PALERMO – Potrebbe essere stata causata dal movimento terra a monte dell’autostrada A18 Messina-Catania la frana che si è abbattuta sulle due corsie dell’arteria. Lavori che, secondo quanto stanno verificando i tecnici del Consorzio autostrade siciliane (Cas), sarebbero stati eseguiti sulla collina da privati per la costruzione di immobili abusivi. Intanto, una delle carreggiate è stata liberata e l’altra dovrebbe essere aperta entro le 13 di oggi. Una task force composta da tecnici, geologi del Genio civile e dagli assessori regionali alle Infrastrutture e Territorio, Giovanni Pizzo e Maurizio Croce, si recherà per svolgere un sopralluogo sulla A18, all’altezza dello svincolo per Rocculumera dove è avvenuta la frana.
*Aggiornamento ore 12.53
“Stiamo tentando di riaprire entro le 14 anche l’altra corsia, in direzione Messina e nel frattempo lavoreremo non solo sull’eliminazione del materiale ma soprattutto sui drenaggi. Questa non è una frana umida, dovuta alla pioggia, quindi bisogna capire la causa”. L’ha affermato l’assessore regionale alle Infrastrutture, Giovanni Pizzo, durante il sopralluogo, insieme all’assessore al Territorio Maurizio Croce, sull’A18 dove ieri si è verificata una frana. Sull’ipotesi secondo la quale lo smottamento potrebbe essere stato causata da lavori abusivi sulla collina sovrastante, Pizzo ha detto che “il Genio civile sta compiendo alcuni sopralluoghi. Se non è stata la natura ma l’uomo, la colpa è davvero grave”.
“Nel mondo globale aumenta la velocità degli spostamenti; in Sicilia, invece, stiamo andando verso la staticità, fenomeno che purtroppo accompagna la cultura di quest’Isola”, ha aggiunto Pizzo. “Negli anni – ha aggiunto – abbiamo disinvestito nelle infrastrutture di viabilità, sia come Stato che come Regione. Abbiamo presentato al ministro Delrio un piano straordinario di interventi infrastrutturali per la Sicilia nell’ambito di quelli previsti per il sud. Non ci attendiamo che tutti vengano fatti, ma che si organizzi un vertice per stabilire le priorità ed intervenire immediatamente”.
(ANSA)

