La grande sete, un giorno nel fortino Amap: "Come sarà l'estate a Palermo"

La grande sete, un giorno nel fortino Amap: “Palermo, come sarà l’estate”

Il piano d'emergenza contro la siccità. Cosa ci aspetta
LA CRISI IDRICA
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PALERMO- Sul muro, dietro la scrivania dell’ingegnere Giovanni Sciortino, direttore generale facente funzione dell’Amap, c’è la tenera, bellissima ed evocativa icona cartacea di una Madonna con il Bambino. Un dettaglio non legato all’emergenza idrica che, tuttavia, richiama, con una battuta e un sorriso, l’aspetto del problema che viene dal cielo. Deve piovere, fortemente e in buona misura, altrimenti – va da sé – la ferita della siccità non potrà che approfondirsi.

Palermo, via Volturno. Ecco uno dei quartieri generali in cui si combatte la battaglia della grande e rinomata sete siciliana, cittadina e provinciale. Una tranquilla mattina di frenesia, da raccontare.

Amap: “Disagi molto limitati”

In quella stanza con la Madonnina c’è un gruppo d’acqua (non di fuoco) composto dal già citato ingegnere Sciortino, dall’ingegnere Antonio Criminisi, dirigente del servizio di approvvigionamento e distribuzione idrica, dal giornalista Angelo Scuderi, responsabile della comunicazione per l’azienda partecipata del Comune. Si chiacchiera dell’impatto sulle famiglie, dopo la necessaria riduzione dei volumi dell’acqua, decisa, come è noto, per fronteggiare l’urgenza.

“Ci sono disagi molto limitati – dice Sciortino -. Al centro, per esempio, non è cambiato niente. Registriamo qualche criticità a Mondello, a Sferracavallo…”. “…E a Brancaccio – interviene Criminisi – dove c’è un progetto di rifacimento della rete che dovrebbe andare in porto”.

Il direttore Sciortino è ottimista: “Non parliamo di acqua razionata, ma abbiamo semplicemente ridotto la quantità di volumi di immissione da 2.500 a 2.300 litri al secondo. Al massimo, i problemi li hanno avuti quelli dei piani alti di un condominio, in misura davvero residuale, anche se ci rendiamo conto del disagio. Il livello del servizio resta, comunque, buono. Lei ricorda quando c’erano i silos per strada, molti anni fa? Quella sì che era una completa catastrofe”.

L’ingegnere Giovanni Sciortino

“Speriamo che piova, altrimenti…”

“Con il nostro piano dovremmo essere tranquilli fino al prossimo gennaio – ancora Sciortino -. Naturalmente, sono previsioni che non tengono conto dell’irriguo, ovvero delle quote che servono per le coltivazioni. Non vogliamo essere egoisti, ma bisogna adeguarsi. Ci possono essere altre risorse come, per esempio, il riuso delle acque reflue”.

Proprio accanto, ecco la stanza dell’amministratore unico, Alessandro Di Martino (nella foto). “Che estate ci aspetta? Di accuratezza e di consapevolezza – dice -. I cittadini devono sapere che ci vuole attenzione per la risorsa idrica, seguendo le istruzioni anti-spreco che sono a disposizione. Il nostro piano prevede la riduzione tra il quattro e il dieci per cento, fino al prossimo gennaio. Speriamo che arrivi qualche pioggia fuori stagione, altrimenti troveremo altre strade. Una possibile? Il dissalatore di Presidiana a Cefalù”.

Alessandro Di Martino, amministratore unico

Le reti ‘colabrodo’

C’è poi l’ostacolo delle reti cittadine, spesso definite ‘colabrodo’. “La questione va chiarita – dice Di Martino -. Il dato dall’immissione alla fattura mostra una perdita del cinquanta per cento, in cui vanno inserite delle variabili, come gli allacci abusivi. La percentuale corretta è del venti-venticinque per cento. Lei deve pensare che, a Milano, si registra un dato del diciannove per cento. Sull’agricoltura siamo aperti a tutte le soluzioni e a tutti i confronti”.   

Si passa a un altro scenario, il locale dei monitor, protetto da una pesante porta blindata. “In questa zona, che è la nostra cabina di regia, – spiega l’onnipresente ingegnere Sciortino – sorvegliamo, pure di notte, la situazione della diffusione idrica in città. Così possiamo essere tempestivi, in caso di difficoltà. Per ora, in un momento di allerta, teniamo sotto controllo il sistema di produzione e degli invasi”.

Da sinistra a destra: Roberto Bonomo, Marcello Genovese, Giovanni Sciortino

Foto di cronaca (e ricordo), con qualche sorriso di circostanza dei presenti. Si lotta per ogni goccia ipotetica, nella speranza che non ci siano ulteriori restrizioni, che il clima peggiori almeno un po’ e che l’esercito dell’emergenza – all’Amap si lavora ventiquattro ore su ventiquattro – vinca la guerra di tutti. Ma se continua a non piovere – questa è l’impressione nuda e cruda – non resterà altro che pregare.


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