino Mineo, di Stefano Rodotà e di tante altre menti pure, che sono presenti nella nostra politica ma che in massima parte ricoprono ruoli ancora marginali, ne nascano il più possibile.

    Fra tutti i commenti concordo solo con quello di Benny e come lui dico che avrei tanto gradito che in politica ci fossero persone come Mineo e Rodotà.

    Caro Benny, anche tu sei un radical chic. Tu credi che chi è nato ricco si toglierà il pane dalla bocca. Ho ha tutto questo grande amore per i figli dei più deboli.
    Non ci prendere in giro.

    Non credo che con i pregiudizi si possa fare alcuna seria analisi. Il dott. Mineo è una persona perbene, stimata e sopratutto dice quello che pensa, senza gli infingimenti della navigata classe politica. Pubblicamente ha espresso il suo dissenso rispetto alla richiesta di una seconda candidatura a Napolitano non confondendosi con i cento giuda che prima avevano venduto Prodi.
    Ne avessimo di persone così oneste intellettualmente, il Paese se ne gioverebbe.

    Come dissentire dalla qualità di Corradono Mineo sull’onesta trasparenza giudizi radicale chic e qualsiasi altri modi che la visibilità ottenuta gli ha permesso ma e altrettanto difficile. dissentire da quel compagno figlio di impiegato della Fiat che giustamente fotografa la giornata da chi si può permettere di leggere studiare viaggiare utilizzando la logica di un pensiero di parte vissuto attraverso la frequenza di persone tutte tagliate allo stesso modo che freguentano gli stessi circoli si vedono a teatro mangiano negli stessi ristoranti
    condividendo delle cose lontano centinaia di km da persone come me e il figlio dell’operaio laureato capace di in quanto istruito distingue la differenza e proprio questo il dramma che oggi attanaglia il PD secondo problema che pochi toccano e la distribuzione della ricchezza fin quanto non si studia un modo non troppo penalizzante a chi guadagna più di 2500 euro e ne lascia una parte in funzione di assicurare sussidi o reddito di sopravvivenza permettendo un freno alla povertà non solo rischia la sopravvivenza del PD ma il paese (si ricordi la piazza venerdì sera dopo elezione capo dello stato)

    In teoria hai pure ragione, solo che quando si predica la fratellanza e l’integrazione con gli immigrati, ma si vive in residence con sofisticati sistemi di allarme, quando ci si batte per la centralità della scuola pubblica e si mandano i figli negli esclusivi college svizzeri o americani, quando si tuona contro la povertà e si pasteggia a ostriche e champagne, qualche problemino di coerenza purtroppo emerge.

    Vorrei chiedere a Corradino Mineo cos’altro poteva fare Bersani, farsi impallinare per la terza volta dai suoi sul nome di Rodotà? Lo capisce o no Mineo che la maggioranza del PD non avrebbe votato Rodotà? E dopo il fallimento pure su Rodotà, cosa sarebbe successo?
    Il vero disastro, il vero errore di Bersani che poi ha innescato la faida interna successiva, è stata la scelta ed il metodo seguito per la candidatura di Marini.

    aver votato rodotà e non napolitano è stato il modo migliore x ringraziare Bersani che lo ha nominato senatore ,non si sa con quali meriti,e noi simpatizzanti del Pd quotidianamente dobbiamo affrontare l’opinione pubblica e subire le mortificazioni di quello che è avvenuto in parlamento.

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