AGRIGENTO- Da imputato ad avvocato e viceversa. La giornata in tribunale di Giuseppe Arnone, arrestato il 15 novembre per il reato per una presunta estorsione ai danni di un altro avvocato, è stata di certo fuori dal comune. Il legale, con il consenso dei giudici, ha prima partecipato a due processi da imputato, per poi vestire la toga per fare il suo lavoro e difendere un cliente. Il fatto curioso, nonostante sia autorizzato, accade nelle aule del tribunale di Agrigento nella frenetica giornata di processi a carico del più volte candidato a sindaco della città dei templi: l’avvocato Arnone, nella giornata in cui ha partecipato a due processi a suo carico per delle querele ricevute, ha “usato” il tempo che gli rimaneva presso il Palazzo di per difendere un suo assistito. Il fatto, per quanto curioso, è stato autorizzato dal giudice del processo, che ha constatato come l’avvocato non sia stato sospeso dall’Ordine e possa quindi esercitare la sua funzione.
Intanto, i difensori di Arnone, avvocati Arnaldo Faro e Carmelita Danile, fanno sapere di aver impugnato davanti al tribunale del Riesame l’ordinanza del gip Francesco Provenzano che convalida l’arresto: lunedì la decisione.

