La ricetta di Specchiale: | “Rianimare lo sviluppo economico"

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Forte delle cinque liste a sostegno, l’avvocato quarantacinquenne bocciato dalle urne nel 2013 ci riprova.

Verso le amministrative
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3 min di lettura

GRAMMICHELE. La competizione elettorale entra nel vivo e Francesco Specchiale tenta il colpaccio. Forte delle cinque liste a sostegno, l’avvocato quarantacinquenne bocciato dalle urne nel 2013 ci riprova. Sono passati tre anni e il gruppo “Idee in movimento” è più nutrito. Si tratta di una galassia eterogenea e trasversale che spazia dai verdiniani di Ala a candidati civici passando per ex Mpa e piddini delusi dai colonnelli locali. Il baricentro della coalizione è un programma concentrato su pratiche finalizzate a rianimare la letargica economia di Grammichele secondo una ricetta: in assenza di fondi pubblici vanno incoraggiati gli investimenti privati.

Avvocato, come nasce la sua candidatura?
La mia candidatura nasce da un progetto avviato circa due anni fa quando, in considerazione della grave situazione che c’è a Grammichele, abbiamo tentato di riunire più forze intorno a un programma per uscire da una situazione di crisi.

Si riferisce anche alla mozione di sfiducia? Questo gruppo oggi non si ricompatta. Sbaglio o siete due i candidati riconducibili a quella esperienza?
No. Io con la mozione di sfiducia a Canzoniere non c’entro nulla: non l’ho proposta e non l’ho perorata. Per me bisognava prima realizzare un progetto alternativo. Non c’entro anche perché non avevo consiglieri comunali.

Il gruppo al quale fa riferimento comprende anche il Pd?
Oggi il Pd va con la maggior parte delle forze che avevano votato la sfiducia. Anche nel mio gruppo c’è qualcuno che ha votato la sfiducia.

Un giudizio sull’esperienza Canzoniere?
E’ un’esperienza che si è conclusa perché non ha saputo dare risposte alla citta: la situazione è gravissima e non ci si può improvvisare a trovare soluzioni senza avere un programma molto forte alla base.

Quali sono le criticità di Grammichele?
Le criticità di Grammichele sono legate al fatto che in tanti comuni siciliani non ci sono più risorse finanziarie e in più la città si è assopita. Grammichele è una città di grandi ricchezze e tradizioni nel campo del commercio e dell’artigianato. Negli ultimi anni si è assopita anche la politica che non è riuscita più a creare sviluppo economico. Questo ha comportato il lento declino e l’abbandono della città da parte di tanti che preferiscono emigrare. Abbiamo anche un calo demografico importante.

Come rinasce Grammichele?
La ricetta è legata essenzialmente allo sviluppo economico. Non avremo più i soldi che ci davano lo Stato e la Regione. Bisogna creare sviluppo tramite progetti che rilancino agricoltura, artigianato, turismo e commercio. Abbiamo previsto una serie di programmi integrati per favorire tutte quelle iniziative imprenditoriali che possano portare sviluppo a Grammichele: bisogna investire sul territorio e rimettere in moto un clima di forte fiducia negli imprenditori portando capitali e investimenti a Grammichele per farla rinascere.

C’è altro?
Ritengo che abbiamo l’unico programma e l’unica coalizione in grado di fare quel che promette. Siamo gli unici ad avere i numeri per fare quello che promettiamo.

Si riferisce alle cinque liste che la sostengono?
Sì, perché il progetto è forte e i nomi non sono casuali. Le liste sono composte da persone che operano sul territorio. Gente vera: imprenditori, artigiani, studenti e professionisti che si sono impegnati a stilare il programma. Non parliamo di liste create per le elezioni all’ultimo momento.

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