Egr. sott. Puglisi, anche questo suo articolo, come quasi tutti quelli che ho avuto il piacere e l'onore di leggere, è pura poesia, toccante e commovente. Tralasciando, per il momento, la mia opinione sulla totale assenza delle Istituzioni su cui mi sono sempre espresso, credo che, purtroppo, non sarà facile raggiungere il cuore di ragazzi delle Zen che "camminano" armati: la questione, a mio avviso, è di carattere culturale. Il contesto nel quale il “ragazzo che cammina armato” è nato e cresciuto gli ha impartito i “valori” della ingiustificata prevaricazione, della violenza, della criminalità, dell’odio. Si, certo, senza un apparente perché, senza un “giustificato” motivo ma, più banalmente e più semplicemente, per dare sfogo ad una rabbia repressa o a qualcosa che ci somiglia, ma che ci sfugge, avendo avuto ciascuno di noi la “fortuna” di appartenere alla società civile, nonostante i tutti i suoi limiti e tutti i suoi difetti. Oltre il contesto sociale, ancor peggio, c’è il contesto familiare: un ragazzo che commette un crimine punibile con un ergastolo (si appura già tramite intercettazioni ambientali negli istituti di pena) viene “consolato” dai propri cari e rassicurato che la condanna sarà limitata nel tempo. Non ci sono parole utili alla “rieducazione”, bensì l’incoraggiamento a mantenere vivo l’orgoglio. Del resto, essendo cresciuto in una famiglia dove i valori e l’educazione sono indirizzati al disprezzo di tutto ciò che rappresenta lo Stato, non avendo altri termini di confronto, credo che sia quasi scontata la condotta quotidiana del ragazzo che cammina armato, non capacitandosi perché mai dovrebbe fare diversamente. Non vorrei apparire ripetitivo rispetto a precedenti miei commenti, ma rimango fermamente convinto che la totale assenza delle Istituzioni ed il totale abbandono del territorio, sono i principali responsabili morali del degrado morale che ha colpito al cuore il quartiere dello Zen e, purtroppo per tutti noi, non soltanto lo Zen, non soltanto tutti i quartieri di periferia, ma adesso anche il resto della città.


Questo clima di impunita’ lo ha creato il popolo della sinistra, quel popolo che chiede ed ottiene sempre garanzie per gli immigrati clandestini e per i criminali di ogni genere, come per esempio quel terrorista che fece lo sciopero della fame nel tentativo di non stare in carcere. Questa impunita’ l’ha creata quel POPOLO SINISTRO che si e’ divertito a FILMARE AD ARTE E PARZIALMENTE le azioni energiche di taluni delinquenti della notte e del giorno che meriterebbero la restrizione nelle carceri russe o tailandesi, mettendo spesso nei guai dei tutori dell’ordine legittimati all’uso della forza e delle armi in talune situazioni. Siete voi il popolo becero che ha delegittimare le nostre forze dell’ordine facendo un gran bel regalo alla delinquenza diffusa!!! Ed ora che volete? Ora invocate la presenza delle Forze dell’ordine? E non voglio parlare di quei GIUDICI SINISTRI E VERGOGNOSI che partecipano attivamente a manifestazioni contro polizia e carabinieri. Italia devastata e vergognosa…..non ne rimarra’ nulla, se non le macerie!!!
Avere fatto del centro storico una luna park, di via maqueda un suk, e avere tollerato gli abusivi è una responsabilità sia politica che commerciale, detto questo, la bassa qualità di questi locali unita ai prezzi dell’alcool insignificanti portano masse di ragazzini disagiati, non certo i ricchi americani che le friggitorie sognano. Comunque nessuno ha più interesse a che i residenti restino in centro storico, anche perchè, per dirne una, ogni mattina troviamo una macchina con i vetri rotti e non certo per il furto di una autoradio.
Ho paura di andare in centro storico quando vado a mangiare la pizza troppi immigrati, troppa delinquenza.
Al posto dell’esercito basterebbe che la giustizia tenesse in galera questi delinquenti una volta arrestati, al posto di rimetterli subito in libertà…..
Dovrebbe temere i suoi concittadini palermitani, responsabili del 99,99% della criminalità, non certo i famigerati “Immigrati”.
Il commerciante che ha osservato che la movida non c’entra nulla ha, ovviamente, ragione. Il problema – e lo scrivo per l’ennesima volta – è la teppaglia costituente prodotto del degrado economico/sociale, umano e culturale che attanaglia le aree popolari palermitane. I responsabili dei fatti di micro-criminalità spesso descritti provengono sempre dagli stessi posti: Zen, Borgo Nuovo, Cep…devo fare l’elenco completo? La città purtroppo è zeppa di cloache sociali. E non è una situazione colpa della sola sinistra (o della sola destra), nè a questi problemi concorrono i commercianti…questi sono discorsi da far cadere le braccia, degni di analfabeti funzionali. Queste realtà originano da decenni di incuria ed abbandono istituzionale, oltre che da fattori culturali e macroeconomici non controllabili dalla politica locale.