Italia sempre più tropicale, solo 5 città fuggono al caldo estremo

Caldo e umidità da record: Catania e Palermo tra le città più afose d’Italia

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Il 2025 si è classificato come il quarto anno più caldo registrato dal 1800.

L’Italia sta diventando sempre più calda, afosa e vulnerabile agli eventi meteorologici estremi. I numeri raccolti nell’ultimo Indice di Vivibilità Climatica raccontano un Paese che cambia rapidamente sotto la spinta del riscaldamento globale, con estati sempre più lunghe, notti tropicali in aumento e fenomeni atmosferici intensi che si verificano con maggiore frequenza.

A confermarlo sono i dati elaborati da iLMeteo.it e Corriere della Sera, che hanno analizzato l’andamento climatico di 108 capoluoghi italiani. Il risultato è una fotografia dettagliata di un territorio che sta facendo i conti con temperature sempre più elevate e condizioni meteorologiche sempre più estreme.

Il 2025 tra gli anni più caldi di sempre

Secondo lo studio, il 2025 si è classificato come il quarto anno più caldo registrato dal 1800. La temperatura media ha fatto segnare un incremento di 1,77 gradi centigradi, un dato che conferma la tendenza osservata negli ultimi anni e che evidenzia l’accelerazione del cambiamento climatico sul territorio italiano.

Gli effetti si riflettono ormai nella vita quotidiana di milioni di persone, chiamate a convivere con estati più torride e periodi di afa sempre più persistenti.

Le città dove il caldo estremo è ormai una costante

Uno degli aspetti più significativi emersi dall’indagine riguarda l’aumento delle giornate caratterizzate da temperature superiori ai 34 gradi, definite come giornate di “caldo africano”. Solo cinque città italiane sono riuscite a evitare questo fenomeno nel corso del 2025: Belluno, L’Aquila, Teramo, Campobasso e Ancona.

All’estremo opposto si trova Oristano, che ha registrato ben 45 giornate oltre questa soglia. Tra le grandi città spiccano Firenze con 42 giorni di caldo intenso e Roma con 39. Bologna ne ha registrati 31, mentre Milano si è fermata a 20, appena uno in più rispetto a Napoli.

Sicilia e Sardegna guidano la classifica dell’afa

Non è soltanto il caldo a preoccupare. L’indice di calore, che combina temperatura e umidità per misurare il disagio percepito dal corpo umano, evidenzia una situazione particolarmente delicata nelle regioni meridionali. Le prime sei posizioni della graduatoria sono infatti occupate da città siciliane e sarde.

Il record appartiene a Catania, che nel 2025 ha totalizzato 103 giornate caratterizzate da livelli elevati di afa. Anche le notti tropicali continuano ad aumentare. A Reggio Calabria, Taranto e Palermo si sono superate le 110 notti con temperature mai scese sotto i 20 gradi. Genova ne ha registrate 96, Napoli 95 e Milano 77.

Sempre meno freddo nelle città italiane

Mentre aumentano le giornate torride, diminuiscono quelle realmente fredde. In ben 80 capoluoghi italiani il termometro non è mai sceso sotto i 3 gradi durante le ore diurne. Anche Milano, nelle zone centrali della città, non ha registrato temperature inferiori a questa soglia. Soltanto alcune aree periferiche hanno fatto segnare episodi di gelo durante le notti invernali.

Gli esperti: la tropicalizzazione è sempre più evidente

“L’aumento delle temperature del 2025 si inserisce in un quadro molto più ampio e strutturale: il cambiamento climatico di origine antropica”, spiega il meteorologo de iLMeteo.it, Mattia Gussoni.

“La nostra regione si sta riscaldando a una velocità superiore di circa il 20% rispetto alla media globale. Questa rapida “tropicalizzazione” trasforma i nostri mari in immensi serbatoi di calore che alterano la circolazione atmosferica: da qui l’aumento anche degli eventi meteo estremi essendoci molta più energia potenziale in gioco”.

Parole che descrivono un fenomeno ormai evidente e destinato a incidere sempre di più sul clima e sulla vita delle persone.

Crescono anche piogge violente e fenomeni estremi

L’indagine mette in luce anche un altro aspetto: l’aumento degli eventi meteorologici intensi. Tra i 108 capoluoghi monitorati, Udine è risultata la città maggiormente colpita da episodi estremi, con dieci eventi caratterizzati da forti precipitazioni superiori a 35 millimetri accompagnate da venti oltre i 15 chilometri orari. Tra le grandi città, Milano ha registrato quattro episodi di questo tipo nel corso dell’anno, mentre Roma soltanto uno.

Ancora in aumento le città “rosse” per il caldo

Nel frattempo, in Italia, continuano ad aumentare le città da bollino rosso per il caldo: se martedì 23 giugno sono 15, mercoledì 24 giugno saliranno a 16 e giovedì 25 giugno a 17. Il massimo livello di rischio caldo, in base al bollettino sulle ondate di calore del ministero della Salute che prende in considerazione 27 centri urbani, riguarda martedì 23 giugno Ancona, Bologna, Bolzano, Brescia, Firenze, Frosinone, Milano, Perugia, Pescara, Rieti, Roma, Torino, Venezia, Verona e Viterbo, cui si aggiungeranno Latina, mercoledì 24 e giovedì 25 giugno, e Bari giovedì 25. In arancione (rischio caldo solo per i più fragili) ci sono solo Bari (martedì 23 e mercoledì 24 giugno), Genova (mercoledì 24 e giovedì 25 giugno) e Latina (martedì 23 giugno).
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