La Cgil a fianco dei genitori: |“Stop all’orario ad personam” - Live Sicilia

La Cgil a fianco dei genitori: |“Stop all’orario ad personam”

Il sindacato si esprime sul caso della scuola “Padre Allegra”, al centro di una polemica tra genitori e dirigente scolastica per la parziale applicazione di una sentenza del Tar, che ha originato, stando ad alcuni genitori, un caso di “mobbing a danno di minori”.

ISTITUTO “PADRE ALLEGRA” DI VALVERDE
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CATANIA – Si è svolta in mattinata la conferenza stampa convocata dalla Cgil per dibattere del caso della scuola primaria “ Padre Allegra” di Valverde, salita alla ribalta per un contezioso tra genitori e preside sull’orario scolastico e sulla “settimana corta”, in seguito sfociato in una sentenza del Tar mai pienamente rispettata ed applicata, a detta dei genitori ricorrenti, solo a carico dei propri figli. Una vicenda, dunque, particolarmente spinosa, che ha richiamato l’attenzione del sindacato. “Siamo a fianco dei genitori in questa battaglia civile – ha dichiarato il segretario pronvinciale Angelo Villari – Non possiamo accettere che la sentenza venga applicata a mo’ di atto punitivo”. Dello stesso avviso Antonella Di Stefano, segretaria della Flc Cgil Catania, che ha auspicato “che la sentenza in questione possa servire da ariete per scardinare le ingiustizie prodotte dalla Legge Gelmini che quotidianamente penalizza gli studenti” .

E proprio sulle condizioni degli alunni si è soffermato anche Giusto Scozzaro, segretario generale FlC Cgil Sicilia, che ha stigmatizzato il comportamento della dirigente scolastica del plesso di Valverde, “che pur disponendo di un organico adeguato, ha preferito a suo tempo adottare la settimana corta in luogo del tempo pieno, arrivando perfino ad applicare parzialmente una senteza del Tar”. Nonostante la risoluta presa di posizione, non è mancata però l’apetura al dialogo. “Ritengo che siano stati compiuti degli errori, ma in buona fede – ha affermato Giacomo Rota, segretario confederale Cgil – Auspico dunque che si possa trovare una soluzione concreta, dando vita ad un proficuo confronto in prefettura con la predetta dirigente scolastica, in presenza dei dirigenti dell’ufficio scolastico provinciale e regionale. Dal canto nostro, non possiamo che difendere la sentenza e il diritto a un tempo scuola adeguato per i giovani studenti”.

 


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