La Uil celebra 65 anni |Barbagallo in visita

La Uil celebra 65 anni |Barbagallo in visita

Il segretario generale ha incontrato il sindaco di Catania, Enzo Bianco e nel pomeriggio è stato a Caltagirone, città natale di Italo Viglianesi, il primo segretario generale e cofondatore del sindacato.

doppio incontro
di
6 min di lettura

CATANIA – “Fu Caltagirone a dare i natali a Italo Viglianesi, il primo segretario generale e cofondatore della Uil. Ed è giusto che proprio in questo comune della Sicilia si celebrino i 65 anni della fondazione del nostro Sindacato: 65 anni di futuro – come scandisce un nostro slogan – con il lavoro sempre”. Lo ha dichiarato il segretario nazionale della Uil, Carmelo Barbagallo, oggi pomeriggio in Municipio a Caltagirone per ricordare Italo Viglianesi “figlio di Caltagirone, padre della Uil”. L’evento è stato organizzato dall’organizzazione sindacale catanese, guidata da Fortunato Parisi che in mattinata aveva accompagnato Barbagallo al Palazzo degli Elefanti a Catania per un incontro su lavoro e politiche sociali con il sindaco Enzo Bianco e la sua amministrazione. In Comune a Catania anche il segretario della Uil Sicilia, Claudio Barone, i componenti della segreteria confederale territoriale e i segretari provinciali delle organizzazioni di categoria.

I temi del lavoro e dello sviluppo economico sono stati al centro dell’incontro svoltosi nell’aula consiliare di Palazzo degli elefanti tra il sindaco di Catania Enzo Bianco e il segretario nazionale della Uil Carmelo Barbagallo alla presenza degli assessori Marco Consoli, Salvo Di Salvo e Giuseppe Girlando, del segretario regionale del sindacato Claudio Barone, di quello territoriale Fortunato Parisi e dei componenti della segreteria provinciale e delle organizzazioni di categoria.

Bianco ha ringraziato Barbagallo, “un vero sindacalista, orgoglioso di esserlo” perché, da siciliano, non ha mai smesso di parlare di Mezzogiorno quando “da molti governi questa parola è stata cancellata dall’agenda politica”. “Come ho detto ieri – ha aggiunto – durante l’incontro premier Renzi, è proprio il Mezzogiorno il valore aggiunto dell’Italia, l’unica area del nostro Paese in cui sono ipotizzabili tassi di sviluppo simili a quelli di Brasile, Cina, India. Bisogna però avere la lucida consapevolezza di rimuovere le condizioni che ostacolano lo sviluppo del Sud e che sono obiettive: interessi bancari molto più alti, deficit di infrastrutture e maggior costo dei trasporti, criminalità organizzata, pubblica amministrazione ineefficiente. Certo, noi dobbiamo fare la nostra parte, a cominciare dal fatto che non possiamo permetterci che la burocrazia delle regioni meridionali sprechi in maniera indecorosa e inaccettabile finanziamenti europei nel momento in cui non abbiamo i soldi per fare alcun tipo di investimento”.

Barbagallo ha concordato sull’analisi di Bianco, che ha chiesto alla Uil “Sostegno per sbloccare iniziative, dalle opere pubbliche agli investimenti, ferme da troppo tempo, per rilanciare l’economia di questa parte della Sicilia che è la più attiva e operosa”. “Quando ci sono sindaci – ha detto Barbagallo – che cercano di portare avanti iniziative concrete bisogna sostenerli. In Italia c’è un sacco di lavoro da fare e ci perdiamo sempre in chiacchiere. Negli anni Ottanta, da segretario regionale della Uil, scrissi a tutti gli imprenditori del nord invitandoli a fare impresa in Sicilia, a dare occupazione. Mi risposero che in Sicilia il credito non era vantaggioso, mancavano le infrastrutture, non c’erano amministrazioni pubbliche vicine all’impresa, anzi, la burocrazia era pesante, e c’erano invece problemi di criminalità organizzata. Insomma, le stesse cose citate dal sindaco Bianco. Ma senza impresa non c’è occupazione, senza occupazione non c’è sviluppo. Concordo sul fatto che si debba puntare sul Mezzogiorno per risollevare l’economia di tutto il Paese: è qui che c’è tutto lo spazio per la ripresa. Il nostro Sud dovremmo trasformarlo in un’area asiatica o sudamericana. E per farlo si deve dare fiducia a quelle amministrazioni che spendono bene il denaro”. Negli altri interventi, Barone ha sottolineato come la Uil, a fronte delle tante emergenze occupazionali, sia “accanto a chi ha voglia di fare concretamente qualcosa per la nostra terra” e Parisi ha ribadito che “senza Catania e la Sicilia il Paese non può ripartire perché intelligenze, risorse e potenzialità sono tutte qui. Barbagallo ha concluso la visita con la firma, nel Salone Bellini, del libro d’onore della città. Ricordando l’amicizia con Bianco ha auspicato che Catania possa “Ritornare a essere motore economico e produttivo, oltre che culturale, della Sicilia”.

