Folle corsa di cavalli, multe salate| Identificati i primi 7 partecipanti

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Commenti

    Forse le istituzioni , non hanno compreso , o lo hanno compreso , e comprendono
    che in fin dei conti possono gridare quanto vogliono , ma coloro che infrangono
    le leggi , difficilmente pagano per i reati commessi . Lo stato dovrebbe , per i
    reati che i cittadini fanno , comminare pene per cui non diventa conveniente
    sgarrare , fin tanto ci sarà una pacca sulla spalla , lo stato , sarà debole e
    perdente .

    Si è come ai parcheggiatori abusi, fanno multe in continuazione senza verificare che i tizi le strappano subito dopo. Se a questi tizi gli tolgono motori, auto, e il reddito di cittadinanza. Forse qualche problema di questa città si potrà risolvere

    E’ gente abituata a non pagare le multe ed anche al carcere, l’unico deterrente potrebbe essere la confisca dei beni.

    CONFISCATEGLI I CAVALLI CHE POTRESTE PORTARE IN QULCHE AGRITURISMO AL NORD. COSI’ LA SMETTONO DI MALTRATTARLI. CHISSA’ COME SARANNO DOPATI OLTRETUTTO !

    la maggior parte dei partecipanti alla corsa risultano disoccupati e/o nullatenenti, mi domando come pensano che paghino le multe, invece se sono percettori del Reddito di Cittadinanza allora anche a rate si potrà decurtare mensilmente la multa comminata, idem se sono percettori di altro tipo di sussidio, oppure anche la confisca del motore, per quanto riguarda i minorenni la responsabilità è genitoriale.

    Adesso bisognerebbe senza pudore e in pubblica gogna, attaccare loro un calessino e farli girare nel loro quartiere in primis e dopo per tutta la città.
    E finiamola con questo perbenismo.
    Hanno abbondantemente rotto.

    I carabinieri hanno identificato i responsabili. A loro un plauso ma le sanzioni comminate sono solo uno sciupio di carta perché non saranno mai pagate e questi irresponsabili continueranno ad organizzare corse sapendo che potranno avete un altro verbale, cioè niente!

    TOGLIETEGLI LA MATERIA PRIMA : I CAVALLI !

    senz l mteria prima non ci sarebbero : PADRONI, FANTINI, SCOMMETTITORI, E SPETTATORI………………………….E PIU’ SICUREZZA NELLE STRADE

Gli ultimi commenti su LiveSicilia

L'assessore forse abita in Emilia. Posso tranquillamente affermare che migliaia di persone dirottate a Palermo, hanno preso qualunque mezzo pubblico per avvicinarsi a casa e poi quando possibile hanno chiesto a qualche vicino di disgrazia, un passaggio. Tanta gente dirottata a Palermo hanno ricevuto un allargamento di braccia come risposta. Poi i treni in Sicilia fanno ridere al punto che sarebbe il caso di eliminarli, che così non si dica che in Sicilia abbiamo la ferrovia. Assessore si svegli e venga in Sicilia, invece di stare in Emilia.

I siciliani che non si arrendono sono come quelli, e sono parecchi, che non si rassegnano a continuare a fare la differenziata, a recarsi nei CCR per conferire in maniera disciplinata, come quelli, pochini, che pagano la tari, che non occupano gli stalli riservati ai disabili, che vanno a votare nonostante tutto etc. Dal mio punto di vista occorre partire da lì, ovvero comportandosi da corretti cittadini. I problemi nascono sul come fare a cambiare quelli riottosi al cambiamento, al rispetto delle regole civiche. Un tutto questo c'entra eccome la politica, quella che rimane chiusa nelle stanze e decide di non decidere. Aspettiamo...

Caro Direttore, trovo particolarmente significativo che Giorgio Mulè e Giorgio Trizzino, provenienti da schieramenti politici diversi, convergano sul metodo. Mulè propone Analisi, Bisturi e Contesto; Trizzino richiama competenza, programmazione, capacità amministrativa e coraggio di cambiare ciò che non funziona. Questa convergenza rende l’analisi meno attaccabile come posizione di parte: se esponenti politicamente contrapposti riconoscono gli stessi nodi e indicano criteri simili per affrontarli, emerge un possibile terreno comune. Forse “La Sicilia che vorrei” sta diventando qualcosa di più di una raccolta di opinioni: un interessante esperimento civico per costruire un metodo condiviso, lasciando alla politica il confronto sulle scelte. Perché non chiedere ai prossimi intervistati quale metodo sarebbero concretamente disposti a condividere per costruire la Sicilia che vorrebbero?

Forse sarebbe ora di valutare seriamente la realizzazione di uno scalo che serva la zona tirrenica della Sicilia abbandonata e sfruttata in malo modo? Cosa che sarebbe sicuramente più fattibile e di maggiore giovamento alla popolazione costretta a sacrifici per potersi spostare. Che avvicinerebbe veramente i siciliani della zona settentrionale al resto del Italia e non solo più di qualsiasi ponte oltre a risolvere le disfunzioni naturali del Fontanarossa che non sono solo dovute alle ceneri di sua maestà l'Etna

Ci sono sfregi e sfregi. E' anche sfregio il disagio a cui sono sottoposti i siciliani che percorrono l'autostrada Palermo Messina, di cui Shifani sembra essersi occupato (!?). Vada, vada, insieme alla sua famiglia questa mattina al casello di Termin, capirài. Se non si riesce a gestire un casello figuriamoci il resto.

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