La Repubblica autonoma del Tar

La Repubblica autonoma del Tar

La Repubblica autonoma del Tar

Il corsivo. La questione dei laboratori d'analisi ripropone un vecchio problema in forma di domanda: a che serve la politica?

Dunque, non ci sarà in Sicilia l’obbligo di accorpamento per i laboratori di analisi cliniche. La terza sezione del Tar ha annullato il decreto dell’assessore regionale alla Salute che subordinava il mantenimento della convenzione al raggiungimento di un certo numero di prestazioni.

Si ripete un usato canovaccio. La politica decide. Il governo governa. Gli atti sono atti. Nascono polemiche, dibattiti, inchieste giornalistiche. Infine, il Tar annulla tutto, polverizzando ogni altra valutazione, col suo colpo di martello.

A prescindere dalla questione specifica dei laboratori – crocevia di interessi e di urticanti botta e risposta – il dato che si pone in forma di domanda è il seguente: a che serve la politica? Il controllo di un organo terzo è essenziale, però dovrebbe rappresentare un’eccezione al cospetto di palesi svirgolature. Quando una censura si verifica senza soluzione di continuità vuol dire che i politici non conoscono la grammatica delle idee che propongono, oppure che esistono altri interessi, assolutamente legittimi, in grado di capovolgere il verso di un principio appena proclamato.

Torna la fastidiosa domanda: a che serve la politica? Tanto varrebbe affidare la responsabilità di governo a una congrega di toghe supreme, cui inibire ogni tentazione elettorale. Perché poi i giudici, quando entrano negli sgabuzzini della politica, si riscoprono fallibili. E talvolta subiscono le bacchettate che erano soliti distribuire all’ombra di un Palazzo di giustizia.

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