Regione ricorre contro se stessa | Il Ciem chiede soldi all'Irfis - Live Sicilia

Regione ricorre contro se stessa | Il Ciem chiede soldi all’Irfis

Un'azienda in liquidazione, con sede nell'edificio dell'assessorato all'Economia, ricorre in Cassazione contro un'altra società regionale, controllata dallo stesso assessorato. E l'amministrazione, per fare causa contro se stessa, paga tre avvocati.

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PALERMO – La Regione ha deciso di ricorrere persino in Cassazione, ma sa già che perderà. Perché la Regione ha deciso di ricorrere contro se stessa. La storia ha dell’incredibile, se non fosse raccontata persino tra le carte bollate del tribunale di Palermo. Una società in liquidazione, quindi controllata dall’amministrazione regionale e con tanto di sede coincidente con quella dell’assessorato all’Economia, ha deciso di presentare ricorso contro – tra gli altri – un’altra società totalmente nelle mani della Regione, guidata, tra gli altri, da un dirigente proprio dell’assessorato all’Economia.

Insomma, nella causa che coinvolge da un lato il Ciem e dall’altro Irfis (oltre a Confindustria, Assindustria, la Provincia regionale di Palermo e l’Ismea), l’amministrazione sa già che perderà, sia in un caso che nell’altro. A vincere, quantomeno, saranno gli avvocati. Ai quali la Regione dovrà comunque corrispondere l’onorario.

Il Ciem è difeso dai legali Alberto Stagno d’Alcontres e Marco Montalbano. A difendere Irfis è invece Barbara Caprì. Il motivo della querelle giudiziaria è legato al presunto credito vantato dalla società in liquidazione nei confronti di quelli che erano i soci (il Ciem era infatti un Consorzio). Un credito, a dire il vero, al quale la società guidata dal commissario liquidatore Giuseppe Grazia, crede di avere diritto sulla base di un protocollo d’intesa sottoscritto con i soci sulla base del quale questi ultimi si impegnavano, in sostanza, a ripianare i debiti creati negli anni dagli amministratori del Ciem. Proprio per questo motivo, la società in liquidazione ha recapitato ai vari ex soci decreti ingiuntivi per somme che vanno da poche migliaia a decine di migliaia di euro. Tra questi, come detto, l’Irfis. Che negli anni in cui deteneva quota di Ciem era un’azienda mista, dove oltre il 76% delle azioni era nelle mani di Unicredit.

Le ingiunzioni di pagamento di Ciem, una società che nel frattempo, dal 2009, è stata messa in liquidazione, non sono mai andate a buon fine. Anzi. Sia in primo grado che in appello il Tribunale ha dato torto al Consorzio. E, anzi, in alcuni casi ha disposto la restituzione, nei confronti dei soci – tra cui Irfis – delle somme che questi ultimi avevano versato in passato per contribuire alla copertura del buco creato dai vertici aziendali del Ciem. Ma la società non demorde. E ha proposto appello persino in Cassazione.

Nel frattempo, però, come sappiamo, le cose sono mutate. Irfis è diventata una società interamente pubblica e adesso svolge il ruolo di vera e propria società finanziaria regionale. Regione che – da socio unico – ha nel frattempo modificato il Cda, al vertice del quale siede il patron della società Ksm Rosario Basile, ex presidente vicario di Confindustria Palermo. Vicepresidente di Irfis è Patrizia Monterosso, segretario generale della Regione stessa. Nel cda anche Salvatore Parlato, capo della segreteria tecnica dell’assessore all’Economia Luca Bianchi.

E qui ecco il paradosso nel paradosso. Parlato è, quindi, uno dei più stretti collaboratori di Bianchi. Che guida l’assessorato di Via Notarbartolo 17. Esattamente la stessa sede di Ciem. La stessa – come annunciato dallo stesso Bianchi – di tutte le società in liquidazione. I commissari verranno “riuniti” infatti in un ufficio di via Notarbartolo. Tra questi, quindi, anche Giuseppe Grazia. Commissario liquidatore di Ciem. Ente controllato dalla Regione. Che ha deciso, pur abitando, di fatto nelle stesse stanze di chi controlla Irfis e pur potendo, magari, pensare a una transazione, di far causa all’Irfis stessa. Con una sola certezza. Anzi due. Perderà la Regione. Una causa in tribunale. E i soldi spesi per pagare gli avvocati.


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Commenti

    Ma come ancora esiste Ciem ma non era stata accorpata, fusa, soppressa e il personale trasferito altrove? ma allora questo presidente quando va da Giletti a dire che di società partecipate ne esiste soltanto una ci prende in giro? Ma a proposito di partecipate quante ce ne sono ancora in vita? Più di 30? Ridicolo e bugiardo questo presidente.

    Ma Basile chi, il patrono dei servizi di vigilanza? Forse un’omonimia. C’entrano qualcosa pure i beni culturali? I corsi di vigilanza per i siti? Ma! E se fosse invece lui? Ah i voti servono. Presidente, chissacciu!!! Siamo tutti uguali in questa terra di diseguali: tutto cambia per nulla cambiare.