Un momento dell'incontro a Caltagirone

Nel Salone di Rappresentanza del Palazzo Municipale di Caltagirone, presenti insieme con Parisi e Barone anche la vedova di Italo Viglianesi, il sindaco Nicolò Bonanno, il presidente della fondazione “Buozzi” ed ex segretario generale Uil Giorgio Benvenuto, il rettore dell’Università di Catania Giacomo Pignataro, l’ex segretario confederale Camillo Benevento, il segretario nazionale della Uil Pensionati Romano Bellissima, il presidente del Patronato Ital Uil Gilberto Evangelisti e il deputato nazionale Fabio Porta, il leader Uil Carmelo Barbagallo ha ancora affermato: “Viglianesi seppe dar vita ai valori laici e riformisti trasfondendoli in un’Organizzazione, autonoma dai partiti, impegnata nella difesa dei lavoratori e dei pensionati. Nell’atto costitutivo del 1950 si legge, tra l’altro: la Uil vuole vivere, e vivrà, libera da qualunque tutela di partito o suggestione di governo, al servizio soltanto della classe lavoratrice, unico motore della vita dell’Organizzazione. Così come è altrettanto esplicito, in quello storico documento, l’impegno per l’impostazione e l’individuazione di soluzioni unitarie”. “Proprio su questi punti – ha aggiunto il segretario generale della Uil – quella storia conserva, intatta, la sua attualità. Oggi, la Uil cerca costantemente la via dell’unità sindacale ed evita ogni forma preconcetta di acquiescenza o di contrapposizione alle scelte delle Istituzioni: unico metro di misura della nostra azione resta il merito dei provvedimenti. La Uil vuole essere solo un Sindacato e chi in essa milita vuole essere solo un sindacalista”. “È proprio con questo spirito – ha concluso Carmelo Barbagallo – che abbiamo proposto, di recente, un nuovo modello contrattuale con l’obiettivo di accrescere il potere d’acquisto dei lavoratori e dei pensionati, ma anche di contribuire, per questa via, allo sviluppo del Paese. Ed è con questo stesso spirito che abbiamo espresso la nostra contrarietà al Jobs Act e, in queste ore, confermiamo le nostre forti perplessità sull’efficacia economica del DEF. Purtroppo, si continua con la logica dei tagli lineari, non si riducono le tasse, non si programmano investimenti e, conseguentemente, non si dà una prospettiva strutturale all’occupazione e alla crescita. Oggi come allora, sono questi gli obiettivi che persegue la Uil ed è per questo che dal 1950 a oggi c’è una coerenza ideale che rende ancora viva la memoria di Italo Viglianesi, nobile figlio di Caltagirone”.

Nel suo intervento introduttivo, Parisi ha ricordato il primo segretario della Uil annunciando la nascita del “Centro Studi Viglianesi” e ribadendo la richiesta “di intitolare alla memoria di Italo Viglianesi una via o una piazza del centro cittadino, mentre oggi porta il suo nome solo una stradina della periferia caltagironese”. Il segretario della Uil di Catania, che è stato per anni presidente del Consiglio comunale di Caltagirone, ha quindi parlato della “Intuizione-Uil di chi, come Viglianesi, diede vita sessantacinque anni fa a un sindacato fondato sui principi di libertà, pluralismo e passione civile al servizio esclusivo dei lavoratori, dei pensionati, dei cittadini”. Parlando nel Palazzo Municipale della “Piccola Patria della Ceramica”, Fortunato Parisi ha anche menzionato l’attualità dell’opera di Antonino Ragona, il più illustre studioso di cultura ceramica a Caltagirone: “A quattro anni dalla scomparsa – ha detto l’esponente sindacale – rilanciamo la proposta di dedicare al professore Ragona il Museo Regionale che lui splendidamente guidò “.

A Caltagirone, infine, il segretario regionale Uil Claudio Barone ha tra l’altro dichiarato: “La Uil ha 65 anni, ma non ha certo intenzione di andare in pensione. Anche volendo, non potremmo farlo perchè i lavoratori chiedono sempre più attenzioni dalla Uil, come hanno dimostrato le recenti elezioni delle rappresentanze sindacali unitarie. In Sicilia, ancora in queste ore stiamo affrontando emergenze occupazionali e vertenze. Nessuno può tirarsi indietro o bluffare. La Regione e le altre istituzioni politiche sappiano che siamo stati e staremo accanto soltanto a chi ha voglia di fare concretamente qualcosa per questa terra. Con gli altri, non abbiamo tempo da perdere!”. Barone ha anche annunciato l’istituzione di una borsa di studio “Viglianesi” per tesi di laurea sul lavoro e sulla Uil.


Partecipa al dibattito: commenta questo articolo

Segui LiveSicilia sui social


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI