PATERNO’. Rischia di trasformarsi in una reale emergenza la vertenza dei Consorzi di Bonifica. E le conseguenze potrebbero essere drammatiche non solo per il comparto agricolo, ma anche per tutti gli altri settori socio economici del territorio. Lo si grida ormai da mesi, ma la vicenda è ancora in bilico. A riguardo un tavolo di crisi è stato indetto ieri sera a Paternò: un incontro fra i dirigenti dei consorzi, rappresentanti delle varie amministrazioni comunali ricadenti nel comprensorio e deputati regionali con lo scopo di riunire le forze e trovare una soluzione.
I problemi degli enti si aggravano a seguito dell’ultima legge finanziaria de 7 maggio 2015. La norma ha ridotto pesantemente il contributo regionale sugli emolumenti destinati al personale dei Consorzi. Non solo: da ora fino al 2020 la percentuale della somma spettante è destinata a ridursi dal 80% al 10% arrivando ad essere del tutto soppressa a partire dal 2021. I Consorzi, attualmente non sono in grado di finanziarsi autonomamente: le quote versate dagli agricoltori non bastano. Ecco perché i lavoratori sarebbero già senza stipendio da dicembre. Trovare, dunque, i fondi per garantire la stagione irrigua 2016 è all’unanimità una priorità che non può attendere.
Intanto, la sorte degli enti di bonifica è tutta nelle mani della Commissione regionale al Bilancio che a giorni dovrà approvare o meno la proposta emendativa al disegno di legge finalizzata a garantire le risorse economiche adeguate per la sopravvivenza degli enti e dei suoi lavoratori. Qualora la Commissione non dovesse garantire la necessaria copertura finanziaria l’emendamento verrà quasi certamente bocciato in aula. Ma il testo è già stato approvato qualche giorno fa dalla Commissione regionale alle Attività produttive. A votarlo i deputati all’Ars, Angela Foti del M5S e Alfio Papale (FI), entrambi presenti alla riunione tecnica di ieri sera a Paternò. “Il problema è sostanzialmente politico – afferma l’onorevole di Forza Italia, Papale – Il settore non può essere penalizzato. L’agricoltura è una risorsa irrinunciabile della Sicilia, va tutelato chi coltiva la terra. Questo ci impone di destinare a questi enti le risorse necessarie perché funzionino. Al fine anche di impiegare con regolarità i lavoratori precari”. Tra i problemi, si aggiunge la protesta degli operai stagionali, i cosiddetti cento cinquantunisti, che attendono di mettersi a lavoro.
Ma secondo Papale l’intera vicenda dei Consorzi sarebbe da sempre stata gestita male, tanto da aver generato un sistema di natura assistenzialista. “Sono stati fatti errori – spiega il deputato – a livello organizzativo da parte dei vertici apicali della Regione i quali non sono stati in grado fino ad oggi di regolamentar tutto il settore. Non possono distribuire fondi a pioggia senza programmare gli effetti e le priorità. Il precariato non produce lavoro, ma genera solo assistenzialismo. E i soldi non vanno sprecati in questo modo”. E infine Papale sollecita, come tutti i presenti, l’intervento dell’attuale assessore regionale all’Agricoltura. “Antonello Cracolici – dice Papale – credo abbia tutte le competenze per mettere in pratica le varie proposte risolutive emerse stasera. Occorre programmare quanto prima un incontro che veda riuniti gli assessori Cracolici e quello alle attività Produttive Mariella Lo Bello assieme ai componenti delle Commissioni affinché risolvano il problema dei Consorzi in Sicilia e anche di una pianta stabile anche per quanto riguarda Forestali. Basta con le logiche assistenzialiste” – conclude l’onorevole Papale.
Ma dove prendere i 10 milioni di euro necessari per garantire la stagione del 2016, dunque? Attingendo ai fondi della protezione Civile per prevenire il dissesto idrogeologico della Sicilia sarebbe tra le soluzioni emerse nel corso della riunione tecnica. Un’ipotesi che metterebbe d’accordo tutti e suggerita in primis dal senatore grammichelese, Giuseppe Compagnone. “Alla base – spiega Compagnone – il problema è economico e sostanzialmente legato alla nostra terra . Basti pensare che tutti i Consorzi di bonifica d’Italia hanno chiuso i bilanci 2015 in attivo, addirittura in Toscana hanno rimborsato i soldi agli agricoltori. Ma in meridione come al solito non siamo in grado di far funzionare le cose. Serve un riassetto dei consorzi. Avvalersi dei fondi della Protezione Civile per la prevenzione del dissesto idrogeologico è una soluzione. Sono soldi che ci sono e che la politica si tiene ben stretti. Vanno invece, svincolati e messi a disposizione dei consorzi, ma gestendoli bene. E se il caso si licenzia anche qualcuno che non vuole lavorare” – conclude Compagnoni.
“Il bilancio 2016 è in aria. Aspetto disposizioni dal Commissario Viola. Io non me la sento di danneggiare così pesantemente l’agricoltura e gli agricoltura. E allora le conseguenze saranno tragiche – ha detto il direttore del Consorzio di Bonifica 9 di Catania, Giuseppe Barbagallo”. Si fa sempre più concreto il rischio che aumentino le tariffe a carico dei consorziati. Il tributo irriguo potrebbe, come avverte la dirigenza consortile, oscillare tra 309 euro a agrumeto fino a toccare i 520 euro circa oltre al tributo “spese fisse” che da 0,35% (anno 2016) potrebbe arrivare allo 0,45% del reddito dominicale (nel 2021).
Ancor più grave appare la situazione del Consorzio di Bonifica di Enna, che avrebbe già annunciato il dissesto finanziario, qualora le cose non dovessero migliorare. “Ho già scritto – ha dichiarato il direttore generale Gaetano Punzi ai sindaci di Caltanissetta e Caltagirone e alle prefetture. Il Consorzio di Enna rischia la chiusura – avverte – e le conseguenze sarebbero gravissime poiché l’ente si occupa non solo della fornitura irrigua per i campi, ma anche dell’approvvigionamento di acqua potabile per le famiglie. Basti pensare, che il Consorzio di Enna porta l’acqua anche al centro commerciale di Sicilia Outlet Village di Dittaino. Dunque, le ripercussioni sarebbero gravi su tutti i settori economici”- conclude Punzi
“Chiederemo un incontro per tamponare l’emergenza e affrontare il 2016 più serenamente. E’ indispensabile inoltre che alla regione si siedano a lavorare alla riforma dei Consorzi per la prossima finanziaria” – è stato infine il commento del sindaco di Paternò, Mauro Mangano.