    Unica via d’uscita per il salvataggio del “colapasta Regione” e’ il commissariamento.
    Subito dopo il periodo di “disintossicazione ” ripartire con l’elezione di 50 consiglieri regionali, accorpamento dei piccoli comuni, liquidazione di tutti i carrozzoni , riforma della pubblica amministrazione in raccordo con stato ed enti locali trasferendo personale nei settori della giustizia ordinaria, contabile ed amministrativa e nel settore della scuola di una consistente parte del personale e razionalizzazione e vendita degli immobili pubblici attualmente utilizzati per finalita’ politiche , militari e d amministrative.
    Questo l’inizio per dare un input alla ripresa delle attivita’ produttive ed alla speranza dei giovani siciliani.
    Se non vi convinco chiedete a Davide Serra.

    Meno male che gli avvocati sono stati sempre francescani con la Regione applicando sempre il minimo del tariffario e mai nessuno di loro si e’ arricchito con il bilancio della Regione!
    Ma non si potrebbero prevedere una scarica di calci a batteria nei confronti di tutti questi digerenti che hanno ridotto la Regione al lastrico in combutta con i paraprofessionisti del diritto ?

    Rosario Basile non è vice presidente di Confindustria da 2 anni. Correggete l’articolo.

    Burocrati da repubblica delle banane

    Ma il prof stagno era ai tempi di Armao consulente per le partecipate!!! C’è una gran commistione di ruoli per dirla soft

    Ecco cosa succede a cumulare troppi incarichi, il caso Mastrapasqua non insegna e…s’incucchianu i fila! Tanto c’e’ chi paga.

    una class action ? sarebbe possibile ?

    Abbiamo corretto l’imprecisione. Grazie per la segnalazione. Saluti.

    Ma a questo punto credo che sia meglio che la Sicilia venga commissariata….il danno sarebbe inferiore a quello attuale.

    Non oso immaginare l’entità della parcella del Prof. Stagno…..altro che minimo tariffario

    scusate dove e quando uscira il romanzo, xchè è un romanzo vero?, dalla trama penso che vincerà il campiello…….

    Il ridicolo e ormai superato oramai veni sulu i chianciri

    D’altra parte dove poteva nascere il Re del paradosso?
    Pirandello…uno dei più grandi siciliani di tutti i tempi!

    Ormai non vedo più Zelig o altri cabaret; è sufficiente leggere notizie che riguardano la improvvisata, scassata, incompetente, ignorante e corrotta amministrazione regionale, ma proprio tutta, niente escluso.

    Il dato più interessante è conoscere i nomi degli amministratori e dei direttori generali che nel tempo hanno accumulato i debiti, che ora il liquidatore vuole in via giudiziaria accollare ai soci, e sapere perchè non ha promosso azione di responsabilità nei confronti degli stessi.

    Cunsumati !!!

    PER CHI TIFA LA MONTEROSSO ???

    Bianchi…………Parlato……….Guagliana…………Pisciotta……”BASTA”

    Capre…………….

    Sono meschini tutti alla regione!!! Che schifo

    Diranno: non si poteva fare diversamente……è la procedura……sono inghippi del passato!!!!!!!!!! SIAMO ALLA FOLLIA DELLA RIVOLUZIONE CROCETTIANA; SENNO’ CHE RIVOLUZIONE SAREBBE: 5 STELLE AL 30 PER CENTO ALLE EUROPOEE!

    Ma da quale Università sono usciti tutti questi geni. Comunicatelo così faccio l’iscrizione al mio asino. INCOMPETENTI ANDATEVENE TUTTI A CASA

    Ci rendiamo conto da quali menti perverse siamo governati ?????

    ma qualcuno mi vuole spiegare cosa c’entra la regione? le società partecipate sono regolate dal codice civile,e il fatto che la regione possa parteciparle in toto o in parte, non costituisce di per se una appartenenza alla stessa come se stessimo a parlare di due dipartimenti. se in una partecipata viene nominato un liquidatore, se questi sulla scorta delle sue valutazioni ritiene dover rivendicare delle somme, cosa fa? adira vie legali, e se una società ritiene di non dovere dare queste somme, cosa fa? si difende sempre per le vie legali. questo resta stabilito dal codice civile,e a questo hanno fatto ricorso le due società, che sono partecipate dalla regione ma non sono la regione. Tra l’altro essendo il Ciem un consorzio, ovviamente vi sono dentro degli interessi che non riguardano solo la regione, ma quelli dei soci. quindi si grida ad uno scandalo che no c’è!

    Gli ignoranti siete voi, ma possibile che non capite che gli avvocati si divideranno la parcella sia chi vince che chi perde, intanto hanno dato tre incarichi e dopo li prenderanno come consulenti. Avete capito che ci prendono pure in giro senza rossore in faccia, ma loro stanno giocando con il fuoco, la gente è stanca di vedere tutte queste ingiustizie, continuate ….continuate ………. e state attenti.

    Già avete dimenticato quanto hanno incassato di parcella sia d’Alcontres che Armao per un progetto sulla discarica di Bellolampo che non è mai decollato, questa sarà l’ennesima parcella da dividere. Hanno ragione i grillini siamo arrivati.

    Andatevene tutti a casa Bianchi, Parlato, Guagliano, Pisciotta…basta!!!

    I calci non servono a nulla e non sono d’insegnamento. Molto più efficace e di grande insegnamento è il recupero dei soldi sprecati a carico di chi li ha sprecati.
    Basterebbero un paio di esempi ed un esercito di dirigenti sbadati ed incompetenti diverrebbero rapidamente attenti e competenti.
    Ma in sicilia esiste una corte dei conti?

    Ora vedrete che pagheranno quei pochi dipendenti (circa 13) che non erano entrati nel passaggio alla Sas.

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