La sfida dentro Forza Italia | La Via vicino a Romano

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Commenti

    Come dire : LA POLTRONA E’ PIU’ IMPORTANTE DELLA COERENZA !!!!
    O qua, o la, l’importante è occuparne una e continuare a lucrare appannaggi, privilegi, annessi e connessi.

    Aspettiamo con ansia le europee, perche’ se ne vedranno delle belle

    Sono d’accordo , anzi si sfasceranno alcuni partiti sia a destra che a sinistra .
    Giustamente é il caso di dire se ne vedranno delle belle . La nostra é una
    democrazia ballerina .

    LA VIA si ripara dove piove.
    Forse non ha cognizione dei deludenti risultati delle comunali a Palermo.
    VADE RETRO VECCHIA POLITICA E VECCHI POLITICI.

    Sempre e comunque la “qualità del consenso”.
    Sono sempre le stesse facce e gli stessi nomi che da oltre 40 anni, si muovono a destra al centro ed a sinistra a rispetto dell’alternanza ed al mantenimento dello status.
    I risultati per la Sicilia sono evidenti ed i benefici inesistenti.

    Da tantissimi anni in politica tra una poltrona e un’altra, per cui tra gli artefici dello sfascio attuale, ma ciò nonostante sempre in prima linea. Romano, non si è stancato di illudere gli elettori e di cambiare casacca?

    Ha fatto meglio di altri che si sono alleati con i comunisti

    Pogliese e Catanoso: che figura…

    FAME E DISPERAZIONE
    QUALE OCCASIONE MIGLIORE CHE IL PROSSIMO VOTO ALLE EUROPEE PER COMINCIARE A FARE PULIZIA ?

    Antico detto “Romano”: Larga la foglia, stretta “La Via”, datemi sempre i voti e così sia…

    E poi ci lamentiamo che l’Italia conta poco o nulla in Europa.

    Credo che la foto sia molto esaustiva e chiara.La dice tutta su chi sono e come la pensano quei personaggi.I cittadini sono certo che non cadranno in questo ennesimo tranello e li manderanno a lavorare.Come è giusto e ovvio che sia.

    tanto non hanno speranze

    Vota SAVE’ senza chiederti perché

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Gli ultimi commenti su LiveSicilia

Egr. sott. Puglisi, anche questo suo articolo, come quasi tutti quelli che ho avuto il piacere e l'onore di leggere, è pura poesia, toccante e commovente. Tralasciando, per il momento, la mia opinione sulla totale assenza delle Istituzioni su cui mi sono sempre espresso, credo che, purtroppo, non sarà facile raggiungere il cuore di ragazzi delle Zen che "camminano" armati: la questione, a mio avviso, è di carattere culturale. Il contesto nel quale il “ragazzo che cammina armato” è nato e cresciuto gli ha impartito i “valori” della ingiustificata prevaricazione, della violenza, della criminalità, dell’odio. Si, certo, senza un apparente perché, senza un “giustificato” motivo ma, più banalmente e più semplicemente, per dare sfogo ad una rabbia repressa o a qualcosa che ci somiglia, ma che ci sfugge, avendo avuto ciascuno di noi la “fortuna” di appartenere alla società civile, nonostante i tutti i suoi limiti e tutti i suoi difetti. Oltre il contesto sociale, ancor peggio, c’è il contesto familiare: un ragazzo che commette un crimine punibile con un ergastolo (si appura già tramite intercettazioni ambientali negli istituti di pena) viene “consolato” dai propri cari e rassicurato che la condanna sarà limitata nel tempo. Non ci sono parole utili alla “rieducazione”, bensì l’incoraggiamento a mantenere vivo l’orgoglio. Del resto, essendo cresciuto in una famiglia dove i valori e l’educazione sono indirizzati al disprezzo di tutto ciò che rappresenta lo Stato, non avendo altri termini di confronto, credo che sia quasi scontata la condotta quotidiana del ragazzo che cammina armato, non capacitandosi perché mai dovrebbe fare diversamente. Non vorrei apparire ripetitivo rispetto a precedenti miei commenti, ma rimango fermamente convinto che la totale assenza delle Istituzioni ed il totale abbandono del territorio, sono i principali responsabili morali del degrado morale che ha colpito al cuore il quartiere dello Zen e, purtroppo per tutti noi, non soltanto lo Zen, non soltanto tutti i quartieri di periferia, ma adesso anche il resto della città.

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