PALERMO – “La locomotiva del campo alternativo al centrodestra non è il Pd di Barbagallo ma Controcorrente”. Ismaele La Vardera ha appena letto l’intervista del segretario regionale dem a LiveSicilia ed è un fiume in piena. Non sono andati giù al fondatore di Controcorrente alcuni passaggi del Barbagallo-pensiero sulle prossime elezioni regionali e la ex ‘iena’, forte anche di un nuovo sondaggio sul suo movimento, non le manda a dire.
La Vardera, lei è l’uomo del momento: tutti la tirano in ballo.
“Mi faccia dire una cosa: sono sulla bocca di tutti. Prima Lombardo, poi Galvagno e Miccichè. Ora anche il fuoco amico di Barbagallo. Mi viene in mente una frase famosa di Matteo Renzi: ‘state sereni’, non mordo mica’”.
Perché parla di fuoco amico, in fin dei conti Barbagallo ha chiesto unità e primarie.
“Dov’era Barbagallo a dicembre, quando ero io a chiedere le primarie? Non mi ha mai risposto, ora le tira fuori dal cilindro. Mi sembra un modo per perdere tempo, quando invece dovremmo correre per quelle praterie che ci sta lasciando un centrodestra dilaniato. Sono stanco dei tatticismi. E poi Barbagallo dice che vuole essere la guida della coalizione, beh dovrebbe mettere ordine in casa propria prima”.
In che senso?
“Voglio essere chiaro: in quel partito ci sono tante persone straordinarie ma che hanno difficoltà a parlare con il proprio segretario. Se parlo con Barbagallo un pezzo del partito si offende, allora dico: se non sei in grado di organizzare il tuo partito, con tutto il rispetto, non puoi guidare la Sicilia”.
Barbagallo nell’intervista propone il ‘modello Marsala’, con una coalizione ampia e compatta, lei risponde con Agrigento.
“A Marsala ci sono dei pezzi di centrodestra che hanno aiutato Andreana Patti a vincere. Non era una candidata di area progressista. Il modello da seguire è Agrigento, dove Michele Sodano, all’inizio voluto solo da Controcorrente, ha vinto con i partiti che da sempre sono all’opposizione del centrodestra”.

Sembra decisamente risoluto nelle sue affermazioni.
“Sono davvero stanco di certi tatticismi. La locomotiva del campo alternativo al centrodestra non è il Pd di Barbagallo ma Controcorrente e se lui vuole continuare a perdere tempo non resteremo ad aspettare il Pd di Barbagallo. A volte mi viene il dubbio se davvero vogliamo vincere”.
Sta dicendo che lei va avanti comunque, a prescindere dalle primarie?
“Il problema non è soltanto il candidato. Prima di parlare del metodo, che per primo ho proposto a dicembre senza ricevere risposte, direi di parlare di contenuti. Da sempre sostengo che il prossimo candidato debba avere le idee chiare su tre cose: sanità, infrastrutture e un piano Marshall che aiuti le aziende e riporti i giovani a lavorare in Sicilia. Noi invece mi pare stiamo perdendo tempo. Non sono disposto a farmi dettare tempi e modalità. La mia candidatura è arrivata ad un punto tale per cui in questa fase non sono disponibile a fare passi di lato. La settimana scorsa con Nuccio Di Paola (coordinatore regionale M5s, ndr) abbiamo chiesto di iniziare tutti insieme un giro della Sicilia per parlare ai cittadini dei temi e della Regione che vorremmo: abbiamo ricevuto ‘picche’, invece si continua a parlare attraverso i giornali. Ho anche chiesto di fare una riunione del campo alternativo ad Agrigento, anche in questo caso nessuna risposta. E poi, la verità è che le primarie ci sono già state”.
Cioè?
“Ad Agrigento. Controcorrente è arrivato primo con il 12%, quali altre primarie dovremmo fare? Dobbiamo ancora perdere tempo?”.
Per Controcorrente sembra un momento magico e lei intende cavalcarlo.
“Controcorrente ha dimostrato che può riportare la gente al voto, eppure siamo al paradosso di sentirci quasi ‘tollerati’, o ‘mal digeriti’, dal segretario del Pd e da alcuni esponenti dem. Dico ‘alcuni’, c’è una classe dirigente nel Pd che spesso è stata mortificata perché anziché allenarsi pensa, e pensare da alcuni é visto come un problema e non come una risorsa. I siciliani hanno già deciso: la locomotiva del campo alternativo al centrodestra è Controcorrente e per come è strutturato oggi il Partito democratico, se non c’è un forte cambio di passo, direi che La Vardera può anche farne a meno”.
Non starà esagerando ora immaginando una corsa senza i democratici?
“Se il Pd è questo, dilaniato al proprio interno, sì. Ha bisogno di una guida autorevole. Il vero Pd non è quello che vediamo: ripeto, c’è una classe dirigente con alcuni deputati miei colleghi in Ars cui qualcuno vuole tarpare le ali, mentre potrebbero portare davvero ad una vera rivoluzione gentile per questa isola”.
Sta arrivando a proporre un cambio di segretario ai dem?
“Assolutamente sì. E mi dispiace voler entrare in dinamiche di altri partiti, lo faccio in punta di piedi ma davanti l’ennesimo smacco di Barbagallo serve qualcuno che gli parli con la verità senza paura”.
Parliamo del suo ex compagno di partito De Luca. Dice che lei non può tenere in ostaggio la coalizione con la sua candidatura.
“Non amo parlare di altri. Nonostante io venga tirato in ballo ormai da tutti. Se mi chiede non mi sottraggo. Con tutto il rispetto per De Luca, vorrei ricordare che ad oggi si è detto pronto a fare il candidato sia del centrodestra che del centrosinistra. Mi chiedo come si possa convivere con questa impostazione. Per carità libero di farlo. Non è una questione ideologica, legittimo essere post ideologico. Ma il Cateno che ho conosciuto io, rivoluzionario, sono sicuro non potrà mai stare accanto a chi ha governato e dilaniato la Sicilia accanto a Schifani oggi, ieri con Musumeci. Non ho mai messo veti su De Luca, chiedo soltanto che chiarisca una volta per tutte con quale parte vuole stare. Non sarò io a dare patenti a e a dire quello si quello no, ma ai siciliani dobbiamo chiarezza. Su una cosa sono convinto: serve anche lui per battere questo governo che lui stesso ha sfiduciato votando la mozione di sfiducia”.

Insomma, lei resta in campo.
“La mia candidatura è in campo, attendo ancora di conoscere i nomi degli altri partiti. Voglio guidare la coalizione da candidato di Controcorrente, se avessi voluto fare il candidato del Pd ci sarei andato da deputato. Rimango in campo perché il nome per le Regionali non deve essere scelto a Roma. E soprattutto perché ritengo di essere il solo che può riportare al voto tantissimi siciliani pescando dal vero primo partito; quello dell’astensionismo”.
Passi indietro davanti a nessuno?
“Ho già detto che se dovessero propormi un nome del calibro di Nino Di Matteo, un magistrato che ha lottato per la verità sulla trattativa Stato-mafia, e che rappresenta un baluardo della moralità, sarei disponibile a discutere la mia candidatura. Al momento, però, non vedo alcun nome di questo livello in campo”.
Quanto vale ad oggi Controcorrente in chiave Regionali?
“Ho tra le mani un nuovo sondaggio. Su 900 intervistati in tutta la Sicilia, Controcorrente è dato al 20%”.
*Aggiornamento ore 13:16
A La Vardera, in mattinata ha risposto il deputato del Pd all’Ars Dario Safina: “Dal leader Controcorrente parole offensive”.

