La sanzione alla prof sospesa | "Il ministro non può revocarla" - Live Sicilia

La sanzione alla prof sospesa | “Il ministro non può revocarla”

Il ministro Lucia Azzolina

La risposta all'interrogazione di Leu.

Il caso
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ROMA – “Nessun ministro ha la facoltà di sanzionare un dipendente pubblico né di revocare la sanzione comminata da un dirigente”. Lo ha detto il ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina rispondendo durante il question time all’interrogazione posta dal deputato Nicola Fratoianni (LeU) sul caso della professoressa Rosa Maria Dell’Aria sospesa a Palermo con l’accusa di non aver vigilato sui contenuti del lavoro dei suoi studenti. “Pure essendomi insediata da poco ho voluto subito farmi carico di questa questione. La libertà di insegnamento è esercitata senza condizionamenti e tende allo sviluppo dello spirito critico dei discenti. Ho avviato un approfondimento su quanto accaduto per capire per quali motivi non si sia risolta questa questione per eliminare una sanzione disciplinare apparsa non ragionevole e sproporzionata. Il provvedimento rientra nelle competenze dell’Ufficio scolastico regionale, in particolare attiene all’Ufficio per i procedimenti disciplinari. Non si può prescindere dalla acquisizione delle piene funzioni del direttore generale; posso assicurare che il procedimento di nomina del dirigente dell’Ufficio scolastico regionale si sta per concludere”, ha concluso il ministro.

“Ringrazio la ministra dell’Istruzione per la risposta e per gli impegni presi in quest’Aula, nonostante si sia insediata da poche settimane e so bene quali siano i limiti normativi che rendono impraticabile un intervento diretto ed esclusivo del ministro che sani quello che rimane da quasi un anno una macchia nella vita amministrativa della scuola italiana”. Lo ha affermato nell’Aula di Montecitorio Nicola Fratoianni nella replica alla risposta del governo durante il Question Time dedicato alla vicenda della docente di Palermo sospesa un anno e che nonostante gli impegni assunti nel maggio 2019 dal precedente governo non ha ancora visto riconosciute le proprie ragioni. “Quella docente di Palermo è stata sospesa – ha proseguito il parlamentare di Leu della commissione scuola di Montecitorio – non perché avesse violato qualcuna delle sue funzioni, e non c’entra nulla neanche il sacrosanto diritto alla libertà di insegnamento, ma semplicemente perché i suoi studenti avevano espresso delle loro opinioni. Quelle opinioni di quei ragazzi evidentemente fecero male allora a qualcuno che si offese perché vennero paragonati i famigerati decreti sicurezza alle Leggi Razziali. Si può essere d’accordo o meno con questo paragone, lo si può definire eccessivo o inappropriato. Ma non si può intervenire nel modo in cui è stato fatto”. “L’avvio dell’ispezione che ha portato alla sospensione della prof.ssa Dell’Aria avvenne sull’imput di un tweet inviato da un militante dell’estrema destra al ministero allora guidato da Bussetti. Dunque con un intervento che aveva una natura prettamente politica, rispetto pure alla divisione degli interventi che pure la ministra oggi opportunamente ci ha ricordato. Per questo non chiediamo alla ministra di fare quello che non può fare, ma siamo qui a chiedere al titolare del ministero di Viale Trastevere e al governo di vigilare su questa vicenda. Noi continueremo a farlo – ha concluso Fratoianni – fino a quando quel vulnus non sarà risolto, e alla prof.ssa Dell’Aria sarà restituita la dignità che le spetta”. (ANSA).


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Commenti

    Fratoianni e molti altri eludono il cuore del problema: è dovere di un insegnante correggere gli errori degli allievi? Se questi realizzassero un video negazionista contro le persecuzioni degli ebrei, non sarebbe un dovere dell’insegnane spiegare perché si tratta di un giudizio delle viscere e non della verità storica? Dunque: il tema (come lo stesso Fratoianni ammette che possa essere) è: quegli allievi sono stati lasciati liberi (se non incoraggiati) di realizzare un “compito” sbagliato?

    Il vero errore lo ha commesso l’ex dirigente che ha irrogato la pena, e il problema si risolverà appena ne verrà nominato uno nuovo, speriamo presto. Se penso a quante volte ho indicato il male assoluto ai miei alunni e a quante volte ho indicato l’odio come il male che ha scatenato e continua a scatenare conflitti che provocano la morte di donne, bambini, uomini nei luoghi più sfruttati dalla ingordigia degli Occidentali, allora avrei dovuto essere punito anch’io e non solo io ma tutti gli insegnanti che trasmettono saperi che vanno verso un’unica direzione: il benessere e la felicità di tutta l’umanità. I mostri dovrebbero essere sconfitti per sempre dalla cultura che purtroppo nella nostra società, e in particolare in quella italiana, occupa un posto non consono al suo ruolo.

    Ma no, lei ha fatto bene a sottolineare quale fosse il male assoluto. Credo che condivida che esso risieda negli stati etici che, necessariamente, sono dispotici. Insomma: nazismo, comunismo, fascismo. Di conseguenza chi è anticomunista non può che essere antifascista e chi è antifascista non può che essere anticomunista. Il resto è immaturità.

    Avrebbe dovuto essere sanzionata più gravemente per quel che ha fatto

    E lei che ne sa della verità storica?

    “Sbagliato” perchè?

    La verità è nei pubblici uffici la burocrazia regna incontrastata, nessuno è capace di indicare chi è il responsabile di una qualsiasi pratica.

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